Livorno può e deve guardare lontano

 

Sinistra Italiana di Livorno segue il dibattito politico in corso senza lasciarsi coinvolgere dalla tentazione opportunistica di ricostruire il centrosinistra. Quanto ai sondaggi di questi giorni, devono essere letti con un occhio rivolto al passato, a quel 2014 che ha cambiato tutto e che qualcuno cerca di cavalcare parlando oggi più dei fasti che non dei propri errori.

Abbiamo aperto un dialogo con tutte quelle forze radicali a sinistra alle quali non basta solo costruire una barricata fine a se stessa contro la Lega, per questo seguiamo con interesse anche la proposta di De Magistris e gli sviluppi che porterà Agorà DemA Livorno nata in quel solco.

I contenuti politici propri di Sinistra Italiana di Livorno, sono lontani dagli schemi triti e ritriti, dalla condivisione di vecchi percorsi incarnati dalle solite facce, perché pensiamo che non basti eliminare un simbolo e fare una lista civica, senza un progetto solido e condiviso per essere credibili.

La nostra proposta sarà alternativa e radicale per rispondere a quel 40% che non sa più in cosa credere. Guardiamo a chi non vota più, a chi è deluso da una rivoluzione a metà e a chi resiste all’istinto della paura innescata da ciò divide ed esclude nella e dalla città. Solo un programma che agisca e ripari gli errori che hanno distrutto il mondo del lavoro, l’uguaglianza e la speranza per futuro, potrà riportarli a decidere. Crediamo fermamente che l’idea di poter costruire un’ Europa diversa, debba essere accolta in modo lineare e praticata su un territorio, per questo pensiamo che sia poco attento e lungimirante chi crede con leggerezza che si possa fare altro a casa propria. Serve concretezza, praticità, non una contraddizione. Un progetto alternativo di Europa, adeguato anche a questo territorio, deve abbattere, non costruire confini e avere uno sguardo lungo. Livorno lo merita, così come lo meritano le persone che la mantengono viva senza arrendersi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

L’Altra Europa con Tsipras: Sabato 1° dicembre a Roma saremo all’appuntamento promosso da Luigi De Magistris

 

C’è bisogno di una lista per le elezioni europee che rompa il monopolio del confronto pubblico tra nazionalismo xenofobo (la sovranità popolare, sancita dalla Costituzione è un’altra cosa) e sostenitori dell’attuale assetto rigorista e ordoliberista dell’Unione Europea.

Una lista europeista, contro gli egoismi nazionali che da sempre preparano la guerra e la rovina dei popoli e contro le attuali oligarchie dominanti a Bruxelles e a Francoforte, che hanno sostituito il principio della solidarietà e della giustizia con la logica del più forte e del dispotismo delle leggi di bilancio, impoverendo nei diritti e nel reddito le donne e gli uomini d’Europa, accrescendo le disuguaglianze, consentendo la semina d’odio contro i più poveri, trasformando il nostro continente in una fortezza disumana e crudele.

Abbiamo colto con molto favore la promozione un progetto con tali caratteristiche da parte di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli per il valore simbolico e la forza dell’esperienza alternativa ai modelli dominati di gestione della cosa pubblica, di cui è stato protagonista nella sua città.

I tre punti programmatici cardini indicati – l’antifascismo, l’opposizione ai nazionalismi sovranisti, il contrasto alle politiche ordoliberiste di Bruxelles – delineano un profilo adeguato della lista, da sviluppare ulteriormente, utile a definire una proposta netta e priva di ambiguità, nel segno di un europeismo radicale.

Per questo il 1° dicembre a Roma ci saremo all’appuntamento al Teatro Italia.

Per contribuire alla costruzione di una proposta che riesca a valorizzare le migliori esperienze e soggettività collettive e individuali, pratiche e intellettuali, che in questi anni hanno tenuto la barra dritta sulla critica all’Europa ordoliberista, contro il razzismo, senza cedimenti verso posizioni settarie e culturalmente subalterne al montante nazionalismo.

Una proposta che sia di netta opposizione al governo Salvini Di Maio ed un punto di riferimento da cui partire anche oltre la scadenza delle Elezioni Europee.

C’è bisogno di un nuovo protagonismo dei cittadini, delle donne, dei giovani, dei lavoratori, dei territori. Una mobilitazione larga, da Nord a Sud, per un’altra Italia in un’altra Europa, che coinvolga e valorizzi personalità ed esperienze di “giuste e giusti” contro le barbarie.

Per questo, la lista, come dice lo stesso appello lanciato per l’appuntamento del Teatro Italia, non potrà essere un nuovo cartello elettorale (“collage delle fotografie già viste”), appesantito da logiche di fazione e di posizionamento partitico.

Servono idee chiare sul futuro dell’Europa, partecipazione, volti nuovi. Con una definita collocazione politica in Europa: nel Gue al parlamento Europeo, con il Partito della Sinistra Europea, a fianco di quelle forze che, anche da posizioni di governo, pur tra tante difficoltà, hanno resistito in questi anni all’egemonia dell’ideologia neoliberale e tuttora le lanciano una sfida da sinistra.

L’Altra Europa con Tsipras

 

Solidarietà alle compagne e compagni denunciati per lo striscione di agosto

 

Ecco, sono arrivate. A seguito dell’esposizione di uno striscione di protesta la sera del primo agosto, 10 denunce sono state recapitate ad altrettanti compagni e compagne del Teatrofficina Refugio. A loro ed a tutte le persone che quella sera hanno tentato di esprimere il loro legittimo dissenso va la solidarietà di Rifondazione Comunista e di Sinistra Italiana.

Lentamente, ma inesorabilmente, prosegue la costruzione di una vera e propria macchina della repressione contro qualsiasi forma di dissenso. Ne abbiamo riprova non solo dai fatti di quella sera, quando un tale dispiegamento di forze in tenuta antisommossa difficilmente può essere giustificato dalla pericolosità del gesto, ma anche dalla continua schedatura dei partecipanti alla manifestazioni, dalla cura con la quale vengono vagliati i contenuti dei manifesti, dalla creazione ed abuso di strumenti come il DASPO urbano e dalla repressione di semplici manifestazioni verbali di critica e dissenso nei confronti del governo. Non si tratta di meri controlli, ma di reprimere quel poco di dissenso e dignità che sale dalla società contro la degenerazione dei nostri diritti civili, politici e sociali. Oggi abbiamo partecipato al presidio e conferenza stampa indetto dalle compagne e dai compagni del Refugio per non far mancare il nostro sostegno a chiunque lotti per il proprio diritto di dissentire; specie quando i propugnatori di odio si uniscono all’indifferenza di quella maggioranza della popolazione che apparentemente non si sente al momento colpita direttamente, come nella famosa poesia attribuita a Bertolt Brecht.

C’è una persona alla quale però chiediamo di render conto della proprie affermazioni e che quella notte ha deciso di sposare in pieno la linea del nuovo Questore di Livorno, e quella persona è Filippo Nogarin.

La magistratura farà il proprio dovere, che siamo convinti porterà ad una piena assoluzione delle persone interessate dai provvedimenti, ma l’attacco politico degli organi dello Stato c’è stato, mentre la difesa politica della città da parte del suo sindaco no, e questo è ancora più avvilente per una città chiamata Livorno, uno dei pochi posti dove non è necessario nascere per sentirsi a casa propria, o almeno così era un tempo.

Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Livorno
Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Scontro fra Titani in porto, e a pagare sono i lavoratori

 

Apprendiamo con una certa sorpresa che il contenuto dell’interrogazione parlamentare presentata il 27 settembre 2018 da Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana, al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli relativa al quadro allarmante che si sta configurando all’interno del Porto di Livorno, è in parte condivisa per ciò che abbiamo colto nella dirompente intervista rilasciata alla stampa da Vincenzo Onorato patron di Moby. (Link interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/01227&ramo=CAMERA&leg=18 )

Non è una novità per la cronaca, la diatriba in atto fra Moby e Grimaldi, mentre appare sempre più lampante quale discrasia abbia prodotto la privatizzazione di un ente pubblico come Porto 2000.

Lo sviluppo delle attività portuali è fondamentale per il rilancio della città, e non accetteremo che possa diventare terreno di scontro fra armatori che difendono unicamente i loro interessi privati. Per questo motivo, auspichiamo che AdSP assuma un ruolo di garanzia, come descritto nell’interrogazione presentata da Sinistra Italiana, dove abbiamo chiesto un controllo diretto del Ministero delle Infrastrutture per evitare che fossero assunte dall’ente scelte difformi, o azioni arbitrarie violando le disposizioni del Piano Portuale. Inoltre, rimarchiamo oggi, che alla scelta opinabile di vendere un bene pubblico come Porto 2000, è stata di fatto anche tolta legittimità al risultato del bando di gara.

La dichiarazione di disponibilità e apertura verso la ricerca di un accordo con Onorato, da parte del Presidente di AdSP Stefano Corsini, appare forse tardiva e tradisce una mancanza di controllo tutta da sanare, ma sappiamo che ciò potrà accadere solamente se si osserveranno con trasparenza le regole e si opereranno gli opportuni avvicendamenti per chi ha gestito operativamente il rilascio delle concessioni e i rapporti di forza fra gli armatori chiamati in causa.

Sinistra Italiana ribadisce con forza l’avvio di un percorso ispettivo a tutto campo, volto a chiarire se vi sia un pregiudizio con corrispondente danno erariale derivato dal rilascio delle concessioni, ed insistiamo per avere la certezza di un controllo sull’interpretazione della normativa relativa alla Legge 84/94. Non è possibile gestire un bene pubblico con approssimazione o come fosse un bene proprio, così come non lo si può gestire mescolando e sovrapponendo scelte personali a scelte istituzionali quando si tratta di equilibri nei rapporti con i lavoratori portuali.

Esistono regole da rispettare e le Istituzioni dovrebbero tenere al riparo e ripararsi attraverso esse, altrimenti a pagare sarebbero sempre gli stessi, lavoratori e cittadini.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Lega fuorilegge !

 

Ci sono molti modi per stare a Sinistra.
Modi efficaci oppure no, molto dipende dal luogo che scegli per partecipare al ‘mondo’ qua l’è il tuo.

Oggi sono stata al presidio contro la Lega in piazza Cavour, rappresentavo non solo un partito, ma la storia che unisce molti compagni al loro passato da spendere nel presente, ogni giorno con la loro lotta espressa in azione politica. Sarebbe stato un errore non esserci. Chi ha declinato l’invito alla chiamata di protesta ha scelto qua l’è il fronte unico da costruire.

So che con molti compagni che erano in piazza oggi, Sinistra Italiana potrà condividere un cammino, con altri una vicinanza di obiettivi, ma non credo che avremo molto da dividere con chi non c’era e ha ritenuto che era saggio restare in poltrona a gufare.

La sinistra che sproloquia nelle chat di Whats App, su stipe o su Facebook, ha deciso di non riprendersi un ruolo, aspetta chi offre di più, senza fare la fatica che comporta la lotta pubblica, il corpo a corpo L’unica fatica che è disposta a fare è quella di attorcigliarsi in programmi da sbandierare ma da non condividere, rivendicando una primogenitura che è fragile quanto autocelebrativa e povera.

Oggi a discapito di chi “gufava” , e uso non a sproposito un termine tanto caro a Matteo Renzi perché il fine ultimo per qualcuno forse è assomigliare proprio a lui sono restati fuori per scelta da una pacifica contestazione, forse sperando che degenerasse per alzare all’occorrenza il solito ditino . Bene, io continuerò ad esserci, partecipare a queste proteste sarà importante e so che servirà perché saprò di non essere mai sola. Se il dissenso si esprimerà in maniera legale e democratica, come avvenuto oggi Sinistra Italiana ci sarà, sempre.
L’attesa di Ceccardi, la commissaria regionale della Lega forse era solo una scusa per ritrovarsi ? Non credo, era un tam tam chiaro, non fraintendibile fra chi non accetta l’attesa e la resa. Eravamo in tanti, molti di più di ciò che restituirà la cronaca sulla stampa di domani e non nego che fra i cittadini livornesi che passavano e si soffermavano ho sentito parole chiare e nette contro chi è razzista come Salvini e i suoi adepti.

Se la Sinistra reale ( non quella che si candida nella nostra città ad essere ancillare al PD ) si mescola e si contamina trovando punti comuni per stare insieme, potrà far tornare una voce indispensabile. Leggere in chat su Whats App da esponenti di forze politiche locali che la contestazione è qualcosa da Curva Nord dello Stadio oppure che è anacronistico il ritorno al ’68, così come sono anacronistici i valori dell’antifascismo, significa semplicemente essere anni luce lontani dai valori di una Sinistra che oggi serve a Livorno e in Italia.

Il campo è largo e c’è spazio per tutti. Oggi più che mai nel vuoto pneumatico nel quale siamo precipitati per irrilevanza è scarsa incisività c’è davvero poco di cui vantarsi per dare lezioni di purezza.
Una scritta su un muro a volte serve a dare un messaggio chiaro, così come è servita la voce uscita dalla gola di 500 persone oggi che urlavano il loro no alla Lega. Pesano come macigni i proclami razzisti e quei 49 milioni da restituire in 80 anni.

Le camionette della Polizia e le transenne che alla prossima manifestazione diventeranno cavalli di Frisia, sono l’immagine di una debolezza infinita che una parte di Livorno, una parte sola, ha smascherato oggi.

Quanto è costata allo stato la difesa di questa pagliacciata?
Chi minimizza e fa della triste ironia da salotto pensa di poter gestire solo a parole il dissenso ? Il popolo non lo sfami con le brioche dei salotti che odorano di Leopalda e di renzismo.

La Signora commissaria regionale della Lega Toscana, è uscita con la penombra, protetta dalle luci basse della sera, dalle divise e dalle camionette quando tutti erano andati via.
Davvero coraggiosa, non c’è che dire.
Avrà pane per i suoi denti ogni volta che deciderà di venire a Livorno, ci sarà sempre qualcuno pronto ad attenderla per ricordarle che la Lega e i fascisti qui non avranno mai un luogo sicuro dove nascondersi.

Ieri era MSI FUORILEGGE, oggi è LEGA FUORILEGGE.

Simona Ghinassi