Voto on line dei nostri progetti di mutualismo del bando Forza !

 

Per votare è necessario iscriversi a Commo cliccando sul pulsante ACCEDI in home page. A questo punto basta riempire la scheda con i tuoi dati, scegliere una password e confermare la tua mail. Una volta diventato un utente Commo per votare i progetti dovrai certificarti cliccando sul menù a tendina in alto a destra, qui dovrai inserire il numero della tua carta d’identità, la sua copia digitale, e il tuo numero di telefono che dovrai tenere sotto controllo perché ti arriverà subito un codice via sms per certificare il numero.
Una volta fatti questi passaggi potrai accedere alle votazioni che troverai in home page, una è dedicata a ForzaPlus (progetti da 20.000 euro) e l’altra a ForzaPer (progetti da 3000).
Per ognuna di queste due diverse votazioni puoi esprimere 3 preferenze semplicemente cliccando sul nome dei progetti che intendi votare e poi sul tasto VOTA. Trovi tutte le descrizioni dei progetti al sito forza.sinistraitaliana.si.
Vi invitiamo a votare i nostri progetti ForzaPer del Circolo Tematico Mutualismo e Solidarietà e Solidarietà Pierpaolo Pasolini

53 – La Guglia Siamo Noi
Circolo di Sinistra Italiana “P.P. Pasolini” Livorno, Livorno Toscana
70 – Io Sono 141
Circolo di Sinistra Italiana “P.P. Pasolini” Livorno, Livorno Toscana

e per ForzaPlus il progetto elaborato con capofila ARCI Livorno e con il nostro contributo:
11 – CiclOfficina Contro Pedale
ARCI COMITATO DI LIVORNO, Livorno Toscana

Il voto popolare si concluderà il 3 dicembre, e al termine verrà stilata una graduatoria che attribuirà 50 punti al primo classificato, 49 al secondo e così via.

Buon voto e ricordati di condividere e invitare i tuoi amici!

Circolo Tematico Mutualismo e Solidarietà Pierpaolo Pasolini

 

Sabato 25 novembre assemblea territoriale di Possibile – Art.1 MDP – Sinistra Italiana

 

Avviato il percorso per una nuova Sinistra di Governo

Il Paese necessita di una forza politica della Sinistra in grado di dare voce e rappresentanza istituzionale a tutti coloro che, sempre in numero maggiore,
soffrono gli effetti devastanti di una crisi economica e sociale, che crea nuove povertà e nuove sofferenze sempre più diffuse.
Possibile, Articolo UNO – MDP e Sinistra Italiana dialogano da tempo con l’obiettivo di avviare il processo per la costruzione di questa nuova forza politica,
caratterizzata da valori, principi e ideali condivisi, dalla volontà di dare piena attuazione alla Costituzione repubblicana e di difenderne i principi democratici,
dalla necessità di rimettere il lavoro al centro del proprio agire politico e da una rinnovata cultura di governo.
Una forza politica che proponga al Paese un’idea profondamente diversa dalle esperienze di governo di questa legislatura, dalla cultura dominante della destra
che sta pericolosamente impregnando il senso comune, dal populismo demagogico dei Cinque Stelle e dalle politiche moderate del Partito Democratico.
Milioni di persone hanno abbandonato la partecipazione politica e anche la voglia di andare a votare, proprio perché da troppo tempo non trovano una rappresentanza
adeguata ai loro bisogni e una capacità di dare risposte ai problemi concreti che affliggono le loro vite.
Noi ci candidiamo a ridare voce e visibilità a tutti questi soggetti. Per far questo dichiariamo avviato un processo unitario che superi le divisioni del passato e che
apra un processo costituente di una nuova forza della Sinistra, autonoma e unitaria.
Ci impegniamo a far vivere e crescere questa esperienza su tutto il territorio provinciale anche come contributo di stimolo al dibattito nazionale.
Livorno e il suo territorio vogliono essere protagonisti di una nuova proposta per il Paese, che dovrà avere le caratteristiche di un percorso aperto, oltre che ai
soggetti promotori, anche a tutte le forze locali e nazionali che ne condividono la necessità e l’impostazione politica.

Ci vediamo pertanto sabato 25 novembre, a partire dalle ore 09.30, al Circolo Arci di Salviano.

Possibile – Art. 1 MDP – Sinistra Italiana

http://www.sinistraitaliana.si/notizia/22965/

 

Documento Assemblea nazionale Sinistra Italiana del 19/11/2017

 

 

Il Congresso di Rimini ci ha consegnato il mandato di costruire un partito di sinistra, che determinasse le condizioni per la presenza di un quarto polo alle elezioni politiche del 2018.
Partivamo da una lettura della condizione sociale del paese e dell’Europa, che metteva in evidenza l’esplosione delle disuguaglianze, l’impoverimento diffuso, la crescente marginalizzazione di milioni di donne e uomini, fino alla loro esclusione di fatto dai diritti connessi alla cittadinanza.

Pensavamo in particolare alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti, colpiti da leggi che estendono e rafforzano la precarietà, a quelli autonomi, ridotti sempre più spesso a accessori terminali della catena di produzione del valore, ai disoccupati e ai migranti, su cui si scaricano con violenza tutte le contraddizioni della globalizzazione.
Nè ci sfuggiva il nesso profondo fra esclusione sociale e processi generali e locali di decadimento ambientale, di cui ogni giorno soffriamo le conseguenze in termini di inquinamento, desertificazione, alluvioni e altre calamità naturali.

Davanti a questo stato di cose abbiamo deciso di investire ancora una volta sulla politica come strumento collettivo di cambiamento radicale.
La scommessa era ed è contribuire a ricostruire un soggetto che torni a immaginare una società di donne e uomini liberi ed uguali, e la costruisca attraverso il conflitto quotidiano contro i processi del capitalismo finanziario.
Si tratta evidentemente di un progetto di lungo periodo, che rappresenta tuttavia il cuore del nostro impegno collettivo.
D’altra parte la sinistra non può trovare il proprio senso in una politica che si concentri esclusivamente sulla contingenza e sulla risposta puntuale ed immediata alla sollecitazione del momento.
Abbiamo bisogno di pensieri lunghi, in risposta ad un sistema che sollecita invece la produzione continua di significati che si esauriscono in se stessi.

La proposta di un quarto polo rispondeva quindi in questa fase alla constatazione che nessuno dei soggetti politici in campo potesse rivelarsi compatibile con la nostra ispirazione di fondo.
Non lo era la destra, per ragioni che non necessitano spiegazioni, nè il M5S, che rivelava nella scelta della leadership di Di Maio il rafforzamento dell’ala conservatrice.
Le posizioni poi assunte sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza, così come l’entusiasmo per il programma fiscale di Trump e il rilancio della rivoluzione liberale berlusconiana hanno reso evidente questa deriva.

Non lo era e non lo è il PD, come a noi appariva chiaro a febbraio, ma come ora ha compreso chiunque.
Il Governo Gentiloni si è infatti dimostrato, per usare le parole dello stesso presidente del consiglio, la prosecuzione del Governo Renzi con altri mezzi.

Parlano i fatti, dai decreti Minniti-Orlando, alla scelta di scippare gli italiani del diritto a decidere con un referendum sui voucher, alla legge elettorale imposta a colpi di fiducia multipla, fino ad una legge di bilancio che aumenta le spese militari mentre riduce quelle per la sanità, rifiutando al contempo qualsiasi modifica di un sistema pensionistico iniquo e socialmente insostenibile.
Il problema, come abbiamo detto più volte, non è Renzi, ma il PD, che ha ormai assunto fino in fondo il ruolo di attore non protagonista nell’esecuzione delle volontà dell’establishment e del mantenimento dello status quo.
È del tutto indifferente che questo avvenga con le parole del neo-populismo renziano, disposto a giocare allo sfascio con le istituzioni e con i conti pubblici, o con l’aderenza burocratica di Padoan ai dettami europei.
Il punto è che il PD nella sua interezza asseconda il processo fondamentale, ovvero il progressivo e crescente trasferimento di quote di reddito e potere sociale dalle fasce più deboli della popolazione a quelle più forti e privilegiate.

L’Italia diventa così un paese sempre più scisso e diviso fra chi è ricco e può vedere il futuro con ottimismo e chi invece non ha alcuna prospettiva per sè e per i propri figli.
La stessa crescita economica diventa un fattore indifferente, perché non innesca alcun processo redistribuvo, nemmeno in termini di maggiore buona occupazione.
Non potevano dunque esserci dubbi: Sinistra Italiana si sarebbe presentata alle elezioni in un progetto politico alternativo ai poli esistenti, con l’obiettivo di vincerle o di rappresentare nei prossimi anni una forza di opposizione.

A partire da questa impostazione abbiamo partecipato contribuendo a costruirlo al percorso apertosi a giugno al Brancaccio, e allo stesso tempo abbiamo lavorato perché anche quella proposta potesse allargarsi ad altri soggetti.
Ritenevamo e riteniamo infatti che ciò che serve in Italia sia una lista di sinistra che sappia unire in un progetto condiviso soggettività sociali, movimenti culturali e partiti politici, ma soprattutto tutte le donne e gli uomini che hanno bisogno di un paese più giusto.
Abbiamo rivendicato percorsi condivisi e partecipati , nella scelta del programma, del profilo politico e della leadership.
Rifiutiamo una separazione astratta fra partiti e società civile, perché noi per primi sappiamo quanto i partiti siano fatti di persone che con generosità e passione ogni giorno da anni si battono per un’Italia migliore.
Proprio la lotta vittoriosa in difesa della Costituzione ci dimostra d’altra parte quanto esista un popolo di sinistra che si riconosce in valori e obiettivi comuni, al di là delle forme in cui esprime quotidianamente il proprio impegno.

Siamo quindi molto dispiaciuti e preoccupati per le polemiche delle ultime settimane, che hanno portato a livelli di conflittualità molto alti nel nostro campo, fino all’annullamento deciso da Tomaso Montanari e Anna Falcone dell’assemblea del 18 novembre.
Crediamo si debba lavorare per recuperare ogni soggetto organizzato e ogni singola persona all’ipotesi di una lista unica e unita della sinistra, superando tutte le incomprensioni e i problemi che si sono generati, anche nello spirito dell’appello diffuso ieri dal Manifesto.
Dobbiamo tuttavia ricordare che oggi è più vicina la possibilità di arrivare agli obiettivi che ci eravamo prefissati e questo deriva anche dal nostro lavoro.

Il documento da cui partiranno le assemblee del 25 e 26 novembre, firmato da Civati, Fratoianni, Montanari Falcone e Speranza, è molto chiaro nel delineare il profilo di una lista antiliberista.
Allo stesso tempo il regolamento che le accompagnerà dá tutte le garanzie di poter partecipare ad un processo democratico, tanto nell’elezione dell’assemblea di Roma, quanto nella possibilità di portare avanti proposte programmatiche più avanzate.

Tocca a noi batterci perché sia prevista l’abolizione della riforma Fornero, se si ritiene insufficiente quanto scritto finora, così come norme più incisive in tema di lavoro, welfare e protezione ambientale.
Partiamo da una cornice condivisa, ma il quadro finale è ancora tutto da scrivere e dovrà essere frutto di un lavoro collettivo e partecipato.
D’altra parte Sinistra Italiana entra con Possibile e MDP, oltre ai tanti che ci auguriamo possano unirsi nei prossimi giorni, nel processo della lista unitaria con le proprie proposte, la propria identità e la determinazione a svolgere un ruolo in questo percorso.

Non stiamo proponendo l’omologazione ad altri soggetti, ma di costruire anche con loro un’alleanza elettorale, perché riteniamo ne esistano i presupposti politici e programmatici.
Parliamo di alternativa al PD e alle sue politiche per l’oggi e per il domani, di ripristinare i diritti negati ai lavoratori, di patrimoniale e progressività fiscale, di scuola e sanità pubbliche, di riconversione ecologica e tutela del nostro territorio in opposizione alla logica dello Sblocca Italia, di piena occupazione e investimenti pubblici, di pace e disarmo.

Può sembrare banale, ma la scena politica odierna nella sua interezza è tanto distante da queste parole d’ordine, da rendere indispensabile che chi le condivide si unisca, senza veti e senza cercare i reciproci punti di distinzione.
È un punto minimo di credibilità, perché nessuna elettrice o elettore capirebbe per quale motivo forze politiche che dicono parole simili fra loro e diverse da quelle di tutti gli altri non trovino il modo di pronunciarle insieme.

Abbiamo davanti settimane decisive, che segneranno la possibilità di dare alla sinistra una rappresentanza parlamentare adeguata alle lotte che intende sostenere.
Dobbiamo impegnarci ad affrontarle cercando sempre la massima inclusività, privilegiando la partecipazione, mantenendo ben ancorata a sinistra la barra programmatica e il profilo della lista unitaria, fin dalla sua nascita.

Con queste motivazioni parteciperemo alle assemblee del 25 e 26 novembre e poi a quella del 3 dicembre.
Diamo mandato al segretario e alla segreteria nazionale di procedere nel percorso unitario, con l’obiettivo di recuperare fin da subito tutte le soggettività che attualmente non sono pienamente comprese nel percorso.

Lanciamo la proposta di costruire nei giorni del 15-16 dicembre un appuntamento programmatico da articolare in 10 piazze tematiche, a cui invitare singoli, movimenti, associazioni e partiti a scrivere insieme le proposte con cui presentarsi alle elezioni.
Allo stesso tempo impegniamo i nostri gruppi dirigenti a rappresentare in qualsiasi ambito l’esigenza di improntare a principi di trasparenza, democrazia, partecipazione e innovazione la formazione delle future liste elettorali.
Abbiamo dimostrato in questi anni di non essere interessati a perpetuare carriere politiche, ma a garantire la massima adesione fra mandato rappresentativo e rappresentanza collettiva, fin dal momento della scelta delle candidate e dei candidati.
Dobbiamo continuare così.
Lo stesso dicasi per la leadership, che dovrà essere frutto di un’elezione democratica e liberamente contendibile.

Nicola Fratoianni

 

Ato Toscana Costa, la gestione del ciclo dei rifiuti deve essere totalmente pubblica. Basta regali ai privati

 

“Le solite sceneggiate del PD non ci convincono. Vogliamo vedere i fatti, cioè vere e proprie azioni di cambiamento, altrimenti sarà di nuovo chiaro ai cittadini che dietro i proclami si trova la solita guerra di interessi sulla gestione del potere. Intanto Reti Ambiente non opera e l’Autorità d’Ambito ha passato gli anni tra assemblee dei Sindaci deserte e gare annullate. La linea politica del PD regionale è stata fino a ieri totalmente favorevole all’individuazione di un socio operativo con procedura ad evidenza pubblica dove si prevedevano patti parasociali che garantivano allo stesso piena e incontrastata operatività. Poi, in un battibaleno, si aprirebbe lo scenario tutto pubblico per il bene dei cittadini.
Per ora sono solo chiacchiere: il PD si manifesti con atti concreti proponga e sostenga la delibera in Assemblea Ato Toscana Costa, di affidamento in house a Reti Ambiente, composta da tutte le società pubbliche conferite e ne imponga l’operatività entro il 2018, uscendo da questa impasse che danneggia tutto il sistema.
La gestione del ciclo dei rifiuti non può essere un business, è un servizio essenziale che deve garantire benefici ai cittadini dal punto di vista ambientale ed economico.” A dirlo in una nota sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Daniela Lastri e Marco Sabatini che intervengono sull’ipotesi di commissariamento dell’Ato Toscana Costa paventata dal governatore Enrico Rossi dopo che 17 sindaci del Partito Democratico hanno fatto saltare l’assemblea.

“Restiamo convinti che su servizi come la gestione dei rifiuti sia necessario il controllo pubblico e atti concreti che tendano generalmente al raggiungimento della totale partecipazione pubblica. Certo – aggiungono Lastri e Sabatini – che oltre allo scontro interno del Pd è quantomeno curiosa la posizione del Movimento 5 Stelle: da un lato vogliono mantenere pubblici i servizi di spazzamento strade e raccolta della spazzatura, dall’altro vogliono che i privati siano detentori degli impianti di smaltimento ovvero proprio dove si concentrano gli investimenti le strategie del ciclo integrato dei rifiuti; una scelta poco lungimirante e lontana dalle esigenze dei cittadini. Noi proponiamo invece una strategia lineare che produca raccolte e impianti di valorizzazione delle matrici differenziate, ad alto livello di innovazione tecnologica e valore occupazionale, per avviare una riduzione drastica dei conferimenti nelle discariche e nei termovalorizzatori.”

 

Solidarietà alle lavoratrici Cooplat e Serenissima, dell’indotto Aferpi

 

Le Federazioni di Sinistra Italiana Livorno e Grosseto esprimono tutta la loro solidarietà alle 60 donne dipendenti di Cooplat e Serenissima, addette alle mense e pulizie in Aferpi, che secondo una inattesa decisione del Ministero del Lavoro in materia di ammortizzatori sociali, potrebbero vedersi decurtare pesantemente le retribuzioni , ed addirittura mettere in discussione la stessa prospettiva del posto di lavoro. Un provvedimento che ci preoccupa fortemente, in quanto calato in una realtà come quella di Piombino, già in profonda crisi, e che colpisce in particolare il lavoro femminile.
Come Sinistra Italiana daremo il nostro sostegno a tutte le iniziative che i lavoratori e le organizzazioni sindacali vorranno prendere.
Il Governo che ha infilato Piombino e la Val di Cornia in questo vicolo cieco, si attivi per riprendere il controllo del territorio e della fabbrica. Si torni alla gestione pubblica dell’acciaio come settore strategico per tutto il paese. Noi insieme a tutte le forze sociali e del lavoro non accetteremo passivamente la morte economica e sociale di questa importante zona della Toscana.

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Sinistra Italiana – Federazione di Grosseto