Documento Assemblea Federale Sinistra Italiana 25 novembre 2019

 

Assemblea Federale Sinistra Italiana Livorno 22 novembre 2019 con aggiornamento a lunedì 25 novembre per approfondimenti.

L’assemblea si apre con le comunicazioni relative ai lavori delle due commissioni, politica e statuto in preparazione del congresso nazionale di Sinistra Italiana. In attesa di ricevere testo dei documenti relativi, che speriamo siano costruiti con il reale contributo di tutti i componenti, auspichiamo che il nostro congresso nazionale si svolga con una partecipazione larga e aperta a tutti gli iscritti visti i numeri molto esigui.

Sarebbe una limitazione della rappresentanza la presenza di soli delegati scelti in base al numero degli iscritti sui territori superstiti. Il frangente politico attuale ci suggerisce una posizione che non può essere autosufficiente ed è quindi necessaria anche un’apertura della struttura stessa del congresso affinchè possano emergere anche al nostro interno nuove energie, per questo serve andare oltre i nostri confini: non un congresso autoreferenziale ma un laboratorio che si muova sulla scia di altri progetti europei, prendendo spunto in particolare dall’esperienza Labour di Jeremy Corbin. A oggi però, quest’idea di ricerca di cambiamento così necessaria per la sinistra, non può essere unidirezionale: ravvisiamo nel PD una linea politica ancora troppo potentemente permeata di neoliberismo, senza alcun ravvedimento sulle politiche del lavoro, con scelte troppo poco radicali legate all’equità fiscale, per non parlare del rapporto ancora molto stretto e accondiscendente con un’ Europa troppo legata alla finanza e troppo poco votata ai diritti e alla ricerca di uguaglianza sociale dei popoli che la compongono.

L’assemblea prosegue analizzando la posizione del nostro partito all’interno dello scenario che ci porterà elezioni regionali fra 6 mesi e ravvisiamo gli stessi pericoli sopra descritti rispetto al nostro non essere autosufficienti, anche se un percorso lineare è a oggi sempre valido per noi nei confronti della lista Sì Toscana a Sinistra.

La nostra posizione minoritaria non può portarci a pensare di poter concedere deleghe ad altri e di decidere per noi.

Va sottolineato ancora una volta che la partecipazione del coordinamento regionale provvisorio di SI Toscana all’assemblea del Comitato Sinistra 2020 era chiaramente solo esplorativa per raccogliere e trasferire all’assemblea di SI Toscana le informazioni da discutere al nostro interno.

Simone Siliani per quanto ci riguarda può rappresentare solo se stesso e non la comunità di Sinistra Italiana Toscana dal momento che nessuno di noi lo ha investito del ruolo di portavoce e tale decisione non è stata discussa all’interno del nostro Partito in assemblea.

Registriamo un difetto di comunicazione delle informazioni, e ringraziamo Mauro Valiani per lo sforzo, ma il risultato è inadeguato nei tempi e nelle modalità che non aiutano il nostro dialogo, anche perchè le informazioni giungono ex post rispetto a quanto si legge quotidianamente sulla stampa con dovizia di particolari e dettagli.

In secondo luogo, riteniamo importante sottolineare che non ci fosse titolo per discutere di programma senza aver consultato almeno i coordinatori delle federazioni per raccogliere le istanze non di consenso, ma informazioni utili e posizioni assunte in merito ai problemi di ogni territorio. Riteniamo per altro, che le difficoltà di un’area vasta come quella della zona costiera che va da Massa a Grosseto, passando per Pisa e Livorno e la densità enorme di problemi che hanno un tratto politico evidente, non sia stata adeguatamente rappresentata, sviscerata e portata al tavolo della discussione.

Concentrare ogni ragionamento sull’area della piana fiorentina e ritenere che i soli nodi gordiani da sciogliere per chiudere un accordo elettorale siano ristretti alla questione areoporto di Firenze e al nome del candidato proposto a giochi già chiusi, sia non solo avvilente per tutto il resto della Toscana ma delinei un disinteresse ormai radicato che deve essere corretto.

Questa Federazione ritiene che la discussione vada aperta senza sudditanza, nei confronti di tutte le forze che si oppongono a Salvini e all’avanzata della Lega, ma tutto ciò deve essere costruito sulla base di contenuti in considerazione di quella che è la nostra storia e la nostra appartenenza per non incatenarci un’inaccettabile posizione di subalternità dovuta ai numeri. Per questo motivo, il 6 dicembre abbiamo organizzato un confronto sulla sanità di questo territorio ed in particolare, il tema centrale sarà una discussione sul progetto del nuovo ospedale di Livorno e dei servizi correlati ad esso, invitando i consiglieri regionali che da Sì Toscana a Sinistra arrivano a Italia Viva, invitando anche Andrea Quartini del M5S.

L’opposizione alla destra va e alla Lega va organizzata e lo si può fare solo discutendo di contenuti veri e non di alleanze matematiche. Informare i cittadini e tentare di sciogliere le contraddizioni è il compito che ci siamo dati.

Vogliamo dimostrare che il nostro sguardo deve essere rivolto ad uno schieramento ampio perchè c’è bisogno di tutti e se la cronaca odierna ci restituisce apertura nei confronti di un possibile accordo con il M5S dopo l’intervento di Beppe Grillo che non può essere circoscritto solamente a ciò che potrebbe accadere in Emilia Romagna e avrà ricadute anche sullo scenario toscano, va praticata la possibilità di costruire un unico campo dove ognuno deve fare la sua parte, senza nessuna posizione subalterna ma parlando di contenuti, quindi siamo ansiosi di sapere da chi parteciperà all’incontro con il M5S se si tratta solo di un incontro privo di contenuto, organizzato solo per prassi o c’è sostanza e metodo per arrivare ad un dialogo costruttivo.

Sono inaccettabili per noi gli irrigidimenti del Presidente uscente Rossi: la sua strategia politica condannerebbe SI ad un doppio isolamento perchè essere succubi di un PD di sicuro perdente e non più al comando della Regione per incapacità di consenso e progettualità, ci trasformerebbe in tristi comparse di terza fila senza peso politico e decisionale. Diciamo no ad un abbraccio mortale che ci porterebbe alla rovina definitiva, visto che non navighiamo già ora in buona salute a causa degli errori che abbiamo compiuto snaturando la nostra linea politica.

Inoltre la vicinanza regionale fra PD e Italia Viva, benedetta dalla scelta del nome di Eugenio Giani, il candidato blindato (non perchè lo dice la stampa a caccia di scoop ma perchè confermato dai diretti interessati), dimostra la volontà di proseguire su un percorso che nulla ha a che fare con la richiesta di cambiamento che servirebbe e la sola strategia da utilizzare resta quella di discutere perciò di contenuti senza accontentarsi di facili ricette o promesse da marinai. Possiamo essere noi a spostare il baricentro? Forse, ma non potremo farlo se permane la palpabile sensazione da parte nostra che per vincere facile, serva accontentare gli appetiti di qualcuno. Sarebbe utile fare un semplice esercizio matematico per capire che senza una legge elettorale diversa (ed è inutile caricare Tommaso Fattori di responsabilità che andrebbero invece equamente condivise sui ritardi, perchè la proposta lanciata da Sì Toscana a Sinistra giace muta in attesa di un dibattito che non trova fiato perchè fa comodo a qualcuno che resti tale) è una scelta perdente, punitiva per chi ha velleità personali ma non i numeri.

E’ poi, politicamente assai poco di sinistra pensare al proprio destino politico personale e alla propria sopravvivenza politica, perchè nulla ha a che fare con il benessere collettivo di una regione.
Serve considerare che il voto è mobile, l’equilibrio incerto ed imprevedibile.
Servono volti e storie nuove a rappresentarci, profondamente diverse per appassionarci ad un cambiamento vero, non le solite facce che sono perdenti e non hanno ormai più nulla da dire.

Una proposta politica come quella del PD o di Italia Viva, completamente votata all’autoconservazione che sappiamo già ha fallito e portato questa regione allo sfacelo o cambia strategia seguendo un moto inverso alla sua natura o è destinato a sparire, e sparirà per mano di Salvini che al contrario di ciò che guida la strategia Firenze centrica, guarda i margini, alle foltissime risorse sui territori di cintura con grande interesse, tenendosi lontano dalle grandi aree metropolitane e rastrellando un consenso che solo gli stolti non vedono.

Il fare politica per come lo intendiamo noi a Livorno, si muove su più piani e non solo per una questione di utilità ma per vocazione perchè non abbiamo dimenticato il perchè della nostra nascita e ci siamo resi conto che le attività di partito spesso non bastano, serve entrare dentro le dinamiche sociali senza supponenza.

La pratica va quindi molto oltre le parole ed è per questo che la sede di via Pannocchia 67/69, la condivideremo con l’Associazione Pierpaolo Pasolini, nata per occuparsi, con l’aiuto di molti di noi, ma con il supporto di non iscritti che sono solo simpatizzanti di sinistra e hanno visto in noi la capacità aggregativa messa in atto nel quartiere dove abbiamo sede, di costruire un archivio sull’antifascismo di fruizione pubblica partendo dal lascito della famiglia Chiesa, e di attività mutualistiche e di supporto ai cittadini.

Non nascondiamo i problemi e lo sforzo economico che comporta mantenere una sede nonostante il contributo volontario di tanti compagni: hanno finanziato con le loro donazioni personali e chiesto di trattenere i soldi del tesseramento per questo, per continuare ad avere un luogo dove discutere e organizzare la nostra azione politica comune per proseguire un percorso nel quale abbiamo sempre creduto mettendoci al servizio di una comunità che non ha altri riferimenti se non questo luogo.

A maggior ragione spiace e addolora sapere che le tessere non attivate perchè non sono stati inviati i soldi a Roma li faranno scomparire dagli elenchi degli iscritti e diventeranno invisibili. A questo proposito informiamo il coordinamento regionale che è stata inoltrata dal coordinatore del Circolo Territoriale di Sinistra Italiana, Andrea Cionini, una comunicazione al Presidente Claudio Grassi per avere chiarimenti in merito e capire se ‘i fantasmi di Livorno’ potranno avere facoltà di parola o saranno cancellati perchè non hanno versato alla tesoreria nazionale le quote indispensabili alla sopravvivenza di chi in realtà ha altre entrature.

Sottolineiamo che ognuno degli iscritti a questa Federazione contribuisce con attività volontarie non retribuite esattamente come dovrebbe essere per i dirigenti che dovrebbero prestare tempo e attenzione in modo volontario e non retribuito. A oggi non si conoscono le entità della portata economica della Tesoreria, e a quali ruoli venga disposto uno stipendio perchè a nessuna delle comunicazioni inviate da questa sede con la richiesta di chiarimenti e delucidazioni è stata data risposta ufficiale.

Accogliamo con favore lo spostamento della data della prossima Assemblea Regionale di SI Toscana da mercoledì 27 novembre a domenica 1 dicembre, dal momento che era impossibile per chi lavora partecipare ad un incontro a Firenze in un giorno feriale ed in un orario nel quale molti di noi sono ancora impegnati al lavoro soprattutto se devono spostarsi da lontano come noi di Livorno, insistere su quella data sarebbe stata una forzatura da non poter sottovalutare.

Assemblea Federale di Livorno

 

Non è più tempo di derby fra Pisa e Livorno

 

E’ un dato assodato che i Comuni dell’area della costa sono in crisi da anni,
hanno un PIL inferiore del 10% rispetto al resto della Toscana, in particolare riguardo alle percentuali della ben più ricca e servita Piana fiorentina. Merito della vicinanza a Firenze caput mundi, dove tutto si decide, si modifica e si controlla? Avere una Regione che si muove a più velocità è un problema per noi, ma evidentemente non per qualcun altro e le baruffe fra Comuni aiutano Firenze a restare tranquillamente a guardare.
L’area di Livorno e Pisa rappresenta nel suo insieme un nodo logistico strategico (porto, aeroporto interporto) con un territorio punteggiato da importanti realtà industriali, con la presenza di una delle università più importanti di questo Paese, fucina di menti e progetti che hanno prodotto una classe dirigente eccelsa che va ben al di là del nome che porta ‘Normale’. Il bacino di conoscenza intellettuale e la portata di un know how di altissimo livello scientifico potrebbero essere messi a sistema e ridistribuire sviluppo, ma questo accade troppo poco, in vari settori, anche in quelli che dovrebbero erogare servizi alla collettività e andrebbero integrati una sana competizione è positiva ma qui la diatriba è ostentata e alimentata continuamente.
L’assurda guerra tra Comuni, quasi si trattasse di tifoseria calcistica, trasferisce le vecchie ruggini sul piano delle modalità di sviluppo che invece dovrebbero essere integrate per costruire un patto di solidarietà comune per il rilancio complessivo dell’area costiera della Toscana.
Abbiamo letto sul Tirreno di ieri, la posizione di un consigliere di maggioranza del Comune di Pisa, che rinforza le dichiarazioni del Sindaco leghista Conti contro la costruzione della Darsena Europa e al danno che creerebbe a nord dello Scolmatore con l’ampliamento a mare del porto di Livorno.
La realizzazione di tale infrastruttura secondo il primo cittadino di Pisa, andrebbe a danneggiare il litorale di Tirrenia e il suo appeal turistico. L’annosa polemica mai spenta anche quando le due giunte erano dello stesso colore si rinfocola così e si tratta di un vero e proprio atto politico di guerra, cieco e sordo a qualsiasi patto territoriale per la salvezza di un’area vasta ridotta al lumicino.
Riteniamo da sempre che il porto di Livorno per sua vocazione non sia mai stato solo dei Livornesi ma una porta di accesso ad un sistema di sviluppo che valica i confini regionali distribuendo ricchezza a tutto il Paese.
Vanno certamente rimarcate le ricadute occupazionali del progetto che con l’aumento del numero degli addetti non sanerebbe completamente il problema della disoccupazione, ma darebbe il respiro di un aumento generale che vale 0,1 un punto di PIL sul bilancio regionale per riagganciare un percorso in crescita e sovvertire un declino che in dieci anni ha bruciato in Toscana investimenti pubblici e privati per un valore di 70 miliardi di spesa.
Bisogna di sicuro scegliere se adeguare il porto di Livorno ai nuovi scenari mondiale del trasporto navale con banchine e fondali non sottodimensionati ed infrastrutture che rispondano alle domande attuali e future del trasporto navale, o lasciare che Livorno e le pretese si fermino alla dimensione “porticciolo”. Credere che le ricadute di sviluppo minimale del porto non tocchino le dinamiche di ciò che accade oltre i confini comunali è un atteggiamento incomprensibile e ingeneroso nei confronti di tutti i cittadini, non solo dell’area costiera, ma regionale.
Crediamo che sia necessario, per dare forza e sostanza al progetto Darsena Europa, prima di tutto chiarire definitivamente, dopo ciò che la cronaca ci ha restituito nei mesi scorsi, come modificare equilibri e soprattutto sanare squilibri esistenti nella guerra interna al porto di Livorno fra chi decide perchè possiede l’autorità per farlo con mandato dello Stato e chi ritiene di avere in tasca il monopolio solo per pretesa di superiorità economica. Subito dopo sarebbe indispensabile avviare una interlocuzione che vada oltre il colore delle Giunte, senza pretese di autoconservazione e campanilismo.
Nessuna campagna elettorale può giustificare l’empasse di un territorio vasto e in crisi come quello costiero. La solidarietà e la mutualità nello sviluppo fra territori affini e limitrofi è l’unica chiave di salvezza che può riportare la Regione a marciare ad un’unica velocità.
 
Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti
 

30 ore su una barella sono inaccettabili

 

Anche oggi mercoledì 13 novembre  sulla cronaca de Il Tirreno è apparsa una notizia che suscita allarme ed amarezza:  due anziani ottantenni sono stati tenuti per più di 30 ore pronto soccorso , prima di avere adeguate cure o essere ricoverati. Esprimiamo la nostra indignazione e la netta condanna per il ripetersi di episodi di ” mala sanità ” in questa città a danno degli utenti . Le prolungate ore in attesa sono dovute,  oltre alla cronica carenza di personale, ed è un errore strutturale da correggere subito con nuove assunzioni, dalla impossibilità di ricovero dei due anziani pazienti per mancanza di posti letto . Siamo nel 2019 e non nel 1919! Per quali motivazioni l’ospedale di Livorno deve continuare ad avere un numero di posti letto inferiore alla media regionale ? La Regione Toscana da tempo è stata sollecitata , dalle forze politiche e sindacali della città, a provvedere con maggiori risorse di personale ma , ad oggi , le risposte sono state nettamente insufficienti,  come dimostrano i fatti più recenti. Altro elemento che riteniamo incida sfavorevolmente sulla funzionalità del pronto soccorso è dovuto alla mancanza di adeguate strutture di ” filtro ” sanitario , come le case della salute , da più tempo annunciate ma ancora non attuate e assenti dal dibattito . Siamo ormai stanchi di leggere i comunicati della direzione aziendale , a vari livelli , sulle diverse motivazioni , tecniche o meno , che avrebbero impedito  sino ad oggi la loro effettiva operosità. Stanchi del balbettio delle istituzioni che promettono a parole ma non forniscono certezze. Richiediamo  quindi maggiori risorse di personale e mezzi per la sanità livornese , sia per il nosocomio e sia per il territorio , al fine di assicurare servizi sanitari più efficienti ed efficaci , con l’auspicio di ridurre i disagi alla popolazione .
Non vorremmo che Per opportunità politica, chi governa ora questa città, imponga una scelta capestro fra le risorse per il nuovo ospedale e l’aumento del personale addetto: ad una struttura efficiente con capacità di addetti efficiente deve corrispondere un uguale efficienza per numero di posti letto, in linea con la media regionale, soprattutto per ciò che riguarda il pronto soccorso.
Livorno e la Costa non possono continuare ad essere fanalino di coda per ciò che riguarda la cura e l’accoglienza dei cittadini.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti