Buon 2019 !

Care compagne e cari compagni,
in questo scorcio di fine anno, mi preme esprimere un ringraziamento a tutti voi, iscritti e simpatizzanti di Sinistra Italiana in questa città così come in Provincia.
È stato un anno duro, denso di cambiamenti ma con una rotta precisa che non si è modificata per le forti motivazioni che porta. Non sono mutati i punti cardinali e non è mutata la nostra mappa del cuore.
Rappresentare una parte della Sinistra oggi non è semplice, non basta la volontà, servono principi e motivazioni valide nel profondo.
Noi le abbiamo fatte crescere guardando in faccia l’emergenza della vita delle persone.

La nostra sede #viapannocchia67 non è un osservatorio asettico, ma un luogo dove passano storie reali che lasciano tracce e segni indelebili e rafforzano il nostro baricentro: fanno parte di noi.
Esserci è la sola scelta possibile per capire. Servono le lacrime, la partecipazione, ma anche la pazienza di restare fermi e in equilibrio. Solo così possiamo divenire utili. Serve la trasparenza, l’attitudine all’osservanza delle regole. Questo, per noi significa entrare a far parte di una comunità ed essere credibili.
La nostra sede è aperta a chi vuole entrare e quel largo marciapiede sulla strada è un’estensione dello sguardo sul quale misurare le capacità di ognuno di noi a misurarci con ciò che ci circonda, toccandolo, fino alle viscere quando è necessario.
Abbiamo scelto #viapannocchia67 per questo, lontani dal centro, lontani da tutto ciò che non ti mostra l’altro lato delle cose, anche se guardarle fa male. Così come abbiamo scelto l’attesa, mettendoci in lista come tutti quelli che aspettano per avere un luogo dove ricostruire un cammino di vita.
Senza scorciatoie o favori.
Il nostro bilancio è chiaro, trasparente , pubblico perché riteniamo che la politica, soprattutto quella di Sinistra sia un bene pubblico da poter condividere, nella città e con la città, con i compagni di strada che abbiamo scelto e ci hanno scelto per prepararci alla lotta e cambiare il volto di Livorno e farla rinascere.
Essere alternativi implica questo, sappiamo di essere naviganti in un mare agitato nel quale dovremo spesso remare controcorrente, ma ci servirà per poter guardare la realtà, quella che molti hanno smesso di guardare.
Cosa augurarci e augurarvi per il 2019? L’elenco sarebbe lunghissimo da scrivere, basta dire che serve cambiare tutto.
Servirà il coraggio, unito ad una buona dose di umiltà, di ricominciare a provare riconoscenza nei confronti di chi ci starà a fianco e ci sorreggerà nei momenti più difficili, e sapere che non saremo mai soli.

Auguri, buon 2019.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Vicini alla mobilitazione di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL

Sinistra Italiana di Livorno è vicina alla mobilitazione di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL con il loro presidio di stamani 28 dicembre davanti alla Prefettura di Livorno per protestare contro una Legge di Bilancio ingiusta, marcatamente punitiva nei confronti dei pensionati che a oggi rappresentano una parte molto consistente della società italiana, ed è una parte che soffre, ritenuta quasi un peso da sfruttare al quale si finisce per negare anche un adeguamento e ad una rivalutazione della pensione.

La vita di ognuno di noi quando arriva al momento del riposo dalle fatiche della vita, dovrebbe essere maggiormente rispettata, mentre sono anni che scelte di governo cieche ai bisogni di una società molto mutata, legifera contro i giovani senza lavoro e contro gli anziani che hanno pensioni da miseria e hanno dedicato tutta la loro vita al lavoro, per questo ci uniamo alla loro lotta, sono queste le vere categorie deboli del nuovo millennio.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno


Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL 

Auguri Compagne e Compagni

Ci attende un Natale magro, povero di aspettative.
La politica di governo corre, detta le sue leggi per chiudere un cerchio mefitico attorno a noi e poter mettere un sigillo su questa fine anno.
A Natale, ognuno di noi tende a rifugiarsi negli affetti, in ciò che di caro possiede e di prezioso ha intimamente costruito attorno a se, ma sappiamo bene che in qualche modo, gli altri, quelli fuori dalla nostra porta siamo noi.
Sarà una pausa breve, giusto il tempo di un brindisi privato che durerà poco per la Sinistra, ci attende la lotta, oltre il muro dell’indifferenza.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno


Quale ospedale vogliamo ?

 

Abbiamo appreso tramite la stampa locale che finalmente dopo anni di incertezze si sia conclusa l’epopea “nuovo ospedale” e si intraveda una soluzione della vicenda. Non c’è ancora la firma dell’accordo di programma, ma nel frattempo è stata individuata l’area su cui costruire il nuovo ospedale all’interno dell’attuale presidio ospedaliero in viale Alfieri.

Sinistra Italiana accoglie positivamente la scelta di superare l’idea di utilizzare l’area del parterre, conservando così la vocazione di quel luogo come area verde fondamentale della città importante, molto cara ai cittadini Livornesi. Si tratta però solo di un primo passo nella direzione giusta perché nessun nodo risulta sciolto in merito ad aspetti importantissimi dei quali non si era mai discusso neanche nel momento in cui la destinazione del nuovo ospedale era prevista a Montenero, ovvero, manca di fatto ancora un’analisi sul tipo di servizio e offerta che dovrà portare alla città l’ospedale, come verrà disciplinato il servizio diffuso sul territorio cittadino in relazione ad esso e quali saranno i rapporti di disciplina con gli altri nosocomi dell’area vasta, soprattutto in virtù della vicinanza con l’ospedale e la clinica universitaria di Pisa, già oggi, un punto di riferimento fortissimo per i livornesi.

Sinistra Italiana per questi motivi ritiene fondamentale una sanità diffusa sul territorio cittadino, non solo dedicata alla fase acuta di un problema sanitario, con il potenziamento di distretti e case della salute dove i cittadini possono e devono tornare a trovare risposta immediata ai bisogni che riguardano il loro diritto alla salute. Il principio riguarda anche le strutture fisiche adatte a questo scopo che già esistono e possono trovare spazio di estensione nel riutilizzo di numerosi edifici ex ASL ancora presenti in città e chiusi da anni che non vorremmo fossero adibiti con ‘sapienti’ cambi di destinazione d’uso, venduti e dedicati ad altro senza nessun beneficio per la comunità. Nel caso in cui fosse impossibile il ripristino di quelle funzioni, gli indici dei fabbricati, dovrebbero essere trasferiti altrove in luoghi idonei nel rispetto del principio dell’equità di accesso e localizzazione per la copertura territoriale.

Riteniamo che una sanità diffusa sul territorio possa garantire una funzionalità dedicata del nuovo ospedale concepito per rispondere a casi acuti ed essere alleggerito nelle sue funzioni circoscrivendole, evitando dispersione delle risorse e quindi una contrazione dei tempi di analisi e cura delle patologie. La vicinanza di un polo ospedaliero universitario come Cisanello ci deve far riflettere sulla relazione che dovrà divenire immancabilmente strutturale e di supporto, ovvero serve fare una scelta dettata dalla qualità e dalla velocità espresse dal servizio ospedaliero livornese che deve per forza essere diversificato nell’offerta peculiare senza eliminare i servizi essenziali e di primo intervento.

L’ospedale di Livorno non deve perciò divenire una succursale o peggio un grosso ambulatorio di smistamento, ma dovrà conservare i suoi servizi di prima cura ed eccellenza specialistica che vanno salvaguardati ed incrementati per essere competitivi, soprattutto nei confronti della sanità privata.
Sovvertire un declino è possibile mantenendo la sanità pubblica a livelli di accessibilità, efficienza ed eccellenza tali da non dover competere con una sanità privata sempre più agguerrita nell’offerta e nelle pretese a causa di un andamento decisionale che a livello regionale che è non solo percepito ma effettivamente votato all’annientamento del servizio sanitario pubblico.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno – Collesalvetti

 

Risposta al Sig. Marcello Faralli

 

Ho letto sulla pagine “DITELO AL TIRRENO” nella edizione di martedì 18 dicembre del quotidiano Il Tirreno, un commento rivolto a me in relazione al contenuto di un comunicato uscito nei giorni scorsi e riferito alle posizioni del partito che rappresento nel territorio provinciale.

Senza polemica alcuna, rispondo al Sig. Marcello Faralli dopo aver riflettuto sulla posizione che viene contestata alla linea politica della Federazione di Sinistra Italiana, affermando che non è una posizione solitaria ma condivisa da molti soggetti che animano la sinistra e i motivi sono da ricercare nell’evidente osservazione di ciò che la realtà ci consegna.
Ritengo e confermo che una barricata contro la Lega sia un motivo insufficiente e riduttivo se non lo si legge in chiave essenzialmente opportunistica per riunire le forze e ricostruire il centro sinistra dal momento che il baratro e lo confermano i fatti, è di origine strutturale e riguarda esattamente ciò che è stato prodotto e aggravato pesantemente dal centro sinistra con le scelte nazionali ricadute pesantemente su questo territorio durante gli ultimi anni di governo a trazione PD. Questo e non altro ha creato uno sbandamento disperato e cieco che divide la società da ogni prospettiva civile, non altro.

Livorno si è seduta sulle garanzie acquisite sul suo lungo passato e non è stata più in grado di rialzarsi. Oggi ogni garanzia è caduta, ogni equilibri è sovvertito da un approccio autoreferenziato alla crisi. La dura realtà è che questa città si è fidata troppo dei potenti, che sono rimasti tali, ma non hanno mosso un dito per reinventarla e contribuire a mantenerla viva.

La ricetta utile per invertire la rotta è quella di tornare ad essere una comunità, analizzando a occhio nudo, per strada e fra le persone, quali siano le risorse utili per risollevarla. Seguire un percorso condiviso ma differente significa scegliere, guardando e considerando la città come un bene comune, equamente disponibile grazie alla partecipazione dei cittadini alle sue scelte. Serve una divaricazione netta rispetto ad un passato disastroso, irrispettoso delle regole di uguaglianza e democrazia, completamente asservito ai poteri forti della città, così come netto deve essere lo sguardo verso un presente inefficace che sta lasciando spazio ad un futuro punitivo con i deboli e sordo ai diritti degli individui.

La barricata alla Lega perciò, è solo uno dei motivi che muovono la nostra lotta unitaria e congiunta a Sinistra: con noi risuoneranno le voci dei lavoratori, le voci inascoltate degli ultimi unite a quelle di quel popolo silenzioso che nella ricerca pratica della questione morale tradotta in esperienza e pratica quotidiana, continua sfiancato a tentare di continuare ad essere parte di una società animandone ogni giorno la lotta, attraverso il dissenso civile e si oppone così ad una deriva che propone facili ricette intrise violenza ed esclusione sociale.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno