#Livorno terza in #Toscana per #voucher, triste medaglia di bronzo @SinistraIt_

Sinistra Italiana di Livorno dopo aver appreso gli allarmanti dati riguardo al vertiginoso ed esponenziale moltiplicarsi dell’uso dei voucher nella Provincia di Livorno che risulta al terzo posto in Toscana, conferma con forza il suo impegno nella campagna referendaria di CGIL. Ci uniamo al coro di denuncia contro la fluidità e la provvisorietà di uno strumento strettamente connesso alle politiche del PD messe in atto prima dal Governo Renzi e portate avanti senza soluzione di continuità dal Governo Gentiloni. La pretesa di flessibilità come strumento di sviluppo, non fornisce altro che destabilizzazione, mette in ginocchio un mercato del lavoro sempre più fragile, trasformando la precarizzazione, con accanimento inaudito tramite lo sblocco normativo attuato in seno al Jobs Act, in atto consolidato senza scampo. Ciò avviene attraverso un’esplosione di assunzioni a termine senza regole in ogni attività strettamente connessa agli equilibri produttivi in questa città, dove la disoccupazione soprattutto giovanile tocca da molti mese vette spaventose. Se precedentemente il fenomeno era circoscritto esclusivamente ad alcuni comparti precisi, come quello agricolo o strettamente stagionale legato alla vocazione turistica, si assiste ora ad un allargamento di campo che coinvolge tutte le prestazioni lavorative a dispetto di diritti acquisiti, con la trasformazione dei contratti di lavoro in autentici strumenti di ricatto che piegano ogni volontà alle necessità di migliaia di lavoratori a oggi disposti purtroppo ad accettare qualsiasi cosa per sopravvivere. Precarizzazione significa contrazione di diritti costituzionali acquisiti e Sinistra Italiana non accetterà mai di scendere a patti su questo tema fondamentale per lo sviluppo futuro di questa città anche perché strettamente connesso al futuro dei suoi cittadini.

SI: FRATOIANNI, SCISSIONE? UN FATTO DI CRONACA MINORE

Auguri a Speranza e ex Pd, la loro e’ una scelta coraggiosa Roma, 23 feb. (AdnKronos) – “Voglio fare gli auguri a Roberto Speranza e ai compagni che sono usciti dal Pd con una scelta coraggiosa, mi pare un fatto positivo”. Nicola Fratoianni glissa sulle considerazioni (‘Sinistra italiana è una copia sbiadita di Rifondazione’), che ha accompagnato l’uscita dal gruppo alla Camera di 17 deputati guidati da Arturo Scotto e Alfredo D’Attorre. Il segretario di Si, eletto domenica scorsa a Rimini con 503 voti sui 680 disponibili della platea congressuale, guarda avanti, evitando polemiche e recriminazioni con quel gruppo di parlamentari che ha imboccato una direzione di marcia che porta verso i fuoriusciti Pd e Campo progressista di Giuliano Pisapia. “Noi – dichiara Fratoianni – siamo una forza che, con umiltà e determinazione, vuole fare una cosa che da tempo la politica non fa più: ovvero discutere delle cose concrete”. “Tutto il resto – aggiunge – è cronaca minore. Francamente non ci interessano molto i discorsi sui posizionamenti, sugli scenari, vogliamo riuscire a fare una politica meno allusiva e più concreta. Su alcune questioni qualche indicazione l’abbiamo già data, parliamo della patrimoniale, riduzione dell’orario di lavoro, reddito, conversione ecologica dell’economia, investimenti sulla scuola. Posizionamenti e tattica non mi interessano, siamo opposizione dialogante. noi – continua il segretario di Si – di questo ci vogliamo occupare e siamo disponibili al confronto con tutti quelli che, come noi, vogliono occuparsi di queste cose. Lo faccio dall’opposizione ma, ripeto, pronto a confrontarmi sulle cose concrete. Tutto il resto – ripete – è cronaca minore.

@GhilarducciA eletto nella direzione nazionale #SinistraItaliana

La nascita di Sinistra Italiana è il frutto di un lavoro cresciuto sui territori nel paese, molto atteso dal popolo della sinistra in particolare da chi si è espresso votando NO al referendum del 4 dicembre contro la riforma Costituzionale e che ora si apprestano ad iniziare una nuova campagna a favore dei referendum promossi da CGIL.
Importante il contributo che un rappresentante livornese potrà portare in seno alla Direzione, sia in rappresentanza del territorio Regionale Toscano, sia per il lavoro di approccio e ricucitura che saprà trasferire a Roma in merito ai problemi che riguardano l’ ambito costiero, oggi sottoposto a numerosi problemi legati allo sviluppo e al rilancio di una delle zone più sofferenti della Regione.
Il Congresso ha eletto Nicola Fratoianni segretario nazionale e una direzione composta da 120 persone fra cui Andrea Ghilarducci, da molti mesi è impegnato insieme ad un folto gruppo di compagni, nella costruzione del percorso politico del nuovo partito in questa città.
Lo spirito è quello di condividere con tante e tanti altri, un fronte dell’alternativa comune, con una linea programmatica chiara e radicale che si articola fra questione sociale e questione democratica, in netto contrasto con le politiche di governo che hanno avuto ricadute pesantissime in questa città così come nel resto del paese, laddove si è scatenata la più radicale offensiva della parte di società che sta in alto contro la parte di società che sta in basso.
Le parole d’ordine saranno lavoro, scuola, diritti, uguaglianza e solidarietà, non per ricostruire la sinistra che non c’è più, ma per costruire una sinistra che non c’è mai stata.
Molti sono gli appuntamenti che attendono un coinvolgimento di Sinistra Italiana in questa città, molti gli argomenti di grossa portata che modelleranno il futuro prossimo della città e della costa Toscana. Sinistra Italiana è pronta a misurarsi con tutto questo portando un contributo fondamentale sulle scelte e sulle linee di condotta attraverso una partecipazione attiva e propositiva che possa rendere più ricco il dibattito sulle strategie più utili e funzionali ai bisogni della città e dei suoi cittadini.

sirimini

 

 

È nata #SinistraItaliana: in cammino per l’alternativa @SinistraIt_

È nata Sinistra Italiana.
In tanti e tante, negli ultimi mesi, ci siamo messi in cammino verso Rimini, verso questa grande assemblea, discutendo e confrontandoci sui nodi più intricati e problematici del nostro tempo.
Abbiamo guardato insieme il mondo, a partire dalle nostre vite, dalle nostre città, da tutto quello che muove le ragioni del nostro impegno; ciascuno di questi sguardi indica una medesima urgenza: quella di costruire, nel nostro paese, una sinistra di tutte e di tutti, radicale, credibile, autonoma, popolare con una cultura di governo e l’obiettivo di trasformare in profondità la società. Una forza politica capace di mettere in campo con protagonismo, ma senza presunzione di autosufficienza, un’alternativa alle politiche che, negli ultimi 40 anni, hanno rafforzato i privilegi di pochi e peggiorato la vita dei molti.
È un’impresa ambiziosa, che Sinistra italiana, pienamente consapevole della propria non autosufficienza, vuole condividere con tante e tanti altri, sperimentando convergenze e confluenze a partire dalla costruzione di un programma dell’alternativa, frutto della partecipazione e del confronto tra esperienze individuali e collettive, al crocevia tra forze politiche e reti sociali, associazioni ed esperienze del civismo e dei movimenti. Un fronte dell’alternativa per cambiare davvero la vita di milioni di persone.
Per aprirsi è necessaria una casa: non un luogo rassicurante dove tornare, ma un luogo da cui partire per calpestare l’asfalto, da nord a sud, con l’umiltà e la curiosità d’imparare, oltre al desiderio di confrontare il nostro punto di vista sul presente.
Mentre tutto è in movimento, nel mondo, in Europa, in Italia e, proprio in questi giorni, anche nel variegato arcipelago della sinistra, durante le giornate di Rimini abbiamo scelto il tempo e il luogo in cui costruire questa casa: si tratta dello spazio compreso tra il voto del 4 dicembre, con il quale la maggioranza dei cittadini italiani ha deciso di respingere l’idea malsana di una democrazia senza popolo, e i referendum sociali proposti dalla Cgil, che abbiamo il compito di sostenere con tutte le nostre forze, con l’obiettivo di combattere le forme più odiose di lavoro povero.
Tra questione sociale e questione democratica, laddove si è scatenata la più radicale offensiva della parte di società che sta in alto contro la parte di società che sta in basso, si profila anche la nostra agenda del cambiamento.
Siamo consapevoli che lo straordinario esito del voto del 4 dicembre è tutt’altro che univoco. Vi si annidano elementi diversi, anche contradditori. Per certo, tuttavia, dinanzi alla retorica artificiale sull’Italia che ce la fa, il 4 dicembre si è materializzata un’altra Italia, quella che non ce la fa, perché è stata impoverita, sul piano materiale e immateriale, delle politiche della lunga stagione neoliberista, cui anche la tradizione del socialismo europeo ha dato il proprio contributo. È un’Italia che non ce la fa, ma vuole farcela, chiede di cambiare.
È esattamente sul quel terreno, quanto mai difficile e complicato, che intendiamo lanciare la nostra sfida politica: quella di contendere, innanzitutto alle destre, le maggioranze sociali oggi esposte ai richiami del rancore e delle passioni tristi.
È sul quel terreno che rivendichiamo la scelta di costruire un Partito: la conseguenza, lineare e coerente, di una scelta di parte. Il tentativo di organizzare una parte della società, quella che ha bisogno di lavorare per vivere, rifiutando le guerre tra poveri e organizzando, sul campo, la diserzione da quelle guerre.
Ma per dare corpo al progetto di cambiamento radicale di cui il Paese ha bisogno, per raccogliere fiducia attorno ad una proposta che sia in sintonia con i bisogni e i desideri della maggioranza delle persone, servono anche credibilità e sperimentazione.
Per dare corpo e gambe a questa ambizione, partiremo da subito con risorse, radicamento, e progetti di mutualismo: per costruire reti di solidarietà, date risposte ai bisogni, dimostrare di essere utili e a disposizione dei migliori progetti di trasformazione della realtà. Ci prendiamo un impegno: lo faremo a partire da questa (e non un’altra) primavera.
Ci impegneremo da subito nelle mobilitazioni nella società dalla giornata di mobilitazione europea per I diritti dei rifugiati, richiedenti asilo, migranti, alla mobilitazione dell’8 marzo “non una di meno” e a tutte le mobilitazioni per il lavoro, la tutela dei territori, i conflitti ambientali, la lotta alle diseguaglianze, per la redistribuzione e la giustizia sociale, la lotta per la trasformazione della società.
La caduta di Renzi, figlia degli insuccessi del governo e del voto popolare che ha bocciato con il governo Renzi un lungo ciclo di politiche liberiste, ha aperto un sommovimento nel quadro politico cui guardiamo con curiosità e interesse, sapendo che ogni confronto, ogni ogni convergenza non può che partire da un programma chiaro e di radicale discontinuità con la lunga stagione neoliberista. Guardiamo a tutto quel che si muove nella politica e soprattutto nella società amplino gli orizzonti di una proposta politica di cambiamento.
Ma da oggi non intendiamo rinunciare ad un nostro punto di vista, all’autonomia di uno sguardo sul mondo, al coraggio di una nostra proposta per il Paese e per l’Europa. Questo punto di vista va costruito con pazienza, approfondimento e sguardo lungo: per questo ci impegniamo a organizzare nei prossimi mesi una conferenza programmatica che sappia mettere a valore le nostre storie e le nostre esperienze, a partire dagli emendamenti e dai tantissimi contributi del dibattito congressuale e proporre in maniera alta e concreta le nostre idee per il cambiamento. Idee che non possono restare sulla carta ma devono trovare gambe nelle nostre lotte e nell’azione politica comune che sapremo mettere in campo da domani a tutti i livelli: nei territori, a livello nazionale e a livello europeo. In Europa, in particolare, per rompere la gabbia dell’austerità e del neoliberismo, mentre portiamo avanti l’appassionato e complesso dibattito sulle strategie migliori per arrivare a questo obiettivo, ci impegniamo a metterci in cammino insieme a tanti compagni e tante compagne, attraverso l’adesione al Partito della Sinistra Europea e la partecipazione ai tanti appuntamenti di mobilitazione che abbiamo di fronte. Allo stesso modo dovremo proseguire la discussione sui tanti temi posti dalla discussione congressuale, dal welfare all’ecologia, dall’istruzione alla lotta alle mafie, organizzando momenti di approfondimento e di elaborazione per dare voce e gambe alla nostra proposta di cambiamento.
Ciascuno e ciascuna di noi ha un passato e una memoria. Guardiamo al futuro, insieme, aperti e curiosi, pieni di consapevolezza  e speranza, con cura della nostra comunità, rispetto reciproco, e lo sguardo ai tanti cui diciamo: noi ci siamo.
Ma ciò che oggi scegliamo, a Rimini, non è ricostruire la sinistra che non c’è più, ma costruire una sinistra che non c’è mai stata.
Oggi, più di ieri, lo sappiamo: c’è alternativa!
Dispositivo finale approvato al congresso fondativo di Sinistra Italiana  a Rimini
il 19 febbraio 2017
sirimini

Una Sinistra tutta da scrivere @SinistraIt_

Da Venerdì 17 a Domenica 19 Febbraio a Rimini, i/le delegati/e e gli/le invitati/e su base provinciale parteciperanno al Congresso Nazionale fondativo di Sinistra Italiana. Dal Congresso dovrà uscire una forza politica organizzata, aperta e non autoreferenziale, ma anche non subalterna culturalmente e politicamente a chi in questi anni ha fatto l’opposto di un programma di Governo di Sinistra.
Non crediamo che jobs act, Sblocca Italia, buona scuola siano figli soltanto di Matteo Renzi e dei renziani ma sono parte di una deriva liberista a cui il PD si è lanciato in maniera progressiva già con il Governo Monti e sciagurate legge come la Fornero, malgrado la parentesi elettorale di Italia Bene Comune dove tutte intenzioni sono rimaste sulla carta sottoscritta da Bersani e Vendola.
Non crediamo che basti sconfiggere quel gruppo dirigente in delle primarie per imporre quella profonda discontinuità di cui c’è bisogno e per questo prendiamo le distanze come delegati al congresso nazionale, alla scelta minoritaria e subalterna al PD fatta da Arturo Scotto e altri parlamentari, sempre più distanza da Sinistra Italiana e dalla sua ragione fondativa.
Oggi crediamo che con la sfida a Renzi, condotta nello stesso campo di Renzi e di chi lo ha sostenuto in questi anni, si rischi solo di legittimare il riproporsi di storie già viste.
Oggi crediamo invece che in un paese in cui un italiano su due non vota, in cui ci sono 10 milioni di poveri, 136 milioni di voucher, ci sia di sicuro una impellente necessità e forse anche un grande spazio per una proposta politica d’alternativa credibile e coerente.
Lo faremo insieme quasi mille persone delegate e invitate da tutta Italia, a Rimini e lo faremo a Livorno con le tante nuove persone che si sono avvicinate in questi mesi e si avvicineranno a Sinistra Italiana sul territorio provinciale.

Giulio Cesare Ricci
Donatella Becattini
Andrea Ghilarducci
Sabrina Centelli
Niccolò Gherarducci
Cinzia Bartalini
Alessio Flammia

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