Aferpi al capolinea. Chiediamo certezze dal governo sul Fondo per le aziende gestite in amministrazione straordinaria

 

“La farsa Aferpi è arrivata al capolinea, adesso però tocca al governo intervenire rapidamente e con risolutezza. È stato perso fin troppo tempo e i lavoratori, inclusi quelli dell’indotto, vedono allontanarsi pericolosamente una soluzione che faccia ripartire l’azienda”. A dirlo sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Daniela Lastri e Marco Sabatini insieme a Simona Ghinassi, coordinatrice della provincia di Livorno.

“Cevital non ha rispettato un solo impegno fra quelli previsti dall’Addendum sottoscritto lo scorso giugno, ha solo cercato di allungare i termini, creando false promesse nei lavoratori e inviando una lettera a Palazzo Chigi in cui annunciava una trattativa in corso con fantomatici partner dei quali non è ancora chiaro il tipo di impegno e di investimento. L’ennesima beffa di Rebrab l’algerino. L’inadempienza del gruppo Cevital è grave e quindi causa di risoluzione dell’accordo, e come sostiene anche il ministro Calenda, verrà dato inizio alla procedura di infrazione che individuerà le penali in carico alla proprietà. Resta da sciogliere e ciò avverrà non prima della metà di novembre, il nodo legato alla certificazione dell’insolvenza, giustificabile solamente con il mancato pagamento delle quote relative alla cassa integrazione dei lavoratori e all’assenza di investimenti sulla produzione con i treni di laminazione fermi e il blocco delle attività. Come già accaduto in passato Rebrab potrebbe giocare la carta del funzionamento intermittente al fine di evitare l’insolvenza restando di fatto ‘solo’ inadempiente, rimanendo così proprietaria delle Acciaierie e dei terreni sulla quale sorgono gli stabilimenti. E questo sarebbe un disastro perché sottoporrebbe lavoro e lavoratori all’incertezza più assoluta per il loro futuro”.

“In caso contrario – insistono gli esponenti di SI – occorre muoversi in maniera spedita, come hanno chiesto i parlamentari Alessia Petraglia e Stefano Fassina in un’interrogazione. Il ritardo è già consistente dal momento che nemmeno gli interventi sulle bonifiche di competenza statale sono ancora cominciati e andrà fatta una ricognizione per stabilire tempi e modi certi per l’inizio dei lavori che potrebbero garantire ricadute positive sull’occupazione . Per quanto ci riguarda chiediamo al governo certezze sul fondo di 300 milioni, 50 dei quali destinati a Piombino, stanziati per le aziende gestite in amministrazione straordinaria: chiediamo con forza che sia attivato subito e abbia continuità anche in periodo di vacanza del governo conseguente allo scioglimento delle Camere”.

 

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