Parole di fine anno

 

Se volessimo fare in questo scorcio di fine anno, un bilancio chirurgico e scarno di ciò che è accaduto nel 2017, basterebbe osservare le trasformazioni che ha subito la società italiana sulla pelle, costringendola a mutare per non soccombere. E sarebbe per la democrazia, un ritratto fallimentare e crudo quello che scorgeremmo in uno specchio che deforma e non restituisce più l’immagine che abbiamo sempre avuto di ciò che siamo.

Sono infatti enormi i segni che scelte politiche distorte hanno procurato al corpo di questo Paese, già stremato da una crisi che non è solo economica, ma è divenuta sistemica ed identitaria.

C’è però un dato rilevante, imprevedibile, più forte di qualsiasi speranza, più forte di qualsiasi attesa, e questo nei bilanci non si può scrivere, ma ha milioni di volti, nomi e storie da raccontare. Forse questo è l’unico numero che ci piacerebbe riportare e incidere nella memoria per ricordare un anno che sarebbe decisamente invece da dimenticare.

L’effetto di ciò che è accaduto il 4 dicembre 2016 ha dato una spinta propulsiva alla Sinistra in tutto il Paese per cominciare a credere in una rinascita possibile, per rialzare una testa piegata da ormai troppo tempo. Questa forza ritrovata ha fatto sentire la sua presenza per 365 lunghi giorni che si sono trasformati per molti di noi in lotta contro qualcosa che speriamo di poter cambiare. Resteranno tracce indelebili, cumuli di macerie nella vita di chi ha perso un pezzo per volta le sue convinzioni e le sue speranze verso il futuro. Ma non è finita, abbiamo ancora anticorpi forti che ci spingono ad andare avanti e a crederci. Oggi siamo molti più di ieri e abbiamo l’obiettivo condiviso di essere alternativi ad un modello che ha fallito perchè non può esistere democrazia senza uguaglianza.

Quel voto, per salvare la nostra Costituzione, si è dimostrato pesante come un macigno, nonostante ci sia ancora chi crede di poter continuare a stringere un cappio al nostro collo per impedirci di riprendere fiato e reagire.

Si ricordi allora, fra una risata e l’altra che nell’aria c’è più ossigeno ora, abbiamo imparato a sopravvivere nutrendoci di briciole, e adesso vogliamo riprenderci ciò che ci è stato ingiustamente tolto.

Serve solo il coraggio di scegliere se continuare a delegare, bendati, o decidere, ad occhi aperti.

Questo 2017 si chiuderà solo se guarderemo il calendario quando scatterà la mezzanotte del 31 dicembre perché in realtà una partita importante è appena iniziata e finirà il 4 marzo 2017 con le elezioni politiche.

60 giorni ci dividono da quella data. Una manciata di ore per poter modificare un equilibrio sbilanciato verso il baratro con la speranza di cancellare parole terribili dal dizionario della nostra vita. E servirà umiltà per accettare lo sguardo storto di chi si è sentito tradito ma ha ancora la forza per ascoltare.

E’ forse l’ultima possibilità, quindi è bene sapere che nessuna bugia potrà più essere tollerata.

E’ lungo l’elenco di altisonanti menzogne che il Governo di questo Paese ci ha obbligato ad accettare, ingannevole per i fini, terribile per gli effetti prodotti. Ciò è accaduto nell’esercizio costante della delegittimazione democratica attraverso continui atti di forza contro lo stato di diritto, avvilendo il lavoro rendendolo ormai troppo simile alla schiavitù, distruggendo l’istruzione nell’intento di appiattire conoscenza ed eccellenza, selezionando di fatto chi potrà curarsi e vivere oppure no.

In tutto questo c’è ancora una parte del Paese che non ha capito e si nasconde alla verità perché c’è un microcosmo affranto di uomini e donne che ha creduto nella continuità di un’idea, e si è ritrovato a subire per fedeltà non solo un cambio di colore, ma di anima, tradotta in sostanza e contenuto. Ha attraversato un muro ma non si è accorto di essere arrivato dall’altra parte, ed è quella che ha combattuto tutta la vita.

Le antiche parole d’ordine conquistate con prezzi altissimi in termine di sangue, sudore e fatica, risuonano come un eco nelle fabbriche chiuse e nei cortei, mentre nelle periferie si muovono vecchie e nuove ombre che avanzano silenziose, scure e minacciose. Sono in attesa di chiudere un conto storico e riprendersi la parte peggiore di quella società che nemmeno l’antifascismo che è in noi è riuscito ad estirpare. Il terreno è divenuto fertile grazie al vuoto pneumatico che si è creato per la caduta di valori e di diritti insindacabili fra le persone. Ogni giorno si consuma in una lotta fra poveri dove nessuno vince.

Le parole d’ordine sono disgregazione, respingimento, esclusione, diversità, che si intrecciano in un perverso gioco che trasforma e distrugge la nostra capacità gregaria, lo spirito collettivo di cura, aiuto e protezione. Distrugge il senso laico della vicinanza collettiva che viene sostituito nel migliore dei casi dalla carità per qualcosa che ci è invece dovuto per dignità umana e non come dono divino.

Molto spesso giustifichiamo i fallimenti con la nostra solitudine e l’incapacità che abbiamo di rinunciare ad una parte di noi che si esprima in azione condivisa, è quindi utile iniziare oltre che a guardarci dentro, iniziare a guardare fuori da noi.

Oggi è arrivato il momento di cambiare, esiste una possibilità ed è nelle nostre mani, basta rinunciare all’individualità che ci ha tenuto lontani gli uni dagli altri.

Basta tornare nelle strade, nelle piazze a parlarci guardandoci negli occhi per spiegare come potremo insieme riportare a casa questo Paese, ed è il modo migliore per iniziare il nuovo anno.

C’è un passaggio importante da vivere per ognuno di noi, una campagna elettorale importante da costruire e portare a compimento, servirà per dire ancora una volta eccoci, siamo qui, liberi e uguali.

Buona fine, ma soprattutto buon inizio 2018.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Delegata Nazionale Liberi e Uguali

 

CS: Vicenda Lonzi – RARI capitolo 2

 

Sulla vicenda Lonzi-RARI veniamo a conoscenza di cosa sempre più gravi, se in una nota precedente avevo scritto che la colpa era di tutti i soggetti controllori e non oggi abbiamo avuto la conferma.

Apprendiamo dalla stampa locale che è stato pubblicato sul bollettino della Regione Toscana del 20 Dicembre l’atto della Valutazione di
impatto Ambientale relativa al rinnovo della A.I.A Autorizzazione Integrata Ambientale, richiesta dalla Lonzi Metalli s.r.l. Ma quello
che lascia più sgomenti è che il nucleo regionale di valutazione della V.I.A il giorno i cui doveva esaminare la richiesta, a parte la
presidenza, non c’era nessuno dei rappresentati degli uffici incaricati, cioè ben 18 tra enti e uffici.

Spero che in altre occasione i componenti di questo nucleo si siano comportati in ben altra maniera perché in caso contrario c’è da
chiedersi la validità delle V.I.A rilasciate, eppure già all’epoca della riunione del nucleo di valutazione, 18 Ottobre, l’azienda era
già sotto inchiesta, ma a quanto pare a questi soggetti non interessava.

Di tutta la vicenda quello che lascia sconcertati è la superficialità (la voglio chiamare così per non dire di peggio) con cui gli enti, ma
più che altro le istituzioni pubbliche hanno affrontato negli anni il problema della Lonzi Metalli s.r.l.; la Provincia che rinnova l’A.I.A
fino al 2014/2015 solo per il fatto che era previsto il loro trasferimento in altro luogo, quando la stessa Provincia ha sospeso
all’azienda l’attività di trattamento dei rifiuti pericolosi dal 2010.

In questo menefreghismo l’azienda continuava e continua tranquillamente a inquinare, incendi, nubi maleodoranti, con tubazioni
che escono dall’azienda che scaricano nei torrenti che corrono nei pressi e che nessuno ha mai visto e non si è mai chiesto a cosa
servissero, liquami maleodoranti che inquinano le falde acquifere della zona.

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti 

 

Auguri di Buon Natale 2017

 

È un Natale che anche quest’anno è attraversato dalle paure dei precari, dei disoccupati e dei lavoratori che rischiano il posto di lavoro, dai disastri ambientali sempre più dimenticati, dai profughi che scappano da guerre e fame e dalla possibilità di nuove imminenti guerre.

È un Natale strano per l’Europa che nel nome della finanza e degli errori delle grandi famiglie politiche quelle dei socialisti e dei popolari ha aperto una spirale di  contraddizioni che molte volte seminano culture dell’odio; è un Natale strano per l’Italia e per il suo futuro fra il ritorno delle destre e delle grandi intese fra Renzi e Berlusconi ma non disperiamo che forse una alternativa può esserci partendo con Liberi e Uguali e con chi con noi vorrà salvare l’Italia dalla destra e dal liberismo del Giglio magico renziano.

Dobbiamo avere il coraggio di dire che non c’è festa se sotto l’albero non portiamo i doni della giustizia sociale, della tutela dei diritti dei più deboli.

Nonostante questo dobbiamo avere il coraggio di scambiarci gli auguri e abbiamo bisogno che coloro che hanno serenità e allegria sappiano spartirli con coloro che non ne hanno.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Delegata Nazionale Liberi e Uguali

LIberi e Uguali inizia all’Isola d’Elba

 

Anche all’Elba si è dato vita ad un Comitato della Lista Liberi e Uguali. Sinistra Italiana ed Art.1 MDP, con altri rappresentanti di associazioni ambientaliste, culturali, singole personalità, hanno promosso un incontro per costituire un coordinamento Elbano, per il sostegno elettorale alla Lista Liberi e Uguali e per avviare un percorso partecipato e costituente, anche all’Elba, di un nuovo soggetto unitario della sinistra. La Lista Liberi ed Uguali è un segnale nuovo e di fiducia nel panorama della politica nazionale che pone al centro della propria proposta il lavoro, la giustizia sociale e l’ambiente; che si avvale già di una figura di rilievo come il Presidente Pietro Grasso e di adesioni importanti e significative come quella della Presidente di Legambiente, Rossella Muroni. Il sistema elettorale proporzionale consentirà di rappresentare le forze più coerentemente orientate ad un progetto unitario della sinistra. Un’affermazione della Lista Liberi ed Uguali, alle prossime elezioni politiche del 4 marzo, potrà costruire nuove condizioni politiche e parlamentari per una svolta politica in Italia,  per determinare cambiamenti nella politica economica e sociale dei governi, indirizzandola alla piena occupazione, alla qualificazione produttiva, infrastrutturale e in sicurezza del territorio; ad una politica fiscale progressiva, contrastando l’evasione e tassando le ricchezze finanziarie e patrimoniali, alla difesa e qualificazione della scuola e della sanità pubbliche, ad un contrasto alle povertà, all’emarginazione, alla precarietà, alla sempre più ampia diseguaglianza tra ricchi e classe media e lavoratrice. Solo con nuove politiche socialmente eque e solidali, di sviluppo del lavoro, sarà possibile sconfiggere la destra xenofoba, razzista e nazionalista, che usa il disagio e l’insicurezza sociale dei ceti popolari per alimentare tensioni e contrapposizioni, razziali, sociali e nei confronti dei diritti degli immigrati e dei diversi. La proposta della Lista Liberi e Uguali è una nuova offerta d’impegno politico, per una nuova responsabilità sociale e solidale, rivolta al Paese e a tutti quei cittadini delusi e sfiduciati dall’attuale politica o che hanno preferito, in segno di protesta, l’astensione al voto e la disaffezione alla vita pubblica. Il voto alla Lista Liberi e Uguali è per questo un voto utile e tanto più lo sarà quanto più alto sarà il proprio risultato elettorale e quanto più estesa e presente sarà l’adesione e la mobilitazione di donne, giovani, anziani, associazioni, comitati, movimenti. Il Comitato promuoverà nelle prossime settimane, altri incontri per allargare la propria presenza organizzata tra i cittadini, sull’isola, per aprire canali mediatici e sui social network per dare la parola ai cittadini, per renderli attivi e partecipi, per ridare fiducia e speranza nel cambiamento.
Comitato Elbano
LISTA LIBERI E UGUALI
 

Cemento Rosso arriva a Livorno

 

“Cemento Rosso” arriva a Livorno

Il libro di Giuliano Marrucci, autore di Report

sulla grande protagonista del nuovo ordine multipolare: la Cina

«È il più grande e rapido processo di urbanizzazione della storia dell’umanità, il singolo fenomeno che più di ogni altro caratterizzerà questo periodo storico nei manuali di storia dei secoli a venire». Con queste parole Giuliano Marrucci descrive il fenomeno che sta al centro del suo nuovo libro: «Cemento Rosso – il secolo cinese, mattone dopo mattone» (Mimesi Edizioni, 2017).

Autore da oltre 10 anni di Report, il programma di inchiesta più blasonato della TV italiana, da qualche anno Marrucci conduce una battaglia più o meno isolata per portare all’attenzione del grande pubblico il risultato di studi e viaggi svolti nell’arco degli ultimi 5 anni per comprendere oltre gli stereotipi il grande protagonista del nuovo ordine multipolare: la Cina.

Il processo in questione è quello che nell’arco di poco più di 30 anni ha portato quasi 600 milioni di persone a trasferirsi dalle campagne alle città, catapultando dall’oggi al domani una popolazione più ampia di quella dell’Europa a 27 dall’agricoltura di sussistenza al cuore dell’industria globale del XXI secolo. Un processo analizzando il quale l’autore cerca da un lato di delineare le caratteristiche che stanno alla base del «socialismo con caratteristiche cinesi», ma dall’altro ha anche l’ambizione di aprire una riflessione collettiva sulle misure di politica economica che a partire dai singoli territori ci potrebbero permettere di sfruttare al meglio le infinite opportunità che l’ascesa dell’economia cinese potenzialmente ci offre.

Questa «riflessione collettiva» ora arriva anche a Livorno.

Giovedì 21 dicembre alle 17:30, presso la Libreria Erasmo Gaia Scienza a Livorno, Giuliano Marrucci presenterà il suo libro assieme a Laura Lauri, Presidente di Sinistra Italiana, con la moderazione di Cinzia Colosimo, giornalista del Corriere Fiorentino.

L’appuntamento livornese nasce dalla spinta di Sinistra Italiana Livorno, che si è posta una domanda: Livorno può diventare una tappa per la nuova via della seta?

La città della costa toscana infatti è stata scelta da investitori cinesi per le attitudini e per le caratteristiche logistiche che porta come base di sviluppo, in virtù di uno scenario futuro dell’ambito portuale e interportuale attraverso il volano di Piattaforma Europa. Velate reticenze sulla perdita di sovranità, esercitate da un certo mondo imprenditoriale legato all’economia locale, possono mettere a rischio l’operazione degli investitori. Da qui la domanda sulla possibilità o meno di gestire in solitaria una crisi strutturale così importante, in una città fragile come Livorno, che si trova a puntare l’ultima carta vincente su un progetto più volte rinviato, contratto e ridimensionato.

Sinistra Italiana Livorno vuole così iniziare da qui un percorso di conoscenza, uno scambio fra la comunità cinese locale che vanta numeri sempre in crescita, gli investitori cinesi e gli organi istituzionali che vedono nel modello cinese una capacità di impresa piena di potenzialità da sviluppare.

A seguire, h. 20.30, cena di auguri per le festività e lancio tesseramento 2018 a Sinistra Italiana presso La Corte dei Medici in via Ernesto Rossi 18 – Livorno (prenotazioni al 377/2048316 oppure organizzazione@sinistraitalianalivorno.it)