Interrogazione di Nicola Fratoianni sul porto di Livorno

 

Come annunciato da comunicato stampa del 22 settembre 2018, inviamo il testo integrale dell’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture  e dei Trasporti, Senatore Danilo Toninelli, depositata il 27 settembre 2018 alla Camera dei Deputati da Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana.

Il contenuto dell’interrogazione è volto a sanare e risolvere numerosi dubbi sulle procedure e sulle attività svolte negli ultimi 6 mesi da Autorità di Sistema Portuale dell’Mar Tirreno Settentrionale per stabilire se ora e nel futuro, investimenti e progetti fondamentali per le loro ricadute, come nel caso di Darsena Europa, saranno gestiti in ottemperanza alle leggi vigenti, nel massimo rispetto delle procedure di tutela di un bene pubblico e dei diritti dei lavoratori coinvolti nelle attività portuali di questa città. 

Sappiamo bene quanto sia importante facilitare lo sviluppo e la partecipazione di quanti più possibili investitori che credano nelle potenzialità di un porto che è motore necessario alla città per sopravvivere, ma condizione indispensabile è la trasparenza e la condivisione degli obiettivi e delle finalità delle azioni, che devono sempre e comunque essere versate al massimo rispetto delle leggi vigenti, senza forzature o fuorvianti interpretazioni.

Il porto di Livorno è un bene pubblico, e come tale deve essere gestito, sorvegliato, tutelato e stimolato ad operare. 

Il clima difficile e pericoloso conclamato dalle affermazioni della Procura nazionale antimafia ci ha imposto una reazione, una presa di coscienza, pertanto auspichiamo che al netto di ogni polemica o di ogni proclama, ogni Istituzione di questa città, e della Regione Toscana, prendano non solo atto, ma si adoperino con azioni di garanzia tangibili per agire a tutela del futuro di un bene vitale per Livorno e per i livornesi.

Le parole o le scuse non bastano più, serve agire, è finito il tempo dell’approssimazione o delle scelte non votate al futuro di una comunità intera. 

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Situazione grave nel porto di Livorno, serve legalità e rispetto legge 84/94

 

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno annuncia che il Deputato Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana, è stato messo a conoscenza della grave situazione che coinvolge il Porto di Livorno, e presenterà un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per chiedere verifiche certe in tempi brevissimi sullo stato di salute del Porto di Livorno, dal momento che si tratta del maggiore volano di sviluppo per risollevare una città sfiancata dalla crisi e dalla costante presenza  di chi ha avvallato con la gestione obliqua del potere la decadenza della città.

Spaventano le dichiarazioni uscite a mezzo stampa dalle colonne Tirreno ieri, con l’allarme lanciato dal Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho rispetto alle numerose infiltrazioni criminali nascoste in alcune cooperative operanti nel Porto che gestiscono il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco, così come fanno suonare un campanello d’allarme i problemi e i conflitti generati dalle posizioni di AdSP rispetto non solo alla gestione delle concessioni delle aree portuali ed in particolare alla questione della privatizzazione di Porto 2000, denunciata il 9 settembre con forza da Luciano Guerrieri, Presidente della Società svuotata dalle sue funzioni pubbliche di gestione del traffico turistico e passeggeri in transito sulla città, ma anche per ciò che riguarda la gestione più volte da noi sanzionata del lavoro portuale con l’interpretazione continua e troppo personale della Legge 84/94 attuata da AdSP nella figura del Segretario Generale.

Abbiamo più volte auspicato le dimissioni del Segretario Generale Massimo Provinciali  perchè la situazione sta diventando insostenibile e si intravedono scenari bui per il futuro non solo del Porto di Livorno ma per i lavoratori in un quadro che a oggi, appare sempre più pericolosamente incrinato dalle inchieste che oltre ad allontanare investitori sani, mettono in predicato anche il lavoro di chi opera oggi all’interno del Porto.

Restiamo esterrefatti per le dichiarazioni scarne, approssimative e superficiali del Presidente della regione Rossi, che rispondendo al Procuratore Antimafia dice: ” di temere per le sorti della città, ma il tessuto sociale della Toscana è ancora forte, spero reagisca.’ Vogliamo ricordargli che le speranze non bastano, sono le Istituzioni che devono dare per prime il buon esempio nell’esercizio trasparente delle funzioni e che saranno  cittadini sempre più consapevoli a fornire gli anticorpi alla deriva in atto, non per partito preso ma per coscienza e onore alle leggi sancite nella nostra Costituzione che più di una volta chi siede sullo scranno più alto di questa Regione ha disatteso.     

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra italiana – Federazione di Livorno

(comunicato ANSA)

 

 

 

 

Autorità Portuale di Sistema, non interpreti le leggi e Corsini rimuova Provinciali

 

Come già accaduto nel recente passato, non possiamo non alzare la voce di fronte alla ennesima grave denuncia nei confronti delle procedure messe in atto da AdSP.

Questa volta a tuonare contro le scelte della Presidenza e della Segreteria Generale nella Persona di Massimo Provinciali, è il Presidente di Porto 2000, Luciano Guerrieri che denuncia in chiaro quali siano i guasti non solo di gestione di un bando, ma delle attività ad esso correlate anche in materia di destinazioni d’uso e affiadatarie che incidono in modo fortemente negativo rispetto alla possibilità che Porto 2000 possa esercitare il ruolo da protagonista che gli è stato assegnato, per far decollare lo sviluppo portuale in ambito crocieristico, e si tratta di qualcosa di fondamentantale vitale per la sopravvivenza della città e del lavoro ad esso correlato.

Avevamo già denunciato le irregolarità e le troppe ombre, il trasgredire continuo e beffardo delle regole, così come le scelte arbitrarie e personali del Segretario Generale, tanto da chiederne già la rimozione in un passato recentissimo.

Invitiamo pertanto ancora una volta il Presidente Corsini a porre un freno alla folle corsa verso posizioni non consone alle attività di una istituzione che è a oggi ancora materia dello Stato e si configura come bene a partecipazione pubblica, sostenuto da soldi pubblici ed in quanto tale soggetto ad una serie di leggi e regole che vengono ogni giorno invece disattese con le scelte personali del Segretario Generale Massimo Provinciali.

Ogni scelta che riguarda il Porto di questa città, proprio per la sua importanza strategica deve essere sorvegliata e condivisa, auspichiamo che chi ha un ruolo istituzionale sappia agire in velocità per chiarire aspetti che a oggi si configurano come un sopruso continuo a danno di chi opera in Porto, in particolare i lavoratori e le imprese che dipendono dalle scelte operate da AdSP.

Sollecitiamo fin da ora un intervento a livello Regionale, Nazionale per fare luce sulla grave situazione creata chiedendo con forma urgente la convocazione immediata di una seduta straordinaria del Comitato Portuale affinché si chiariscano i motivi reali delle scelte e delle posizioni che AdSP intende portare a compimento. Restare supini allae scelte di un Segretario Generale sarebbe un grave atto di debolezza da parte della Presidenza.

Ci muoveremo anche a livello Parlamentare con i nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato affinchè si facciano promotori di una battaglia che riporti ordine, chiarezza e prospettive sul Porto di Livorno senza dimenticare che le Istituzioni dello Stato hanno regole precise che devono essere rispettate.

L’anarchia nelle scelte personali rispetto alle regole, riprendere la pratica della moralità nelle attività delle istituzioni, può portare crescita collettiva, nell’altro caso si configura come un abuso di potere nella gestione di un bene pubblico ed in quanto tale fortemente sanzionabile in termini di legge.

Livorno non ha bisogno di una nuova spada di Damocle sul capo, la sua storia è già pesantissima e dolorosa, non solo per la sua vocazione ma per il lavoro e per i lavoratori che la sostengono duramente ogni giorno. 

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Coordinamento Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti 

 

Fiaccolata per ricordare le vittime alluvione del 10 settembre 2017

 

Questa sera sarò anch’io alla fiaccolata, sarà per ricordare chi non c’è più e per far capire a questa città che deve trovare il coraggio e la forza di rialzarsi.

Penso al fango di Salviano, penso alla forza dell’acqua che distrugge se non siamo noi a fermarla, ma voglio ricordarmi soprattutto la forza di tutte quelle mani nude  infilate nel fango per riparare un danno.

Penso poi a quel poco di sollievo che è stato donato anche da SI al circolo di Salviano e alle parole rimbombate nel salone dell’assemblea regionale Sinistra Italiana Toscana il 15 ottobre scorso.

Scegliemmo quel luogo perché eravamo stati lì giorno dopo giorno anche noi nel fango. Era importante allora, è importante oggi essere lì a camminare, fra barriera Margherita e la Rotonda dove si spezzò più di una vita in riva al mare.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

4 giorni di #unanuovaLivorno

 

Sarebbe stato facile presentare un programma affidandoci alla cronaca attuale, parlare di ciò che i giornali e la politica offrono per attirare o indirizzare il consenso.

Numeri, calcoli e alleanze, contano pochissimo se non esistono contenuti seri, se non esiste un’analisi della realtà, per quanto crudele possa apparirci dobbiamo guardarla in faccia.

Abbiamo scelto invece di parlare di noi, di quello che ci accade in questa città e resta nascosto nelle pieghe della vita quotidiana e nessuno racconta perché è difficile, perché fa male ammettere che di aver sbagliato e concesso troppo a chi non lo meritava. Le amministrative del 2019 saranno un banco di prova importante per capire se la sinistra saprà ritrovarsi e riprendere il ruolo che le spetta.

Ma crediamo che l’unica possibilità sia quella di essere alternativi, profondamente, anche e soprattutto rispetto alla storia che ha segnato questa città negli ultimi venti anni.

Riscoprire l’autodeterminazione può accadere solo attraverso l’umiltà di uno sguardo lucido e tutto ciò è possibile solamente usando una doppia lente che guarda al contempo vicino e lontano da noi.

La debolezza della sinistra forse è tutta qui: abbiamo smesso semplicemente di guardare, ci siamo seduti ad aspettare.

Sinistra Italiana di Livorno ha deciso di alzarsi in piedi e di non aspettare più.
Abbiamo cercato di  ritrovare “quell’occhio”, unendo il tatto e il contatto all’ascolto. Questo per noi ha significato tornare al ‘Divo Demi’, alla Guglia per 4 giorni di instancabile lavoro dove poter incontrare compagni vecchi e nuovi, lanciare una scommessa sul futuro senza essere autocelebrativi, scavando e andando all’osso, guardandoci non solo negli occhi, ma allungando lo sguardo anche ad un altrove che sta ritrovando la capacità di rinascere.

Napoli e Bologna non sono lontane da qui, così come è dentro di noi ogni storia ascoltata in questa città. Tutto ci appartiene e ci riguarda, il lavoro che non c’è e quando c’è è davvero senza rete, quel mare denso che non vediamo più come risorsa e invece può darci moltissimo, così come la nostra storia, o le storie che riusciamo ancora ad avere la forza di raccontare per non far sparire ogni sentimento che ci lega a chi ci sta accanto, ad un luogo e ad un’idea di mondo che non è scomparso ma continua a vivere con coraggio.

Serve il recupero di quella intimità perduta, di quel contatto utile per capire che c’è ancora speranza. Per le donne è forse più facile arrivare lì, a quel punto preciso anche se essere donne oggi facile non è, così come ieri. Ascoltandole, guardando l’impegno e la fatica, non possiamo non accorgerci di quanto ci sia ancora molto da fare, di come le conquiste ottenute siano rimaste troppo spesso vaghi enunciati sulla carta, mai messi in pratica fino in fondo.

La politica della minigonna le ha costrette a portare ‘il gonnellone’, per nascondersi e dimostrare che ‘oltre le gambe c’è di più ‘ è per questo provano a rivendicare ogni giorno la loro capacità di comprendere più in fretta, di leggere un contesto sempre più difficile per arrivare prima alle soluzioni.  

La forza di cancellare le differenze nasce solo da parte di chi soffre e non è considerato uguale agli altri. Pari opportunità, generi e diversità vengono trattati come un universo parallelo e si tratta di un problema ancestrale, perennemente irrisolto che aumenta la sua irrisolutezza mano a mano che aumenta quella distanza che tocca punte altissime nei momenti di crisi fra gli individui. C’è stato un momento nel quale abbiamo celebrato vittorie di civiltà, ora c’è ben poco da festeggiare, stiamo pericolosamente tornando indietro e serve rimediare in fretta accorciando la lontananza fra noi.

Solo masticare la polvere aiuta a capire.

La lotta di classe si è accentuata a dispetto di chi dice che non esistono più differenze perché sono le classi ad essere scomparse. Un paradosso comodo che trasmette una promessa di trasversalità di benessere inesistente, ma in realtà l’unica trasversalità che viene nascosta è quella che riguarda il livello di povertà in questo Paese.

Noi abbiamo cercato di capire e di raccontare tutto questo, quattro giorni non bastano e continueremo a camminare ogni giorno sulla strada e a ritrovarci.

La sede di Sinistra Italiana di Livorno in via Pannocchia 67/69 non è per noi un osservatorio, ma una casa senza ombre, con le porte e le finestre aperte a chiunque abbia qualcosa da dire. Ognuna delle persone che hanno collaborato alla costruzione della festa ‘una nuova Livorno’ sono passate da noi a trovarci per capire e hanno accolto un invito, tutti noi li ringraziamo per l’aiuto e per il sostegno, senza le loro braccia, senza le loro voci, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Simona Ghinassi
Sinistra Italiana – Federazione Livorno

Andrea Cionini
Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

DANILO Ferrante
Circolo Tematico SI Mutualismo e Solidarietà ‘Pier Paolo Pasolini’