Mobilitiamoci per portare aiuto e solidarietà a Livorno

 

A seguito degli eventi del 10 settembre che hanno coinvolto la città di Livorno, la Federazione di Sinistra Italiana Livorno, congiuntamente al coordinamento del Circolo territoriale di SI, al coordinamento del Circolo tematico ‘Pier Paolo Pasolini’, e sostenuti dal Coordinamento regionale di Sinistra Italiana, chiedono partecipazione ed impegno agli organi nazionali di Sinistra Italiana per aiutare con un contributo reale e riconoscibile, le zone maggiormente colpite dall’alluvione e nelle quali Sinistra Italiana di Livorno ha operato in modo diretto prestando soccorso per una settimana senza interruzione supplendo alla mancanza di coordinamento istituzionale nel quartiere di Salviano.

Il coordinamento regionale ha stabilito che la prossima assemblea regionale di Sinistra Italiana Toscana (data indicata domenica 15 ottobre) si terrà a Livorno. Alla conclusione dei lavori assembleari è previsto un grande pranzo di solidarietà presso i locali del Circolo Arci ‘Carli’ di Salviano che ci garantisce gratuitamente anche l’utilizzo della sala soprastante per le nostre attività politiche. I proventi ricavati dal pranzo, proponiamo vengano donati al Circolo ‘Carli’ per finanziare in particolare la ricostruzione della “biblioteca”, luogo utilizzato anche dal le associazioni che gravitano all’interno del circolo e che ha subito gravi danni.

La nostra proposta è quella di invitare al “pranzo per la biblioteca di Salviano” tutti i membri dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato oltre che della Direzione e della Segreteria Nazionale di Sinistra Italiana. Chiediamo, per raggiungere lo scopo prefisso, uno sforzo da parte degli organismi nazionali affinché ci sia una grande partecipazione. Chi non potrà personalmente partecipare avrà la possibilità di versare un proprio contributo, finalizzato al progetto sovraesposto, utilizzando il codice IBAN IT 35 Q 01030 13900 000005814794 con causale “solidarietà Livorno”.

La Federazione di Livorno si impegnerà ad agire in massima trasparenza pubblicando il risultato della raccolta fondi.

Restiamo in attesa di una risposta da parte vostra ricordando ancora una volta quanto sia importante ed efficace la nostra presenza sul territorio locale e come operazioni di solidarietà come queste possano oltre che ad avere ricadute eccezionali in termini politici, possano veramente fare la differenza con un’azione reale sulla soluzione di problemi reali, per migliorare le condizioni di esistenza delle persone in un frangente tanto difficile.

Simona Ghinassi – Coordinatrice Sinistra Italiana Federazione di Livorno
Andrea Cionini – Coordinatore Circolo Territoriale Sinistra Italiana Livorno
Alessandro Serra – Coordinatore Circolo Tematico ‘Pier Paolo Pasolini’ Sinistra Italiana Livorno

Vogliamo verità. Dagli errori commessi nel passato alle responsabilità dell’attuale governo della città

 

E’ terribile rendersi conto che i danni irreparabili ad una città e la perdita di vite umane debbano essere oggetto di indagine per la Procura oggi nel 2017, perché da ricondurre a gravissimi errori commessi nel passato anche remoto in merito alla gestione del territorio e alla sua pianificazione, così come nel rilascio superficiale, e se sarà appurato, criminoso, dei permessi di abitabilità ove non dovevano essere concessi.
E’ l’ABC di qualsiasi istituzione proteggere e tutelare la sicurezza e la vita dei suoi abitanti così come il territorio urbano o naturale che ha il compito di gestire.
Sinistra Italiana – Federazione di Livorno e il Circolo SI Livorno Collesalvetti, nelle dichiarazioni espresse a mezzo stampa immediatamente dopo l’alluvione che ha colpito la città, auspicava che fosse fatta piena luce in merito a vicende del passato che condizionano pesantemente e prepotentemente il nostro presente. E’ bene precisare che tali responsabilità coinvolgono però anche l’attuale governo della città, dal momento che se non sussistono ‘colpe politiche sulle scelte del passato’, la prosecuzione di un andamento simile negli ultimi due anni, col mandato Nogarin, la gestione dell’ordinarietà non si è scostata dalla linea precedente e la gestione dell’emergenza in ciò che è accaduto, per l’incapacità dimostrata non rende immune l’attuale giunta da responsabilità gravissime.
Ciò che lascia sgomenti è la verifica di un’incapacità trascinata per anni e mai risolta, dove il territorio è stato considerato merce di scambio a discapito dell’interesse dei cittadini e dove all’espansione incontrollata di alcune zone della città non hanno fatto seguito gli opportuni accorgimenti ed adeguamenti a livello di difesa del suolo tali da garantire sicurezza prima di tutto per la vita e poi per i beni personali di chi viveva in determinate aree ora sottoposte al disastro.
I comportamenti dolosi saranno puniti dalla Magistratura che sta eseguendo le indagini, ma chi riporterà in vita le storie spezzate di 8 persone e la distruzione di un territorio così vasto da richiedere interventi così profondi da stravolgere forse la geografia di questa città? Sovviene una ulteriore domanda, dove sono tutte le risorse necessarie affinché la città ed i suoi abitanti così duramente colpiti possano ripartire? Assistiamo per l’ennesima volta ad azioni che su più piani negano l’evidenza di un problema che a livello nazionale viene sempre rinviato e irrisolto.
Il nostro territorio nazionale è estremamente fragile e continuamente sottoposto a eventi che lasciano scie di morte e devastazione dietro di se, ma purtroppo il problema continua a non essere in cima alla lista delle priorità. La solidarietà e la buona volontà, così come la coscienza dell’esercizio di una buona osservazione degli eventi meteo dato dal Governatore Rossi ai cittadini ha tutto il sapore di una rinuncia alle proprie responsabilità e tutto questo non è accettabile per un paese civile.

Circolo SI Territoriale Livorno Collesalvetti

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Livorno non si piegherà mai

 

Il fango ha sporcato tutto, i corpi, le case, le strade, le aziende, ma non ha macchiato la speranza e a dignità di questa città.
E’ bello vedere la solidarietà delle persone, spontanea, gratuita arrivata fin dalle prime ore della mattina di domenica 10 settembre nei quartieri di Livorno.
Noi di Sinistra Italiana Livorno non abbiamo obbedito all’ordine di recarci al punto operativo allestito dalla Protezione Civile al Palazzetto dello sport solo se esperti ed organizzati soccorritori, abbiamo agito con la testa, la pancia, ma soprattutto il cuore.

La nostra emergenza era quella di essere lì, in fretta.
Molti di noi non avevano stivali e nemmeno guanti. Arrivati a Salviano dopo una richiesta di aiuto abbiamo iniziato a lavorare a mani nude, nel fango fino a metà coscia.

Lo scenario era surreale: l’acqua era scesa ma restava visibile sui muri una linea, al di sotto di essa c’era un abisso pieno di vite, ricordi galleggianti e trascinati qui da chissà dove.
La furia dell’acqua rimescola le vite degli uni a quelle degli altri ed è il caos.
Ma c’era chi sorrideva nel fango, una folla di giovani senza paura accorsi subito, in quel cortile c’era anche la curva nord del Livorno calcio. Giovani e giovanissimi, imbrattati di fango dalla testa ai piedi, che a Livorno abbiamo chiamato “bimbi della mota”.
Nessuno organizzava i soccorsi ma non ci siamo persi nella disperazione che avevamo davanti e il Casa del Popolo di Salviano – Circolo Arci Carli ha dato il supporto che serviva a tutti noi per non arrenderci.

La vera natura del mutuo soccorso l’abbiamo misurata qui, perchè Rossella, Loredano e tanti altri compagni della Casa del Popolo di Salviano si sono presi cura di tutti ed è stata questa la vera e unica ‘protezione civile’ che abbiamo ricevuto. 
Noi compagni di Sinistra Italiana di Livorno eravamo lì ed è stato bello aiutare a far funzionare quella macchina splendida che si chiama solidarietà, ma che ha anche bisogno di ordine, logica e rigore perché non puoi permetterti di sprecare energie preziose quando sei immerso nel fango, sta piovendo e sai che devi fare in fretta: può arrivare un’altra piena a ‘finire il lavoro’ abbattendo l’ultimo muro che separa questa gente dal baratro. Abbiamo trovato il tempo per ascoltare le storie di tutti, asciugato le lacrime di chi non aveva più niente oltre ai vestiti che indossava, cercato di ridare una forma a tutto ciò che non la possedeva più, mai da soli, ma insieme a tanti senza nome.
Il fango azzera colori, odori e percezioni fino a farti scomparire in una massa indistinta e informe: alla fine non sai più chi sei e serve essere in tanti per aiutare gli altri a riconoscersi. Sopra quella linea terribile di demarcazione spuntava la catasta di macchine sbattute e ammucchiate dal’acqua, una torre di Babele irrecuperabile. Una ad una le auto sono state spinte a mano lungo la salita, serviva la forza che solo insieme si può trovare. 
Abbiamo lavorato accanto ai lavoratori ora in cassaintegrazione della ex-Lucchini di Piombino: gente pratica che non si spaventa, e che ha voglia di restituire molto anche se ha ricevuto pochissimo, anzi, nulla per il suo futuro. Abbiamo visto l’estro dei Portuali di ALP che hanno salvato l’insalvabile dal fango che ha ricoperto oggetti che avevano un valore affettivo e di memoria per le famiglie.

E come loro altri lavoratori e persone che non si perdono in chiacchiere e nella virtualità dei social ma abituati alla fatica hanno fatto l’impossibile per cacciare il fango che aveva travolto poche ore prima case, strade e giardini.
A Salviano non c’era nessun soccorso istituzionale organizzato ad aiutare la nostra forza di volontà ed è stata enorme l’amarezza di accorgersi che quel quartiere era come un enorme buco nero, dimenticato e nascosto dentro i troppi segreti e le troppe inchieste racchiuse fra le sponde del Rio Maggiore.
Ogni torrente a Livorno porta sul suo letto un bagaglio di dubbi e gravissimi errori.

Molti altri luoghi sono stati dimenticati insieme a Salviano: per esempio in Collinaia l’azienda agricola di Federico, un giovane imprenditore al quale sono rimaste solo le sue zucche recuperate nei fossi da vendere per beneficenza sono fra questi, nonostante i gazebi organizzati nel centro del quartiere dalla Protezione Civile, nessuno tranne la Casa del Popolo di Salviano è andato da lui a portare acqua e cibo ai “bimbi della mota”, operai e cittadini che armati di poche pale ma di tanta buona volontà ripulivano il quartiere. 
Come mosche sul miele sono arrivati con le camicie immacolate alcuni rappresentanti di forze politiche’ per le riprese video delle tv approfittando del fondale giusto, mentre altri come noi si sono messi i guanti e gli stivali. 
Dimenticate anche le tante case sparse sulle prime colline della città dove, a oggi, dopo quasi una settimana attendono ancora interventi in emergenza per poter rientrare ognuno in casa propria senza rischiare la vita.

E’ in corso un’altra allerta meteo che si protrarrà per tutto il week end e siamo tutti col fiato sospeso pensando all’incubo dei fiumi in piena e a ciò che è accaduto nella raffineria ma forse non sapremo mai. 
I morti non puoi nasconderli come polvere sotto il tappeto, sono otto e dentro c’è tutta la tragicità dello scempio fatto a questa città: una mappatura dolorosa degli sbagli, delle compravendite e degli affari sporchi di chi ha gestito l’espansione della città, così come gli interventi realizzati a metà di regimentazione idraulica e di messa in sicurezza di un territorio sfregiato e mutilato che grida vendetta e fa sentire tutta la sua rabbia mentre affoga nel fango.

Guardando le immagini di Sarno, ci sembrava un altro mondo, lontano da noi. 
Ecco, quel mondo è qui adesso nella civilissima Toscana, dove il desiderio di calendariare in modo sincopato prima dell’ennesima campagna elettorale, le grandi opere e piegare la volontà di cittadini che hanno capito, ha preso il sopravvento sulla cura e la tutela minuziosa di un territorio prezioso ma delicato che va difeso, costi quel che costi.
Non è mai la natura a punirci, è la pochezza degli uomini che credono di poter dominare l’ambiente esercitando un potere relativo che non guarda in faccia a nessuno.

Consumare, costruire e guadagnare, cementificare senza chiedersi cosa accadrà a quel fiume a quella strada è subdolamente una scusa per giustificare un’idea di progresso che non può essere di sinistra.
Distruggere un territorio non è mai un’azione collettiva, non esiste ragion di Stato che giustifichi tale scelta nel piccolo non esistono cooperative edilizie amiche oppure immobiliaristi e imprese edili a cui far continuare lo scempio avvenuto in questi trentanni nella città solo perchè con gli oneri di urbanizzazione si è gestito meglio i bilanci del Comune. Sarà un caso ma dove la città si è espansa oltre il dovuto i corsi d’acqua sono stati tombati e imbrigliati e la natura si è ribellata alla cappa di cemento gettata senza raziocinio.
Al netto delle polemiche in corso con l’inevitabile rimpallo delle responsabilità fra le istituzioni, oltre agli interessi, la superficialità e nessun calcolo sulle ricadute, hanno causato tutto questo. Non basteranno le inchieste della Procura a rimediare ad un danno che si trascina da cinquant’anni, ma almeno i cittadini sapranno nome e cognome di chi ha abusato delle loro vite e soprattutto vigileranno di più su ciò che gli appartiene.

Serve un inevitabile cambio di passo per il futuro di questo Paese, una dura presa di posizione che costringa amministratori a stringere un patto fiduciario con i cittadini per garantire sicurezza e benessere oltre che una gestione intelligente del territorio nel quale vivono.
Smettiamola con la commistione fra interessi pubblici e privati perché la pianificazione territoriale e qualcosa di serio, lascia segni indelebili e il consumo scellerato di suolo per fini personali non può mettere in predicato la vita degli altri.
Viviamo in uno dei paesi più belli del mondo eppure si continua a morire per un alluvione.
Non occorre essere rabdomanti per capire, basta solo ascoltare e leggere le pieghe di un territorio che cambia, sempre in peggio purtroppo al di là della nostra volontà.

Ci siamo spinti oltre, ma non è troppo tardi per cambiare, lo dimostra la solidarietà a Livorno che è giunta anche da fuori regione.
I compagni di Sinistra Italiana non vogliono lasciarci soli, sono infatti tante le richieste di informazioni per donare risorse e aiutare Livorno a ripartire.

Serve una spinta forte del nostro Partito, serve un segno che lasci memoria di ciò che stiamo costruendo, che ci identifichi come coloro che non accettano di vedere morire altre persone per cambiare rotta. Facciamo un buon uso della solidarietà, lanciando una grande campagna di sensibilizzazione da condividere e che rimetta in cima alla nostra agenda la tutela del territorio nel quale viviamo. 
A Livorno, noi compagni di Sinistra Italiana stiamo organizzando e strutturando interventi da poter realizzare, senza sovrapporci alle competenze delle istituzioni perché c’è un mondo di associazioni che opera per il bene collettivo e oggi ciò che serve è coesione sociale, amore per i beni che ci appartengono come cittadini e ci saranno indispensabili per vivere nel futuro.
Tutti noi dobbiamo capire che non può esistere condivisione fra gli uomini dove non c’è rispetto per il luogo nel quale vivono.
Ieri sera a Vercelli il Livorno giocava una partita di calcio contro l’Alessandria.

C’erano i tifosi della curva nord, molti dei ‘bimbi motosi’ che hanno lottato col fango senza arrendersi e liberare anche quel cortile dalla furia dell’acqua e da ciò che aveva potato con se.
C’era uno striscione a raccontare chi erano, la scritta impressa diceva questo: ‘Come l’acciaio resiste la città’.
Avevano ragione, la città resisterà davvero, ma solo se sapremo proteggerla. 

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Sinistra Italiana piange le vittime dell’alluvione a Livorno e si associa alla richiesta del Sindaco Nogarin dello stato di calamità naturale

 

Sinistra Italiana Livorno piange le vittime dell’alluvione che ha colpito la nostra città in modo così violento ed improvviso e siamo vicini alle famiglie che hanno subito danni per questa calamità naturale.

Le allerte meteo non mettono sempre al riparo la vita, servono la cura e la costanza nel proteggere il territorio dove viviamo e alcune scelte sbagliate urbanistiche del passato non possono condizionare così pesantemente la vita dei cittadini della nostra città.

Sinistra Italiana si associa alla richiesta di intervento per l’emergenza in stato di calamità da parte del Sindaco Filippo Nogarin affinché procedure d’urgenza possano riparare fin da subito almeno ciò che di materiale ci aiuterà a ricostruire una vita apparentemente normale.

Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Aferpi la storia infinita

 

Fino ad oggi di che cosa abbiamo parlato ? Il 5 settembre apprendiamo che il ministro Calenda dichiara che in relazione ai rapporti con Aferpi ::”le difficoltà riscontrate in queste ultime settimane sono difficilmente accettabili e superabili”….ci sono voluti tre anni per dire che le condizioni sono ‘difficilmente” accettabili !!!

Quando si rileva una fabbrica ,dopo un commissariamento governativo,è  prassi  presentare ed illustrare un piano industriale nei minimi dettagli sia in termini occupazionali , produttive ,e di compatibilità  e impatto  ambientale rispetto al piano regolatore. In poche parole si studia la fondatezza,la fattibilità e la sostenibilità di un progetto. Sì può quindi dire che queste affermazioni del ministro declamano il fallimento della politica on questi anni a  vari livelli nazionale,regionale e locale.

Oggi la storia continua,ritorna in ballo Jindal ,si alimentano nuove speranze e si ripropone il ciclo integrale escludendo la cokeria per produrre 3 milioni di tonnellate di acciaio;gli esperti del settore nutrono dubbi sulla tenuta dell’altoforno per arrivare a creare una così alta produzione ne va a rischio la sicurezza degli impianti e la ricaduta ambientale. In città già circolano chiacchiere e ragionamenti di pancia,  si alimentano le paure dell’inquinamento e della disoccupazione di massa e nascono le contraposizione.

SI (Sinistra Italiana Piombino Valdicornia) chiede che ci sia un progetto  industriale serio per il territorio , ecocompatibile che rispetti la Persona e l’Ambiente. Crediamo che le bonifiche siano indispensabili,non solo per creare una nuova area industriale ma anche turistico /ambientale .

Chiediamo con forza  Trasparenza  e credibilità politica ,non vogliamo più arrivare a sostenere l’in attendibilità di un progetto come quello di Rebrab che a penalizzato un territorio e i lavoratori ;a questi progetti “fantasma”diciamo

No Grazie.

Circolo Territoriale SI Piombino – Val di Cornia