Elezione di Andrea Ghilarducci nella Segreteria Regionale di Sinistra Italiana Toscana⁩

La Federazione provinciale di Sinistra Italiana con grande soddisfazione, si congratula con Andrea Ghilarducci, per la sua elezione nella Segreteria Regionale di Sinistra Italiana come responsabile delle politiche del lavoro in Toscana. 

L’Assemblea Regionale del Partito, riunitasi ieri nel tardo pomeriggio a Firenze, alla presenza dei due Coordinatori Regionali, Marco Sabatini e Daniela Lastri, ha eletto l’organo esecutivo regionale assegnando le deleghe sui temi che Sinistra Italiana Toscana ha individuato come salienti per le proposte politiche che metterà in campo a livello regionale. “L’elezione di Ghilarducci – commenta Simona Ghinassi – rappresenta un forte riconoscimento politico per la nostra Federazione, la seconda della Regione in coda alla sola Provincia di Firenze. Andrea Ghilarducci, già membro della Direzione Nazionale di Sinistra Italiana a Roma, dovrà misurarsi con questo ulteriore importantissimo incarico, infatti la delega al lavoro è fra tutti i temi, quello più difficile da affrontare per la complessità del momento e dell’oggettiva gravosità che coinvolge in particolar modo l’ambito costiero. Per Livorno e la sua Federazione è un punto d’onore, ma soprattutto una garanzia di tranquillità sapere di poter contare sulla sua competenza e sulla serietà nell’approccio ad un tema così fondamentale per la risoluzione di crisi sistemiche che coinvolgono anche direttamente e pesantemente la nostra provincia, basti pensare ai problemi occupazionali e di sviluppo della città e di Piombino, luoghi di maggior emergenza oggi.
A nome di tutta la Federazione di SI Livorno, auguri vivissimi per il suo incarico.”

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Una pericolosa esagerazione ad Effetto Venezia

 

La Federazione di Sinistra Italiana di Livorno giudica incauta per le ricadute e sproporzionata per il contesto, la soppressione del dissenso tramite la rimozione dello striscione esposto agli Scali del Refugio ordinata dalla Questura.

Una dimostrazione muscolare della Polizia in tenuta anti sommossa fra le persone in festa quando non c’era materialmente nessun pericolo per l’incolumità di nessuno a chi giova? Certamente non alla città che dovrebbe essere stimolata, al contrario, alla pratica della convivenza civile fra i popoli in nome di una coesione sociale già resa difficile dalla crisi economica.

L’esposizione dello striscione è un atto chiaro di protesta nei confronti delle politiche messe in atto al Governo targato PD molto ben tradotta dalle scelte politiche del Ministro Minniti che mostrano una continuità assoluta fra le scelte dell’ex Presidente del Consiglio Renzi e l’attuale maggioranza capeggiata dalla Presidenza Gentiloni.

Sono molte le istituzioni che in questo momento ‘piegano a destra’ e le loro azioni dirette sulle scelte praticate assumono una linea politica precisa dal volto feroce che identifica. E’ di quest’oggi la notizia di una richiesta accorata da parte della Presidente della Regione Friuli Serracchiani al Ministro Minniti di fare in fretta e chiudere coste e frontiere agli immigrati per eliminare episodi di violenza. Come se la pratica di atti violenti fosse qualcosa di circoscritto ai confini geografici, all’identità e alla provenienza etnica.

Ma sovviene una domanda collegata al contesto, e Sinistra Italiana di Livorno chiede come mai tanta celerità non venga praticata quando si tratta di reprimere gesti che hanno nell’incostituzionalità il loro seme?

Ci riferiamo alle numerose manifestazioni anche in Toscana dei giorni scorsi dove i lasciapassare sono stati concessi a Casa Pound da alcune Istituzioni locali a chi fa del razzismo e della violenza contro l’altro la sua bandiera di lotta antidemocratica.

Sinistra Italiana si riserva di agire con un atto parlamentare di protesta ad azioni che in modo plateale reprimano il dissenso anche perché si intravede l’unidirezionalità nei confronti degli stessi soggetti che lo manifestano, e questo è lo specchio pericoloso di un momento nel quale la forza la si esprime sempre e solo contro chi è più debole e privo di diritti.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione Livorno

 

Convocazione Assemblea Circolo Territoriale di LIVORNO – COLLESALVETTI

 

Livorno, 23 luglio 2017

Care, cari,

vi comunico che lunedì 31 luglio alle ore 17.00 presso il giardino del Circolo ARCI ‘Farnesi’ di Coteto a Livorno, si terrà l’assemblea per la costituzione del Circolo Territoriale di Livorno – Collesalvetti di Sinistra Italiana.

Auspico la massima partecipazione da parte vostra per l’importanza ed il ruolo politico che questo circolo assumerà in ragione dei temi fondamentali per le città di Livorno e Collesalvetti che saranno contenuti e sostanza dell’azione di Sinistra Italiana.

Prego i compagni e le compagne invitate a partecipare, a dare comunicazione che giustifichi l’assenza all’assemblea tramite comunicazione scritta alla mail circolo@livornocollesalvetti.sinistraitalianalivorno.it

Fraterni saluti.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione Livorno

un’altra Darsena Europa, che sia volta giusta ?

 

La Federazione di Sinistra Italiana di Livorno prende atto dell’accelerazione sul progetto Darsena Europa che sostituirà la vecchia proposta messa a bando e attualmente ritirata, auspicando che non ci siano ulteriori rinvii o errori sulla stesura strategica del bando. Apprezziamo la non trasformazione del progetto nella versione ‘light’ perché crediamo che una riduzione non sarebbe stata utile allo sviluppo del porto e della città. Per il futuro del nostro scalo non si deve aver paura di espansioni negli investimenti da parte di network internazionali della logistica che possono essere una valida alternativa a contrastare all’ipotesi di monopolio assoluto di singole compagnie di navigazione. Nello stesso tempo per la città, accettare investitori dall’esterno non significa accettare una rinuncia alla sovranità della città sul porto ma una possibilità che il nostro scalo torni ad essere leader all’interno dello scenario Mediterraneo.

In questo quadro di sviluppo infrastrutturale,riteniamo quanto meno necessario una progressiva riorganizzazione del lavoro nel porto, con l’espansione del pool di manodopera in stretto rapporto con le imprese terminaliste. Purtroppo la stampa di oggi riporta un disegno opposto presentato dal Dott. Massimo Provinciali, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno (notiamo una forte contraddizione rispetto al suo ruolo di presidente di ALP srl partecipata di Adps al 49%) dal momento che riteniamo inopportuna che gli Art. 16 possano fornire lavoro a chiamata, quando è un servizio esclusivo dell’Art. 17. Questa proposta di continua frammentazione degli appalti e dei segmenti del ciclo di lavoro portuale, sviluppa solo la precarizzazione del lavoro e abbassa il livello professionale.
Questa ipotesi di gestione del mercato del lavoro non sarà mai la riposta giusta per un progetto come quello di Darsena Europa perchè esso richiederà stabilità e qualità del lavoro.

Lo sviluppo del progetto Darsena Europa dovrà avere Adsp come capofila della cabina di regia fra Comune, Regione e Ministero, ma per realizzarla deve essere formalizzata entro fine del mese di luglio la composizione del Comitato di Gestione. Quindi invitiamo il Sindaco Nogarin a nominare il rappresentante del Comune di Livorno e riteniamo indispensabile una discontinuità nella figura del Segretario Generale dell’Adsp Alto Tirreno.

Riteniamo che questo progetto non dovrà mai diventare merce di scambio o bacino di consenso politico fine a se stesso, ma risorsa innovativa che possa rilanciare sul panorama internazionale Livorno e la sua capacità di egemonizzare il mercato nel Mediterraneo, come fulcro di sviluppo appetibile per la sua collocazione strategica e la sua articolata presenza di attività logistiche di sistema integrate terra – mare.

Spiace rilevare che i dati forniti alla stampa riguardino solo gli stanziamenti economici relativi all’attuazione del progetto, ma non i volumi di traffico e soprattutto il numero di lavoratori e il tipo di impegno richiesto alle professionalità richieste dal maxi progetto alla sua entrata a regime. Attendiamo perciò un chiarimento nel merito, suggerendo che alla valutazione sull’impatto dell’opera con i risvolti economici che sarà in grado di offrire agli investitori, sia studiato un nuovo metodo organizzativo e strutturale nella gestione del lavoro interno e che la riorganizzazione a livello di pianificazione sia attuata secondo le vocazioni reali delle attività presenti seguendo il Piano Regolatore Portuale con la finalità di accorpare e raggruppare imprese portuali che trattano la stessa tipologia di merce.

 

Documento dell’Assemblea Federale di venerdì 7 luglio

 

Sentita e approvata la relazione della Coordinatrice Provinciale Simona Ghinassi, l’Assemblea Federale vuole portare questo contributo alla Direzione Nazionale di Sinistra Italiana che si terrà oggi a Roma.

Il messaggio che intendiamo trasferire rappresenta la posizione della seconda Federazione in Toscana per numero di iscritti/e e con il suo ruolo sempre in crescita giorno dopo giorno, che sta aumentando la sua visibilità grazie al lavoro di tanti di compagni impegnati sul nostro territorio.

I due temi centrali all’ordine del giorno, legati ad altrettanti avvenimenti che hanno coinvolto Sinistra Italiana nell’ultimo mese e che hanno in qualche modo modificato o confermato assetti e prospettive future:

il primo, il 18 giugno con la partecipazione all’iniziativa promossa al teatro Brancaccio di Tomaso Montanari e Anna Falcone;

il secondo, l’assemblea Regionale del 25 giugno e l’elezione dei due coordinatori.

Il nostro partito all’atto della sua fondazione nel febbraio scorso a Rimini, ha prodotto un’idea di politica precisa e di linea fortemente alternativa rispetto al PD e alle destre, tutto ciò ci ha resi riconoscibili sul territorio e ci ha permesso di occupare finalmente quello spazio incompiuto che oggi nessuno era in grado di rappresentare a sinistra.

La nostra partecipazione alla campagna referendaria contro la riforma Costituzionale non abbiamo mai ritenuto fosse mero posizionamento di frattura o contrapposizione contro Renzi ma somma di valori e contenuti imprescindibili per la conservazione di uno spazio democratico.

Siamo andati anche oltre la difesa letterale del testo Costituzionale applicandola nella sua compiutezza con azioni concrete sul territorio. Siamo un partito ‘giovane’, ma abbiamo profonde radici alle quali non vogliamo e non possiamo rinunciare. Rendere solida la nostra identità è il primo punto presente in ogni obiettivo che ci prefiggiamo, così come lo è quel sentimento che ci anima in difesa dei valori collettivi di una sinistra forse assopita, ma mai perduta.

Come nel resto d’Europa il vento sta cambiando a Sinistra e sulle orme di un nuovo modo di interpretare la Sinistra e il suo variegato popolo, con grande slancio abbiamo accolto l’invito rivolto da Tomaso Montanari e Anna Falcone anche con metodi di massima partecipazione e costruzione dei processi politici dal basso.

Al Teatro Brancaccio ha acquisito forza e sostanza la richiesta di un’alternativa credibile e il percorso si è inevitabilmente arricchito con la presenza di compagni di strada che hanno intravisto in Sinistra Italiana interlocutori validi per il tipo di approccio che abbiamo nei confronti della costruzione di uno spazio democratico chiaro e non fraintendibile a Sinistra.

La certificazione di un atto di cesura nei confronti dell’esperienza passata di centrosinistra (spesso intriso di politiche morbide verso il liberismo) non ci rende più poveri, ma più ricchi perché la sinistra che intendiamo costruire non è esclusiva, settaria o auto referenziata, ma aperta e con vocazione di governo che intende utilizzare un modo nuovo di osservare ed includere la società nelle scelte più importanti che regolano la vita di ognuno di noi.

La politica non deve fare passi indietro ma riuscire a compenetrarsi con la società. Ognuno di noi rappresenta una parte di essa e per questo è un errore percepire politica e società come parti disgiunte. E’ nostro compito scardinare il modello percettivo secondo cui la politica decide e la società subisce.

Le ultime tornate elettorali hanno ratificato sempre di più una maggiore astensione al voto. Un popolo che non vota però non è un popolo assente, ma è un popolo arrabbiato che non vota per protesta e per disperazione. Ciò che viene considerato scarto, popolo dimenticato e ferito, tenuto in soggezione e umiliato dalle leggi capestro dei governi Monti-Letta e Renzi dovrà trovare in noi ascolto, vicinanza e riferimento.

Per questo motivo il PD non potrà mai un alleato e tanto meno un interlocutore futuro dal momento che con o senza Renzi quel partito ha iniziato da molto tempo un percorso senza ritorno che si configura come autentica deriva antidemocratica nel nome del neoliberismo. Per ciò che riguarda i nostri rapporti con chi ha deciso di smarcarsi dall’esperienza del PD uscendo e creando un movimento indipendente in particolare verso Articolo 1 -Movimento Democratico e Progressista dobbiamo essere pronti ad un dialogo costruttivo e propositivo, ma riteniamo però giusto sottolineare che un accordo di vicinanza politica impone umiltà e onestà e per questo attendiamo da loro una presa di posizione ferma su un programma preciso e in controtendenza a quanto hanno sostenuto nel loro ex partito.

Non basta uscire dall’aula in Parlamento al momento del voto, serve un distacco dalla maggioranza del Governo Gentiloni, di cui gruppo Art.1 MDP ne fa parte anche perché l’agenda politica a breve sarà dettata da scelte importanti per il paese e ogni comportamento secondo noi, dovrà essere valutato come atto politico e di linea che condizionerà la coincidenza o meno di obiettivi condivisibili nel futuro.

Siamo convinti che i nostri potenziali elettori non accetteranno mai liste che all’indomani della tornata elettorale si scioglieranno come neve al sole nell’assoluto disimpegno di un programma condiviso per comodo solo in fase pre elettorale dettata solo dall’anti-renzismo.

Serve un atto di responsabilità e rispetto nei confronti sia degli elettori che dei compagni di viaggio perché la lista diventi una evoluzione verso un soggetto della Sinistra in Italia di cui SI deve essere protagonista senza aver paura di cedere pezzi della propria sovranità con pratiche innovative di fare politica e del modello partito.

Nello stesso tempo non possiamo nascondere che in Toscana esistono scogli difficili da superare nei rapporti con Art.1 MDP che governa con il PD, uno di questi, forse quello che ci condiziona di più insieme a fatti che riguardano gli equilibri delle alleanze in alcuni comuni appena andati alle urne, è rappresentato dalla contraddittoria presenza del Governatore Enrico Rossi che non per ciò che dice ma per gli atti politici che continua a produrre in assoluta continuità con il PD e le sue politiche liberiste. Queste politiche stanno uccidendo la sanità pubblica e mortificando lo sviluppo economico della regione attraverso atti scellerati in materia di pianificazione territoriale e ambientale compreso i ritardi e gli errori superficiali negli accordi di programma di Livorno e Piombino di cui la Giunta Rossi e la sua maggioranza sono pienamente responsabili.

Nello stesso tempo non potremo permetterci di entrare noi in contraddizione con la nostra rappresentanza attualmente in Consiglio Regionale, in netta opposizione con l’alleanza PD/MDP, rappresenta da Sì Toscana a Sinistra che è stata frutto di un‘esperienza positiva molto importante, e a oggi rivendichiamo come esperienza da valorizzare.

A riguardo all’organizzazione Regionale del nostro Partito ci preme sottolineare che la lunghissima e tortuosa vicenda congressuale, culminata nella doppia elezione su suggerimento del Nazionale, dopo un cammino che ha impegnato in lunghe consultazioni i membri dell’assemblea, e che aveva prodotto una maggioranza di consenso, ha rallentato e forse svilito il contributo non delle Federazioni, ma di ogni singolo membro delegato alla scelta più rispondente ai criteri di aderenza al modello di partito e alla linea politica nella scelta della sua rappresentanza.

I due coordinatori eletti, sono entrambi validi ed esperti compagni, sulla cui capacità e sulla cui fedeltà al progetto di Sinistra Italiana non vi è il minimo dubbio, per questo chiediamo loro una accelerazione nella composizione della segreteria che renda organica e veloce l’azione sui territori entro il mese di luglio perché ci sono partite che non possono aspettare (acciaierie di Piombino e sviluppo porto di Livorno) e perché vogliamo portare da subito il nostro supporto come Federazione al livello regionale del partito.

Ai due coordinatori raccomandiamo concordia e coralità di conduzione nel rispetto di linea e contenuti programmatici come da espressione politica restituita dal Congresso fondativo di Rimini, chiediamo inoltre con forza e senso di responsabilità, di rendere attuabili, favorendone l’organizzazione, di aree vaste ed omogenee per far dialogare le varie federazioni vicine che possano associarsi per dare contenuto e sostanza progettuale a interventi programmatici di sviluppo basati su vicinanza territoriale che imprimano incisività e autonomia alle azioni sui territori simili per criticità e vocazioni.

Assemblea Federale, Livorno 7 luglio 2017

Link ordine del giorno della direzione nazionale del 8 luglio 2017 a Roma