Giornata della Memoria

Ebrei, omosessuali, zingari, oppositori politici dovevano scomparire risucchiati nella “Nacht und Nebel”
La Giornata della Memoria non è solo la ricorrenza del 27 gennaio ma deve essere tutti i giorni dell’anno in omaggio a milioni di vittime e perché sia un costante monito per il presente in un’Europa in cui tornano prepotentemente il fascismo e i nazionalismi che vuole frontiere e porti chiusi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Camp Darby, interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana

La Federazione di Livorno di Sinistra Italiana ed il Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti comunicano che in data 22 gennaio 2019 è stata depositata alla Camera dei Deputati un’interrogazione da Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana, al Ministro della Difesa in merito ad informazioni volte a chiarire l’intenzione di creare una sorta di hub delle armi che, giunte al porto di Livorno, vengono stoccate a Camp Darby e poi smistate via acqua, ferro e gomma per le attività militari Usa.

Tali attività, fanno temere anche per la sicurezza della popolazione e spaventa l’idea che enormi carichi di armi viaggino su una linea ferroviaria ordinaria che dalla Base Nato lungo il Canale dei Navicelli confluirà nel Canale Scolmatore per poi confluire in mare al Porto di Livorno attraversando una porzione di città nell’area nord, vicina a ad una zona densamente abitata e ad impianti ad alta pericolosità come depositi di gas.

Come è noto, il Porto di Livorno è classificato come porto a rischio di emergenza radiologica per la possibilità di incidenti nucleari e pertanto soggetto ad un piano di emergenza e sicurezza previsto per legge ma a oggi ancora coperto dal segreto militare.

 Sappiamo che la Commissione europea ha presentato il 28 marzo 2018 il piano d’azione sulla mobilità militare, premessa per istituire un’area Schengen militare che consenta a Usa e Nato di muoversi rapidamente in Europa, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali, e ravvisiamo una coincidenza nei comportamenti atta a confermare la rispondenza a tale piano. 

Per questo, dopo anni di proteste organizzate da gruppi pacifisti e forze politiche di sinistra, trovano ancora voce oggi nei passaggi dell’interrogazione depositata, le speranze di veder sollevato quel velo opprimente che tiene i cittadini in stato di allarme. Quel lembo di territorio che sarebbe da salvaguardare come bene ambientale e unisce le due Provincie di Pisa e Livorno non può diventare, a prescindere dalla volontà di cittadini inermi perché tenuti all’oscuro, teatro di operazioni di guerra e punto di partenza per attività che mettono in pericolo la popolazione.

Auspichiamo una celere risposta da parte del Ministro della Difesa affinché chiarisca le posizioni che intende adottare in merito, ribadendo che la sicurezza dei cittadini delle due Provincie limitrofe, così come la nostra convinzione di vivere in un territorio di pace, sia da preservare e difendere come bene primario per il popolo di questa Nazione senza indugi.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02034

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02034 presentato da

FRATOIANNI Nicola testo di Martedì 22 gennaio 2019, seduta n. 111


  FRATOIANNI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

la base militare Usa di Camp Darby è un enorme deposito logistico: 125 bunker pieni di bombe, razzi, munizioni, esplosivo ad alto potenziale, tank, blindati, jeep e camion; è ubicata nella pineta di Tombolo, tra Pisa e Livorno e riveste un ruolo e una posizione strategica;

da qui sono partiti i supporti logistici e militari per la guerra del Golfo e le operazioni nei Balcani, Iraq, Afghanistan; gli Usa intendono riorganizzare massicciamente le infrastrutture legate alla base, realizzando 2,5 chilometri di nuovo troncone ferroviario, due terminal, un ponte girevole sul canale dei Navicelli, il rifacimento di un’articolata banchina attrezzata lungo il canale dei Navicelli che attraversando la base confluirà nel canale Scolmatore, collegandosi al mare e al porto di Livorno (sottoposto al rischio dell’intenso traffico di armi e classificato porto a rischio di emergenza radiologica/incidente nucleare e pertanto soggetto al piano di emergenza esterno previsto dalla legge per la popolazione che vive nelle aree limitrofe);

il piano è secretato per motivi militari, la popolazione non risulta informata e coinvolta adeguatamente nei piani di evacuazione, nonostante gli obblighi di legge;

altre opere previste, a quanto risulta all’interrogante, sono:

consolidamento statico degli argini del canale dei Navicelli e riqualificazione del palancolato dalla foce dello scolmatore fino al tratto del canale di fronte alla darsena Tombolo Dock di Camp Darby (l’opera è a carico del comune di Pisa, per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro);

rifacimenti degli argini, dragaggi, lavori agli affluenti e all’impianto di trattamento dei fanghi (per un totale di altri 36 milioni di euro);

realizzazione dello svincolo di collegamento fra Aurelia e A12, parte della E80, che costituirà una variante al centro abitato di Stagno; accesso diretto alla E80 (i costi dell’opera pare si aggirino fra i 7 e gli 8 milioni di euro);

la «foce armata» del canale scolmatore (due moli di oltre 500 metri impediranno l’insabbiamento del canale e la conservazione del fondale a 3,5 metri in luogo dello 0 metri attuali);

il costo complessivo degli interventi sarebbe intorno ai 50 milioni di euro. Lo stanziamento per il primo lotto di lavori a mare pare sia di 10/15 milioni di euro;

l’intento sembra quello di creare una sorta di hub delle armi che, giunte al porto di Livorno, vengono stoccate a Camp Darby e poi smistate su acqua, ferro e gomma per le attività militari Usa;

questi lavori a Camp Darby fanno temere anche per la sicurezza della popolazione e spaventa l’idea che enormi carichi di armi viaggino su una linea ferroviaria ordinaria;

la Commissione europea ha presentato il 28 marzo 2018 il piano d’azione sulla mobilità militare, premessa per istituire un’area Schengen militare che consenta a Usa e Nato di muoversi rapidamente in Europa, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali –:

se esista un piano di sicurezza adeguato all’aumento di movimentazione di armi da e verso Camp Darby, che i lavori previsti determineranno, e se tale piano riguardi anche il porto di Livorno;

quali siano gli orientamenti rispetto a quanto esposto in premessa, visto che, a parere dell’interrogante, l’allargamento della base rappresenta una grande e inutile opera di militarizzazione del territorio e che l’uso attuale della base per il trasferimento di armi verso la Siria e lo Yemen appare improprio e non dovrebbe essere consentito, come durante il conflitto iracheno, perché al di fuori del quadro stabilito e per fini diversi da quelli previsti dal Trattato nordatlantico;

se sia a conoscenza di quanto costeranno ai contribuenti italiani gli interventi in fase di attuazione che concorreranno al potenziamento della base;

se la realizzazione delle citate opere sia correlata al «piano d’azione sulla mobilità militare» della Commissione europea. 
(4-02034)

Premio Nobel della PACE a Riace

Sta per essere presentata ufficialmente la candidatura del Comune di Riace per il Premio Nobel per la Pace 2019.

È importante che tutti coloro che condividono l’iniziativa estendano il messaggio alla loro rete di contatti.

Di seguito il testo dell’appello diffuso dalla rete di associazioni proponenti.

NOBEL PER LA PACE A RIACE

Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.

Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti.

Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

Grazie, il Comitato promotore:

RECOSOL; MUNICIPIO VIII ROMA; COMUNITÀ DI BASE SAN PAOLO; LEFT; ARCI ROMA, COMUNI VIRTUOSI; CISDA; NOI SIAMO CHIESA; ISDEE, FESTIVAL “ROMA INCONTRA IL MONDO” 2019

Possono sottoscrivere la richiesta, che sarà inoltrata al Comitato per l’assegnazione dei premi Nobel:

  • i singoli cittadini, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1mBGI0d5DsfOgMG3g2FR_sfAha1At1G68maqySAWsXW0

  • le associazioni, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1XAMQJQAbP0mEgkqvBmIbXQWqfcAQClwSsXMNGuyfP-0

  • i docenti universitari (anche in pensione) devono utilizzare il link

https://goo.gl/forms/FUPzMH7okIvcOzkm1

  • i parlamentari o ex parlamentari devono utilizzare il link

https://docs.google.com/forms/d/1mP_3RHhvWXYe8EfE-_9w6i0Seo8Gl-q07OuQrMvq108/edit

LA RICHIESTA DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA E INVIATA ENTRO IL 30 GENNAIO

Troviamo insieme le risposte ai bisogni di tutti

Venerdì 11 gennaio alle 21 presso la sala della ex Circoscrizione 2 sugli Scali Finocchietti, si è tenuta la prima assemblea pubblica promossa da Partito della Rifondazione Comunista di Livorno, Sinistra Anticapitalista Livorno e Sinistra Italiana Livorno.
Non si è trattato di un dibattito elettorale classico, ma di un primo passo congiunto di invito e ascolto perché siamo convinti che le vecchie formule non siano più utili e laddove non si crei una felice amalgama con i cittadini non si possano trovare nemmeno le soluzioni ai problemi.
Erano presenti molte delle esperienze territoriali associative e civiche, invitate con l’intento di portare un valore aggiunto e di sinistra al dibattito programmatico in vista delle prossime elezioni amministrative.
Si è trattato di un appuntamento aperto, partecipato, al di là di ogni appartenenza. I temi sono stati affrontati a tutto campo rispetto alle emergenze che mettono in discussione il futuro della città e sono relativi alla mancanza di prospettive.
L’intento era quello di fare un primo passo per costruire un’alternativa larga e condivisa non solo per mano della politica ma attraverso il contributo vitale della società e dei protagonisti diretti. 
Aiutare Livorno a rinascere significa parlare del lavoro che manca, dei soprusi subiti dai lavoratori, di progetti che non possono restare solo sulla carta, di diritti negati all’uguaglianza fra gli individui, di una sanità sempre più elitaria e circoscritta, di beni comuni e collettivi da salvaguardare, di territorio da proteggere e difendere, e in fine di cultura, quella che servirebbe a tutto tondo in questa città, che la merita per la sua storia, ma che non trova un posto di rilievo ed è in evidente decadimento come del resto accade a tutto il settore della conoscenza che non produce sviluppo.
Legare le dinamiche di un luogo allo scenario nazionale ed europeo ha un senso preciso perché le analisi di contesto sono fondamentali per valutare ricadute e assetti e valutare una correzione possibile dal punto di vista pratico.
Ascoltare un racconto corale in apparenza solo locale oltre a mostrare uno spaccato della società livornese che per una volta ha deciso di guardare in faccia i problemi e partire da un’analisi concreta, senza giri di parole, ha evidenziato come sia impossibile pensare di scollegare un territorio da una Nazione e da un continente intero quando l’incidenza di regole decise altrove è così forte e pesante da viziare ogni pretesa di autonomia.
Qualcuno si aspettava di trovare già ricette, risposte preconfezionate o la propaganda di una campagna elettorale partita in modo confuso ma come sempre auto referenziata, ferma alla conta dei numeri, così non è stato: una parte della politica della Sinistra livornese è stata pronta ad ascoltare e una proposta verrà elaborata in modo congiunto con altre forze, ma soprattutto con il supporto di quelle proposte che arriveranno attraverso una discussione collettiva con la società civile che tocca direttamente i problemi ma spesso non ha trovato spazio e luogo per esprimerli.
Volevamo rompere uno schema che si è consolidato ma non ha restituito certezze e ci siamo riusciti. 
Sappiamo che non è più il tempo delle facili ricette, delle soluzioni acchiappa voti e delle illusioni. Servirà continuare a guardare la realtà e a parlarne senza fare sconti. 
Sarà fondamentale continuare ad ascoltare ciò che tutte e tutti avranno da dire per poter capire meglio insieme come curare questa città.
 

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Anticapitalista – Sinistra Italiana 

sei giorni di giuste proteste e manifestazioni degli studenti

Le voci dei giovani di Livorno sono lo specchio di qualcosa che non si fermerà e si allargherà perché il loro NO rimbomba già in tutto il Paese.

Da sei giorni in strada, ragazze e ragazzi manifestano per i loro diritti, senza fermarsi. Lo stesso percorso ripetuto giorno dopo giorno, per urlare una protesta che pesa da anni perché fatta di scelte sbagliate e non c’è nessun pretesto se non quello di reclamare un futuro che per loro si allontana sempre di più.

Nascoste dietro la fatiscenza di edifici inagibili e inadatti perché insicuri e insufficienti ci sono cose che pesano ancor di più come macigni: una buona scuola che crolla vistosamente e pericolosamente, nel nome e nel fatto, non è tale, semplicemente perché fatta di regole ingiuste che incatenano il destino delle donne e degli uomini di domani.

Il diritto allo studio garantisce l’autodeterminazione e forse è proprio questo che fa paura. Dopo giorni di stallo nella ricerca di una soluzione fra istituzioni e delegazioni degli studenti, forse c’è una possibilità e lo scopriremo lunedì prossimo.

Ma resta chiaro che non si accetteranno deroghe alle risposte, nessun rinvio ulteriore sarà accettato. Se accadesse, la protesta continuerà ad oltranza.

Dove la politica ha fallito, loro resistono e per una città che invecchia silente e seduta sulle proprie garanzie, ci sono migliaia di voci che non si stancano e fanno ‘quel lavoro sporco’ che abbiamo smesso di fare da troppo tempo: alzare la voce e urlare, non incrociando le braccia, ma con le mani rivolte al cielo dal pugno chiuso .

Se un’onda si alza loro riescono a cavalcarla cogliendo l’emergenza senza restarne travolti. Molti li ringraziano per la loro forza e noi siamo fra quelli. La sinistra è fra quelli, al di là di ogni fraintendimento o strumentalizzazione, sventolavano le bandiere rosse e le scritte dei centri sociali che non li hanno mai abbandonati, ma sostenuti durante queste lunghe giornate.  

In tanti credono questi giovani insicuri, disinteressati alla vita e ai problemi della città, ma così non è. Non ci sono garanzie per loro e si sono accorti di questo prima di noi, sulla loro pelle.

A 17 anni non si vota e gli studenti delle scuole medie superiori non votano.

 Quindi, non fanno paura? Invece sì, dovrebbe spaventare o quantomeno far riflettere i più avveduti perché ragionare in termini elettorali non porta fortuna.

Prendersi il lusso di non ascoltare è criminale, così come lo è legiferare contro chi rappresenta il nostro futuro.

Chilometri di passi e di parole rimbalzano fra compagni di scuola che arrivano da tutta la Regione, perfino Pisa è presente con una folta delegazione di ragazze e ragazzi venuti a  sostenere la protesta di Livorno. A loro non manca il coraggio del pensiero collettivo che non possiede  i confini che poco saggiamente qualcuno ha costruito. Loro stessi si sentono come i migranti respinti che non trovano porto perché l’educazione alla conoscenza è il loro approdo. Scomodo per il potere, vitale per la loro libertà di crescere.

Pensare ad una nazione di studenti sarebbe enormemente più ricco e produttivo anziché pensare ad una Nazione di votanti, ma si sa, in campagna elettorale si cerca il voto sicuro, senza rischi, fatto dal consenso di scuderia, invece di guardare, risolvere, scegliere il meglio per il Paese.

Loro sono il meglio di questo Paese, la ‘meglio gioventù’ che credevamo avrebbe avuto bisogno di noi, mentre invece siamo noi ad aver bisogno di loro.

Leggono, studiano, partecipano, ascoltano, vogliono crescere ed imparare più di quanto immaginiamo e riescono persino ad essere rispettosi delle regole, cosa che spesso abbiamo smesso di fare.

Il popolo degli insegnanti, quello che ha capito prima di tutti è sceso in strada al loro fianco per sostenerli e si è levata più di una voce insieme a loro, una difesa fatta anche di nonni e di genitori.

Per chi capisce l’urgenza, non esiste un gap generazionale che separa i sogni e i bisogni dalle opportunità.

Oltre a dire che siamo al loro fianco, scendiamo in strada, e ovunque serva per difenderli, servirà a loro, ma anche a noi per essere migliori.       

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno