Porca Vacca sponsor inopportuno Livorno Calcio

 

Prime battute di calcio mercato a Livorno sulle colonne di un quotidiano locale, ed è una cronaca che appassiona moltissimo perché a Livorno il calcio è una vera e propria religione. Si legge che il futuro è in mano a tre giovani promesse che vestiranno la maglia Amaranto nella prossima stagione ed è un bene che sia così. Largo ai giovani quindi, belle soddisfazioni piene di speranze per tornare ad essere grandi.

Peccato che sul finale ci sia una stonatura resa ancor più efficace da una fotografia che non lascia spazio all’immaginazione: la scritta sulla maglia in bella vista è quella di uno sponsor che al netto dei sorrisi smaglianti e soddisfatti, i giovani li ama davvero pochissimo e l’ha dimostrato licenziandoli per aver scioperato e cercato, in vano, di far valere i loro diritti.

Porcavacca tenta il colpaccio per ripulirsi la faccia sapendo quanto sia importante il calcio per i Livornesi, ed è un’operazione meschina, la peggiore perché mira a cancellare un danno fatto proprio a tre giovani che a oggi sono senza lavoro e quindi senza futuro. Le tre giovani promesse dai piedi d’oro, potevano essere al loro posto, la generazione è infatti la stessa più o meno. Forse i tre fortunati non conoscono la storia e sarebbe un bene raccontarla a chi non la conosce.

Sinistra Italiana di Livorno chiede ufficialmente al Presidente Spinelli di respingere l’accordo promozionale con l’azienda Porcavacca perché il Livorno Calcio merita molto di più di questo, per la sua storia e per la sua immagine. Non sta a noi ricordare qui quanto sia importante e popolarmente condivisa la passione per il calcio in questa città, ha regalato soddisfazioni, lacrime e dolori ma resta sempre una delle passioni più accese che orizzontalmente uniscono i cittadini di tutta la città, a prescindere dalla fascia sociale di appartenenza. Proprio per questo, sentiamo di dire a tutti che quella scritta è infamante ed equivarrebbe a sporcare la storia degli Amaranto con una macchia indelebile. Chi licenzia giovani lavoratori in quel modo, deve capire che la pubblicità e un vestito nuovo indossato per opportunità non possono cancellare lo sdegno e la rabbia che ha scatenato quel gesto.

Oggi, possiamo affermare con certezza che la crisi non è solo dovuta a guasti strutturali a livello globale, ma anche e soprattutto dal comportamento di certe aziende che, sulla scorta di leggi nazionali capestro portate a regime dagli ultimi governi di questo Paese, usano e abusano del lavoro delle giovani generazioni, comprimendo i diritti di chi lavora fino a farli scomparire.

Questo è successo al Porca Vacca.

Noi non lo abbiamo dimenticato.

Il calcio è una cosa bella, non rendiamolo complice, non sporchiamolo e ricordiamoci la storia di questa città, una città sorretta dai lavoratori che potrà rialzarsi solo se gesti come ciò che è accaduto al Porca Vacca non diventeranno una pericolosa consuetudine.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Andrea Cionini

Coordinatore Circolo Territoriale SI Livorno Collesalvetti

Chiusura negozio InCoop a Colline

 

In riferimento agli accadimenti descritti sulla cronaca dei quotidiani cittadini in merito alla comunicazione di chiusura da parte di Unicoop Tirreno dell’esercizio InCoop in via Anna Frank di Colline, Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti, non può far altro che rilevare quanto il problema sia da ricondurre ancora una volta all’approccio approssimativo nella gestione del problema abitativo da parte delle istituzioni in questa città. Nella vicenda si intrecciano in modo palese almeno due ordini di problemi che alimentano una situazione già molto difficile da disciplinare: in primo luogo, la chiusura di un esercizio commerciale che a oggi non era paventata, ma che appare sicura, come dichiarato dallo stringato comunicato aziendale di Unicoop Tirreno, con le ricadute occupazionali sui lavoratori che a oggi attendono di capire come e se saranno ricollocati, in secondo luogo, è del tutto evidente che non si può non considerare il disagio che viene provocato dalla Cooperativa Unicoop Tirreno da ciò che accade nei sovrastante locali attualmente occupati da 5 famiglie dove sono presenti anche dei minori, che vivono da più di un anno in condizioni di insicurezza dovute anche al comportamento assunto dagli occupanti stessi in materia di illegalità e dalla quale discende un danno evidente all’attività commerciale sottostante.
Ma sorge spontanea una domanda, si tratta di un’opportunità colta al balzo per giustificare le future ristrutturazioni di Unicoop Tirreno o si tratta di una coincidenza?
Resta evidente che compito di un’Istituzione non è quello di lasciar correre parteggiando senza intervenire secondo responsabilità alla risoluzione di un problema ormai purtroppo consolidato, ma di aiutare i cittadini fornendo una via d’uscita e un futuro che parte proprio nell’avere, dopo uno sfratto, un luogo dove vivere in sicurezza, supportando e favorendo atteggiamenti di gestione che rientrino sempre e comunque nell’alveo di un comportamento educato alla legalità. Il rimpallo delle responsabilità va equamente diviso fra chi agisce in questa situazione molto scomoda da gestire e le ricadute che genera fra chi non vede risposte per il proprio futuro: lavoratori da un lato e sfrattati dall’altro.
La preoccupazione di Sinistra Italiana è che interessi aziendali e mala gestione della cosa pubblica, favoriscano la strumentalizzazione dell’accaduto da parte di chi ultimamente approfitta di ogni situazione per innescare odio e fomentare la rissa sociale mettendo ancora una volta i cittadini gli uni contro gli altri.
Non esistono cittadini di serie A o di serie B, così come non esistono lavoratori di serie A o di serie B.
Interessi aziendali o inadeguatezza istituzionale non diventino una scusa per alimentare un clima esplosivo già molto evidente in città, ma si trovi il coraggio di ricorrere alla radice identitaria, cooperazione da un lato e Istituzione dall’altro, per ricomporre e risolvere un problema dal quale nessuno potrà uscire in modo accettabile nei confronti di cittadini sempre più insofferenti.
La crisi in questa città colpisce ognuno di noi e chi è preposto a trovare soluzioni, lo faccia nei tempi e nei modi consoni ad un livello di civiltà quanto meno accettabile perché a oggi il quadro appare davvero desolante.

Sinistra Italiana – Circolo Territoriale Livorno Collesalvetti

 

Alternativa Festival 27 agosto 4 giorno

 

domenica 27 agosto

 

17.30 ”LIVORNO 2019: UN ALTERNATIVA DI SINISTRA PER IL LAVORO E LA COESIONE SOCIALE”
Con Marco Bruciati Buongiorno Livorno, Andrea Raspanti Futuro!, Fabrizio Zannotti CGIL Livorno, Marco Solimano ARCI Livorno.
Modera l’incontro Silvano Cacciari Blogger “Senza Soste”

20.00 CENA POPOLARE euro 10,00

21.30 “GLI OCCHI DI MODIGLIANI E IL MONDO”
Con Guido Guastalla Editore-Gallerista e Federico Tortora Le Cicale Operose.

 

 

 

Al carcere Le Sughere occorre una ristrutturazione nel comparto docce e cucine

 

Aree prive di docce da oltre due mesi, un disfacimento strutturale preoccupante, condizioni ambientali deficitarie, cucine manchevoli di requisiti minimi di sicurezza, personale insufficiente e, in particolare, la presenza nella struttura di 2 sole educatrici, a fronte di 246 detenuti, di cui 153 definitivi.
Sono le principali problematiche riscontrate dall’On. Giovanni Paglia, di Sinistra Italiana (SI), e da Simona Ghinassi, Coordinatrice della Federazione provinciale di SI Livorno, nella loro ispezione presso il carcere Le Sughere avvenuta nei giorni scorsi, accompagnati da Marco Solimano Garante Detenuti di Livorno; la situazione riscontrata è stata definita preoccupante ed è perciò che l’On. Paglia ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Orlando chiedendo di intervenire sugli aspetti riportati.
Chiediamo al ministro della Giustizia se sia a conoscenza della precaria situazione del carcere Le Sughere, se abbia ad esempio disposto un’indagine interna, e come intenda operare affinché siano realizzati interventi di manutenzione straordinaria urgente – osservano Paglia e Ghinassi – Non ci pare degno di un consesso civile infatti che un’ala del carcere destinata a oltre 60 detenuti sia da due mesi priva di docce né che gli ambienti di confezionamento pasti siano obsoleti e finanche pericolosi per l’incolumità del personale (come testimoniato da diversi incidenti capitati) pur in presenza della disponibilità di una nuova cucina perfettamente attrezzata e però inutilizzata per carenze nella realizzazione dei pilastri di sostegno.

Insieme a ciò si registra una persistente insufficienza di personale – concludono Paglia e Ghinassi – e sarebbe auspicabile e necessario che quanto prima si provveda a sanare questo deficit per garantire un corretto funzionamento dei servizi interni.

On. Giovanni Paglia – deputato Sinistra Italiana – Possibile

Simona Ghinassi – Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Interrogazione risposta scritta all’On. Andrea Orlando – Ministro della Giustizia

 

Alternativa Festival 26 agosto 3 giorno

 

sabato 26 agosto

17.30 “QUALE LAVORO IN ALTERNATIVA AL JOB ACTS ?”
Con Marta Fana Ricercatrice Economica Sciences Po, Claudio Riccio Sinistra Italiana, Maurizio Brotini CGIL TOSCANA.
Modera l’incontro Riccardo Chiari il manifesto

20.00 CENA POPOLARE euro 10,00

21.15 “LA STORIA DEL PONCE LIVORNESE RACCONTATO E DEGUSTATO CON GIULIO CESARE RICCI”

21.30 “FARE MUSICA: UNA RISORSA EDUCATIVA, CULTURALE E ECONOMICA”
Giulio Cesare Ricci Discografico presenta:
Collettivo Session 900 – Giorgio Parasole-flauto, Antonella Vizzi-chitarra,Jacopo Perlini-chitarra, Martina Ferrari-chitarra,Elia Bianucci-clarinetto/clarinetto basso
Modera l’incontro Frida Nacinovich Blogger Sinistra Sindacale