Documento dell’Assemblea Federale di Livorno del 25 ottobre

 

In previsione della programmata Assemblea Nazionale convocata il 27 ottobre 2018 a Roma, l’Assemblea Federale di Sinistra Italiana di Livorno riunitasi in data 25 ottobre 2018, ha analizzato l’attuale situazione politica, sia nazionale, che locale per portare un contributo costruttivo all’assemblea nazionale, al fine di proseguire in modo efficace la nostra azione politica, dal momento che i problemi da affrontare diventeranno a breve contingenza, in vista degli appuntamenti politici legati alle elezioni europee ed amministrative.

L’Assemblea Nazionale di SI nella scorsa primavera aveva approvato, seppur con numerosi dubbi ricavati dalla difficile esperienza vissuta in campagna elettorale sui territori, la proposta del Segretario nazionale di avviare una fase di verifica atta a stabilire se ci fossero le basi concrete per costruire il percorso costituente di Liberi e Uguali. Arriviamo oggi piuttosto tardivamente, dopo un’estate povera di politica ad affrontare un momento decisivo e importante che aprirà il percorso per la campagna elettorale delle europee e delle amministrative, dopo la mancata verifica tanto attesa a luglio.

Come noto nessun processo costituente di LeU è stato mai realmente avviato, e solo ora a distanza di mesi il dispositivo approvato in Direzione Nazionale pare aver riacceso un dibattito spento, reso asfittico dalle indecisioni se non dal silenzio per lunghi mesi di lontananza dal dialogo comune, così indispensabile per mantenere vivo un partito.

Pertanto, sono stati affrontati salienti punti utili alla discussione, che riportiamo in sintesi sperando di contribuire al dibattito:

  • Non possiamo non rilevare che Liberi e Uguali è andata poco oltre la sua consistenza di lista e ha prodotto un gruppo parlamentare che rispecchia il risultato risicato delle elezioni politiche del 4 marzo, nulla di più. Al contempo questa esperienza ci ha però tenuti immobilizzati nell’attesa, allontanando compagni, senza generare quella contaminazione tanto auspicata e indispensabile a dare voce e rappresentanza alla sinistra.
    Sinistra Italiana nazionale dovrebbe valutare con una formale e pubblica presa d’atto la conclusione del percorso di LeU per l’impossibilità oggettiva e politica di proseguirlo dal momento che esiste una evidente distanza con una divaricazione degli obiettivi fra le forze che la compongono. E’ importante non precludere la partecipazione del percorso che intraprenderemo a chi deciderà di restare vicino a noi essendo parte di un’idea da condividere ma non più di un contenitore.
  • Un cambio di passo chiaro è necessario e vitale in vista di appuntamenti elettorali che non possiamo fallire e va ricercata obbligatoriamente quella vicinanza con forze politiche, movimenti ed associazioni che parlano e agiscono nella società reale con modalità anche non tradizionali, ma capaci di garantire una tenuta politica e di contenuto, con obiettivi realmente comuni, lontani dai tatticismi di calcolo, portatori di un reale rinnovamento e di quell’alternativa così necessaria in questo momento, in Europa così come in questo Paese
  • Pensiamo a ciò che si muove in Europa a sinistra, ma pensiamo anche a cosa si muove in questo Paese, alle tante esperienze civiche legate anche ad un nuovo modello di municipalismo e soprattutto ad un sud dinamico, tutt’altro che arreso che sta cambiando volto e si organizza convergendo attorno a personaggi credibili come De Magistris. L’idea di creare un fronte popolare unito non può non riguardare Sinistra Italiana e questa esperienza non può che essere vissuta in modo politicamente consequenziale: dall’Europa, l’esperienza deve ricadere sui territori, va rispettata una connessione per essere credibili.
  • Un rinnovamento del gruppo dirigente nazionale è necessario sia per la tipologia di sfida che dovremo affrontare, sia per i nuovi assetti anche numerici ed economici nei quali si trova realmente il partito in questo momento.
  • Reperire le risorse così come gestire in modo snello e veloce l’organizzazione è indispensabile per guidare al meglio le campagne elettorali e i territori non possono essere lasciati all’auto organizzazione.
  • In ambito regionale, la Toscana vive un paradosso che dovrebbe essere necessariamente risolto e riguarda la rappresentanza nel Consiglio Regionale Toscano. Attualmente vogliamo precisare che SI Livorno, così come altre realtà provinciali, si sentono rappresentate da due soli consiglieri di SI’ Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, collocati all’opposizione. L’ambiguità del Presidente Rossi e la posizione di Consigliera Spinelli rappresentante di Art.1 – MDP, persistono come problema politico da chiarire, anche in virtù delle difficoltà che dovremo affrontare nuovamente in campagna elettorale dal momento che a oggi si collocano in maggioranza con il PD guidato dalla neo eletta segretaria regionale Simona Bonafè, renziana di ferro. Le buone intenzioni non bastano e non bastano nemmeno le parole, per questo, a maggior ragione va chiarita la nostra visione nei confronti di LeU e nei nostri rapporti con Art.1 – MDP.
  • Prestare attenzione ai territori significa affrontare battaglie reali, guardare gli ultimi significa tornare a parlare a tutto campo di lavoro, educazione, di emergenza abitativa, di welfare, redistribuzione della ricchezza e tutela dei diritti, tutela ambientale, senza dimenticare la solidarietà e l’accoglienza. Tutto questo è praticabile solo se la realtà la si tocca e la si vive non solo con empatia, ma condividendo soluzioni praticabili, che non siano ricette a scatola chiusa.

Assemblea Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

‘Dello studio e della lotta’, i giovani si riprendono i loro diritti

 

La protesta degli studenti scesi a manifestare in piazza Cavour questa mattina, avrebbe dovuto sollevare molto più clamore di quanto purtroppo non abbia avuto.
Prima del colore politico conta il contenuto e avrebbe dovuto essere largo e trasversale, così come sono larghi e trasversali i problemi che coinvolgono la vita degli studenti oggi.
Il diritto allo studio vale per tutti, altrimenti lasciamo passare il concetto che non essendoci valga solo per qualcuno e non per tutti.
Sgomenta vedere che gli adulti quasi non c’erano, a proteggere quei ragazzi lasciati soli c’erano solo le loro convinzioni che dovrebbero invece essere cosa nostra, da difendere.
Se la politica è assente e non ascolta, continuerà a fallire.
Continueranno a non esserci le energie sane per ricostruire un Paese vinto e più povero di quello che era cinquant’anni fa.Cosa chiedono è chiaro, loro parlano con un lessico comprensibilissimo, manca solo la voglia di ascoltarli.
Oggi una delegazione larga e rappresentativa si recherà dal Ministro Di Maio per chiedere cose semplici, cose che appaiono ovvie ma che invece, non da oggi ma da molto tempo comprimono i loro diritti fino a farli scomparire.
Nell’ordine le richieste partiranno dall’abolizione della famigerata 107 per riformare l’alternanza scuola lavoro che ha generato troppo spesso fenomeni di sfruttamento che poco hanno a che fare con la formazione e non garantiscono nemmeno l’accumulo di crediti.
E’ indispensabile poi, l’approvazione del Codice Etico degli studenti per la totale gratuita’ dei percorsi e contro lo sfruttamento, per l’abolizione delle ore obbligatorie e per riqualificare la didattica: che sia istruzione integrata e che si investa per renderla gratuita e di qualità.
Entrare nelle nostre scuole non deve essere un privilegio: vogliono subito una legge nazionale sul diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni. A chi parla di daspo e polizia nelle scuole rivolgono le parole piu’ dure: si ritiri il progetto ‘scuole sicure’ per investire sulla messa in sicurezza delle scuole che oggi crollano mettendo a rischio la vita di studenti e docenti.
La mancanza di posti all’interno delle residenze universitarie, l’insufficienza delle borse di studio che arrivano con enorme ritardo, tasse universitarie ed affitti troppo elevati, rendono urgente più che mai un rifinanziamento del diritto allo studio e l’innalzamento della no tax area verso l’ Università affinché sia realmente gratuita ed accessibile a tutte e tutti, per questo è necessaria una legge sul diritto allo studio.
Ecco, queste sono le richieste, cose semplici davvero.
Controproducente e stupido non ascoltare per chi può decidere o può scegliere, dove portare questo paese.
Se questo come già rilevato, ‘non è un paese per vecchi’, continuando così senza cambiare strada, diventerà sempre meno un paese per giovani.
Non possiamo continuare a restare a guardare senza essere al loro fianco e continuare a sostenerli con un pallido appoggio nella loro lotta.
Il futuro sono loro, non noi.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

No alla chiusura della RSA Pascoli

 

A leggere la cronaca torna alla mente il titolo di un film famoso ‘Non è un paese per vecchi’.

E non è facile fare dell’ironia.

Livorno, come del resto questo Paese, per molti aspetti non solo anagrafici, invecchia e sta morendo sotto il peso di una rinuncia ad essere un paese civile dove i diritti costituzionali delle persone possono contare ancora qualcosa.

La questione delle RSA Pascoli e Villa Serena, fa parte di uno scenario che ha radici lontane e oggi emerge con tutta la sua potenza, guarda caso in un frangente particolare aiutato da due coincidenze non proprio fortuite: i limiti di una struttura al collasso e una campagna elettorale già partita senza esclusione di colpi. Chi governa la città in modo timido, non scegliendo nell’immediato, raccoglie i ceffoni più corposi mentre ci sarebbe invece da rispondere con la stessa moneta a chi una scelta precisa l’ha fatta molti anni fa e agisce avendo sulle spalle il dolo di un errore che solo tardivamente è stato corretto e a farne le spese oggi sono gli ospiti e i lavoratori del Pascoli e di Villa Serena.

Quella scelta scellerata sul progetto dell’ospedale di Montenero, ha tenuto ingessata colpevolmente ogni decisione radicale nel merito.

Fino al 2014 non è stata cambiata nemmeno una lampadina perché la struttura sarebbe stata accorpata al nuovo ospedale come da programma, poi, il taglio colpevole degli investimenti ha ridotto al minimo gli interventi, troppo poco per sanare un disastro annunciato.

Una decisione sbagliata e incomprensibile, perseguita con pervicacia cieca ha un nome preciso, che nessuno nomina e a quel nome andrebbe chiesto conto di ciò che la realtà ci consegna oggi. Ma va aggiunto a quel nome quello di chi governa questa Regione e prima ancora decideva come e cosa muovere, schiacciando il ruolo pubblico e cavalcando il paradosso della convenienza del privato in sanità.

L’errore grave dell’amministrazione a 5 stelle è stato quello di non forzare su tutte le scelte antecedenti al 2014. Un cambio di passo, come auspicato e promesso col risultato delle elezioni, era necessario per dare seguito e corpo ad un cambiamento urlato, ma purtroppo solo a tratti praticato.

Ma bando alla filosofia, qui c’è in gioco la vita delle persone, anzi la fase più delicata della loro vita, senza nulla voler togliere al ruolo dei lavoratori, che sono ancora più importanti per il compito difficile di cura e gestione di un problema troppo spesso trascurato e marginalizzato oggi.

Ciò che preoccupa è non vedere una soluzione immediata, una risposta efficace ed alternativa che risponda ad un bisogno vitale per una città che invecchia ed è destinato ad invecchiare sempre di più.

Il taglio di risorse sulla spesa corrente che affama una città e lega le mani all’amministrazione che la governa, sappiamo che è il motivo predominante che obbliga a fare scelte impopolari, ma crediamo che valga la pena ancora una volta forzare, interpretare il conflitto sociale in atto e tradurlo con una scelta coraggiosa. L’amministrazione comunale di Napoli l’ha fatto rompendo il patto di stabilità per emergenza sociale in una città che come la nostra, era ed è travolta da una crisi strutturale disastrosa, quindi si può e si deve forzare.

Non è facile dirlo nemmeno per chi sta fuori dalla stanza dei bottoni, ma crediamo che sia indispensabile almeno provarci.

La vita e la dignità non possono aspettare, lo meritano i cittadini e lo merita questa città che non può arrendersi.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Pietro Grasso domenica 21 ottobre a Livorno non per Liberi e Uguali ma per Art.1. – MDP

 

Sinistra Italiana – Federazione Livorno e il Circolo Territoriale SI di Livorno Collesalvetti, intendono precisare che non sono state coinvolte nell’organizzazione dell’iniziativa di domenica 21 ottobre che ospiterà il Senatore Pietro Grasso, leader nazionale di Liberi e Uguali, in via dell’Angiolo 40 alle 16.00 all’interno della sede di Art.1 – MDP Livorno e organizzata dalla stessa Art.1 – MPD Livorno e Toscana. (Si allega volantino e link evento Facebook https://www.facebook.com/events/1347341798741768/ con i suoi organizzatori Art.1 – MDP Livorno e Serena Spinelli – Coordinatrice Art.1 – MDP Toscana).

Non capiamo come mai il Senatore Grasso nel tour di questa settimana: giovedì a Sassari, venerdì a Sesto San Giovanni, sabato Forlì e Carpi e domenica Reggio Emilia sia andato andato ad iniziative organizzate da LeU mentre a Livorno scelga Art.1 – MDP, che in questi giorni attraverso il suo portavoce nazionale Roberto Speranza ha fatto nei suoi confronti, non poche critiche. Nello stesso tempo ci dispiace dover rilevare che il Senatore Grasso, persona verso la quale nutriamo grandissima stima e pieno rispetto politico, non sia stato informato che a Livorno immediatamente dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, non si è purtroppo mai concretizzato il percorso di Liberi e Uguali, non per nostra volontà ma perché non c’erano le condizioni politiche per adempiere al compito di costruire un reale percorso politico congiunto che fosse realmente alternativo all’idea di centro sinistra e si allontanasse da questioni di calcolo numerico ed elettorale.

A oggi, Art.1 – MDP governa questa Regione in maggioranza con il PD (rappresentato dalla renzianissima Segretaria Bonafè) non c’è stato alcun cambio di passo sulle scelte così come sulle posizioni e sulle azioni tali da tracciare una linea netta di distacco dal passato da parte del Presidente Rossi esponente di Art.1- MDP che si attesta a fasi alterne su posizioni ora vicine e ora lontane a LeU.

Vorremmo sapere se a oggi ci siano le condizioni per fare chiarezza e prendere una decisione anche in Regione, dopo il documento emerso dalla direzione nazionale di Art.1 – MDP da parte della componente più critica che si attesta su posizioni critiche rispetto al documento emerso dal coordinamento nazionale di Art.1 – MDP, e capire se esistono le condizioni da parte loro di condividere quanto proposto da Sinistra Italiana per le Europee nonché la costruzione di proposte per le amministrative in netta rottura con il centro-sinistra e il PD.

Sinistra Italiana si colloca all’interno di un movimento di sinistra largo ma radicalmente alternativo al PD e che non accetta imposizioni neoliberiste e si confronta con tutte quelle forze che vi si oppongono, inevitabilmente tutto questo ricadrà sulle scelte politiche nazionali e locali; pertanto a Livorno proseguiremo il percorso già avviato di dialogo con altre forze per la costruzione di una sinistra alternativa, indisponibili ad accogliere il richiamo alle tentazioni del centro sinistra. Cambiamento per noi significa ricercare volti nuovi e nuovi stimoli che possano rispondere e soprattutto rappresentare i bisogni dei cittadini, degli ultimi così come dei penultimi in questa città in pericoloso declino. Per questo, le nostre porte resteranno aperte a chi assumerà posizioni radicali e popolari, di reale e non fittizio rinnovamento, nel contenuto così come nella proposta politica, ivi incluso Art.1 – MDP, qualora fosse disponibile a modificare il suo punto di vista atto a ripercorrere la strada del centrosinistra come già conclamato in campagna elettorale prima e dopo il 4 marzo.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

 

Una casa per chi la merita

 

Giorni fa ci eravamo espressi in merito alla stretta sulle occupazioni lanciando un allarme democratico verso le scelte del Ministro dell’Interno e oggi non possiamo non essere d’accordo con quanto dichiarato dall’Assessore Apolloni in merito ai risultati desunti dalle ricerche eseguite incrociando i dati sugli immobili dell’Ente, sul reddito di chi ha in concessione un alloggio popolare in relazione ai motivi del suo stato di morosità nei confronti di Casalp.

Tutto ciò spiega, almeno in parte, il peso e le ricadute del danno erariale che deriva, ma ci restituisce anche un quadro abbastanza avvilente delle condizioni di vita in questa città e di quanto sia grave il tipo di percezione di chi si stupisce per la presa in carico del problema.

E’ per noi fondamentale la distinzione fatta dall’Assessore fra “morosità sociale e morosità colpevole”, condividendo pienamente le prospettate azioni conseguenti.

Non agire, significherebbe continuare a tollerare uno status generalizzato che a nostro avviso proseguirebbe a generare una situazione di ingiustizia diffusa, pericolosa per gli equilibri sociali della città.

Chi non possiede i requisiti stabiliti dalla legge deve andarsene senza proroghe ulteriori, per concedere una possibilità di vita dignitosa a chi non può permettersi un alloggio diverso e per questo merita di essere preso in carico con la precedenza sull’assegnazione

In questo quadro, la ricerca di legalità andrebbe fatta analizzando per quanto difficile da indagare un altro fattore che va oltre i dati di reddito dichiarati, ed è un dato importante che evidenzia un altro problema: chi è nella fascia più bassa di reddito e usufruisce di un alloggio popolare, per non perderlo continua a lavorare in nero alimentando così anche questo circolo vizioso senza fine, ugualmente fuori legge.

Una politica di sviluppo del lavoro e dei diritti collegati ad esso, consentirebbe una legalità più diffusa e a gioirne sarebbero sia i cittadini resi più consapevoli, che le istituzioni impegnate davvero a sostenere chi ha davvero bisogno.

Vanno capite a fondo e sviscerate le dinamiche che hanno generato e continuano a generare ancora oggi la ricerca continua di una scappatoia da parte di chi non merita un alloggio popolare, ricordando sempre che l’allentamento progressivo dei controlli, eseguiti a manica troppo larga quando inesistenti, hanno radici lontane che nascondono una selva fin troppo antica di favori molto spesso ad personam perpetrati da una generazione all’altra. In questo la politica livornese ha sbagliato molto creando un modello clientelare difficile da scalfire, ancora preteso ingiustamente come fosse un diritto dovuto.

Questo modello va spiegato e abbattuto con forza.

Ci domandiamo il motivo di un’attesa così lunga prima di iniziare questo approfondimento, ma apprezziamo l’azione di oggi anche se tardiva rispetto all’entità dei dati rilevati.

Lo scenario è in peggioramento progressivo e occorre fare in fretta.

Questo suggerisce un appello ulteriore da parte nostra alla Presidenza di Casalp: gli alloggi di proprietà dell’Ente, vuoti da anni, devono essere censiti, controllati e riassegnati immediatamente.

Così come auspichiamo che il Piano Strutturale Comunale in procinto di approvazione risolva con progetti adeguati il problema delle occupazioni di immobili strutturalmente insicuri o inadatti alla vita di chi non può permettersi ancora oggi l’assegnazione di un alloggio in regola, o perché indisponibile o perché non c’è.

Stare dalla parte della ragione implica l’applicazione di regole per tutti senza equivoci e con trasparenza.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno