#27gennaio #giornatadellamemoria 

Se questo è un uomo 

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

 Primo Levi


 

Interrogazione di @ale_petraglia sulla crisi di @UnicoopTirreno

La senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia, presenta una interrogazione al ministro dello sviluppo economico e al ministro del lavoro per chiedere un tavolo di confronto urgente sul piano di ristrutturazione dell’azienda”.
Roma, 26 gennaio 2017 – Un milione di soci, un centinaio di punti vendita, 4500 dipendenti tra Toscana, Lazio e Umbria. Unicoop Tirreno è però in difficoltà e sofferenza economica ormai da tempo ed ha annunciato un piano di ristrutturazione con 481 esuberi (equivalenti a 600 addetti dato che il part-time in Unicoop Tirreno è intorno al 50% ) e l’annullamento del contratto aziendale integrativo. Il piano di risanamento è stato valutato negativamente dai lavoratori che hanno previsto, con i sindacati, uno sciopero per il 3 febbraio. 
“Ho presentato una interrogazioneper i Ministri del Lavoro e per quello dello Sviluppo Economico perchiedere un tavolo di confrontoche porti tutti i soggetti interessati al confronto immediato – dichiara la senatrice di Sinistra Italiana, Alessia Petraglia – La situazione che si prospetta in Unicoop Tirreno è gravissima non solo per l’elevato numero di esuberi ma per la mancata proposta di un piano strategico di intervento. L’80% degli esuberi è previsto nelle province toscane di Grosseto e Livorno ed in particolare nella sede di Vignale Riotorto dove si prevedono 160. Altri 95 esuberi sono previsti tra i negozi che resteranno aperti mentre oltre duecento riguarderanno i punti vendita che saranno chiusi o che saranno venduti. Sono tutti territori che già vivono una situazione di forte sofferenza economica ed aggiungere questa perdita sarebbe intollerabile. Il piano presentato da Unicoop Tirreno non presenta nessuna certezza dal punto di vista del risanamento economico e non prevede prospettive di crescita e sviluppo. In questo contesto la proposta di esuberi non garantirebbe nemmeno il mantenimento dell’azienda: un sacrificio inutile. In questi anni sono stati fatti errori strategici in termini di acquisizioni e aperture di nuovi punti vendita: non sono ascrivibili al conto dei lavoratori. La responsabilità di queste perdite è da intestare tutta al gruppo manageriale che continua a dimostrarsi inappropriato con la proposta fatta oggi”.
“Ai ministri chiediamo se sono al corrente dell’attuale situazione e come intendono attivarsi per scongiurare questo piano di licenziamenti – prosegue la senatrice Alessia Petraglia – ma soprattutto chiediamo subito l’istituzione di un tavolo tra Ministeri interessati, Unicoop Tirreno e sindacati.”

Interrogazione al Senato

Da #Livorno #veritàpergiulioregeni

Il 25 gennaio 2017, ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni, ci uniremo in una grande mobilitazione a Roma per gridare al mondo con un’unica voce: “Verità per Giulio Regeni”.

In questi mesi cittadini, enti locali, biblioteche, giornali, radio, programmi televisivi, personaggi dello spettacolo, scuole di ogni ordine e grado hanno colorato di giallo l’Italia intera per portare avanti la richiesta di verità per Giulio Regeni e per tutte le persone vittime di sparizione forzata e tortura in Egitto.

La manifestazione si aprirà alle 12.30 presso l’Università La Sapienza (negli spazi esterni alle spalle del Rettorato) con il saluto del Rettore, prof. Eugenio Gaudio, e sarà condotta da Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 Rai.

Nel corso della manifestazione lo scrittore Erri de Luca e gli attori Arianna Mattioli e Andrea Paolotti leggeranno estratti dei diari di viaggio di Giulio Regeni. Interverranno, in collegamento telefonico, i suoi genitori.

Sinistra Italiana sarò presente con una propria delegazione di parlamentari.

Per informazioni: action@amnesty.it

Queste le prime adesioni ricevute: A Buon Diritto, Arci nazionale, Articolo Ventuno, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Coordinamento della Rete della Pace, COSPE onlus, CPS, Focsiv, FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, Iran Human Rights Italia, Legambiente Onlus, Nexus Emilia Romagna, Un ponte per…, LINK – coordinamento universitario nazionale il manifesto Italians for Darfur Onlus Associazione Stefano Cucchi – Onlus e tante altre.

La sera, nelle piazze di Roma e di altre città italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio Regeni uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della scomparsa.

Qui l’elenco in continuo aggiornamento: http://bit.ly/2iXwLPb

Per coloro che non riescono a partecipare fisicamente alle iniziative, è possibile inviare un messaggio di vicinanza e solidarietà alla famiglia Regeni: http://j.mp/2k7omun.

sinistra-italiana_manifestazione-nazionale-a-roma-verita-per-giulio-regeni_regeni

Perché ho deciso di candidarmi alla segreteria di Sinistra Italiana

Per ogni cosa c’è il suo momento. Nel cuore e nella testa di ogni donna e uomo che lega gran parte del proprio destino personale a quello del proprio paese, questa sembra la stagione del grande disincanto. E, dunque, del rifugio nel privato.

Per la politica, per la democrazia, per la sinistra invece è il momento di spezzare le catene dell’impotenza e rappresentare un’alternativa a un declino che sembra irreversibile. E, quindi, uscire dal privato. Noi abbiamo fatto una scelta di vita: occuparci dei bisogni, delle ansie e delle speranze della nostra comunità. Prendere parte, insomma. Per questo fondiamo un partito nuovo e non l’ennesimo partito.

Insieme a molte compagne e compagni, ho deciso di fare la mia parte, per quanto piccola possa essere, e di dare la disponibilità a candidarmi alla segreteria di Sinistra Italiana, nel congresso che si terrà a Rimini dal 17 al 19 febbraio.

Ho deciso di fare la mia parte per unire quanto fino a oggi è apparso diviso, per includere quanti fino a oggi si sono sentiti esclusi da un processo costituente poco attrattivo, per invitare quanti dentro e fuori di noi non hanno visto, spesso a giusta ragione, in questa impresa qualcosa per cui valga la pena spendere tempo ed energie e che non ci hanno riconosciuto come interlocutore affidabile e credibile. Non è un congresso facile, abbiamo un anno duro alle spalle, fatto di equivoci, insuccessi e di una rappresentazione grottesca del nostro dibattito interno.

Andare in soccorso del renzismo declinante sarebbe folle e perdente. Quell’impianto plebiscitario ha determinato una ulteriore riduzione degli spazi democratici e di partecipazione, producendo una rivoluzione passiva di cui pagheremo per anni le conseguenze. Quella politica economica ha rappresentato il più grave arretramento di diritti sociali della recente storia repubblicana, non facendoci uscire dal pantano della crisi. Lo abbiamo visto prima di tanti altri in questi tre anni di opposizione lunga e difficile. Ne dobbiamo andare fieri.

L’alternativa non può essere tuttavia l’autosufficienza identitaria o la composizione di cartelli elettorali composti da sigle e siglette che hanno già fallito, che non possono che fallire di nuovo perché destinate alla marginalità.

Le esperienze di Hamon, Sanders e Corbyn a cui guardiamo con interesse, dimostrano che le nostre battaglie possono vivere in “acque grandi” piuttosto che in piccoli rivoli.

Il 4 dicembre è cambiato tutto. Sarebbe errato immaginare che quanto accade intorno a noi sia un quadro fisso, immobile. Ci sono novità anche a sinistra e nel mondo democratico che dopo anni di rimozione mettono in discussione l’impianto della terza via blairiana. Abbiamo il dovere di interloquirci. Sinistra Italiana ha un senso se non coltiva la presunzione dell’autosufficienza, ma l’ambizione di una comune ricostruzione.

Io penso a un partito che si rimetta al centro della ricomposizione di una sinistra larga, popolare e di governo con un preciso mandato: la piena e concreta attuazione della Costituzione. Per questo serve un partito plurale che tuteli e promuova le differenze e il dibattito. Una comunità o è solidale o non lo è. Finora la nostra non lo è sempre stata.

Per questo serve un partito delle “casematte”. Da troppi anni si è “disinvestito” sul radicamento territoriale e sociale a favore di un “centro” che ha assorbito buona parte delle risorse intellettive, economiche e di iniziativa politica. Occorre invece passare dal virtuale al reale. Sudore, fatica, entusiasmo, passione, studio, ricerca.

Per questo serve un partito della cultura e della conoscenza. Per il paese, certo. Ma anche per la formazione dei suoi rappresentanti istituzionali e associativi. Buona parte della crisi di credibilità della politica passa per il tema della qualità della selezione delle sua classi dirigenti. E per aver messo da parte una questione morale che oggi è la questione principale della vita democratica del paese.

E serve un partito che sia all’altezza delle sfide poste dalla crisi, che sappia indicare un’alternativa credibile di governo.

Un partito rivoluzionario, nel senso dell’urgenza dei cambiamenti radicali alle politiche sociali ed economiche dell’Europa della finanza, dell’establishment e dell’austerità. Di questo passo non ci sarà più un’Europa o una moneta di cui discutere. Non possiamo rassegnarci alle profezie catastrofiste. Ma il tempo a disposizione è agli sgoccioli. O si rovescia la piramide delle priorità, ponendo alla sua base l’uguaglianza o quella piramide sarà abbattuta. Temo dalle destre.

Un partito rivoluzionario, su cinque grandi rivoluzioni di confine, per saltare il ciglio del baratro:

1) La rivoluzione del lavoro, dei lavori. Di quello che c’è, malpagato, senza diritti, senza tutele. Dobbiamo fare di questo tema il cuore della nostra iniziativa futura. A partire dai referendum della Cgil.

2) La rivoluzione degli investimenti pubblici. La storia non ci consegna molte opzioni. O si punta sul Social Compact, un punto di Pil per tre anni per la cura del territorio, come purtroppo drammaticamente eventi catastrofici ci ricordano spesso, oppure saremo destinati a una disoccupazione, in particolare giovanile, non tollerabile.

3) La rivoluzione dell’inclusione e della piena cittadinanza. Reddito, sanità, scuola. Non è più possibile sorvolare sui gravi fenomeni di isolamento sociale dovuti all’assenza o insufficienza di reddito. È il tempo del reddito minimo garantito. Così come bisogna arrestare la furia privatistica nei servizi pubblici che ha fatto il paio con la crisi.

4) La rivoluzione delle donne. Come dimostra la marcia di Washington, il fronte del progresso e delle libertà parte dall’attivismo civile e democratico delle donne. In Italia essere donna ha più a che fare con l’eroismo che con la vita quotidiana. Non si può più fare a meno dell’esperienza delle donne per realizzare una società più equilibrata, accogliente, meno individualista.

5) La rivoluzione ecologica. È l’ultimo punto, perché è il più importante e contiene in sé tutti gli altri. Rivoluzionare il modello di sviluppo significa rivoluzionare la vita quotidiana di ciascuno di noi, in ogni suo aspetto. Stiamo vivendo sotto i nostri occhi la più grande rivoluzione tecnologica della storia dell’umanità. Non rivolgerla a un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente è criminale, oltre che catastrofico.

Immagino mancheranno tante cose. Ma c’è quello che più ho a cuore. Sono, a mio avviso, le priorità per un partito nuovo della sinistra italiana che costruisce la sua identità a partire dalle esigenze del paese e non da astrazioni. Serve ascolto, ancor prima che identità. E il congresso servirà ad iniziare questo ascolto, non a concluderlo.

Ho ascoltato le parole di Trump e visto le immagini del vertice delle destre europee a Coblenza. C’è chi tenta di trasformare la crisi in tragedia. Noi siamo un’altra cosa. Spero di poter dare il mio contributo alla affermazione di una nuova stagione progressista in Italia e in Europa, senza paura.

Per tornare a vincere.

Arturo Scotto, Capogruppo Camera Deputati Sinistra Italiana

scotto

 

@SinistraIt_ presentazione documento congressuale "C'è Alternativa" a #Livorno

Sinistra Italiana entra nel vivo del suo processo per il congresso fondativo e venerdì 13 gennaio alle ore 17 presso la sede di Sinistra Italiana a Livorno in via Gori 14 è convocata l’assemblea delle iscritte e degli iscritti per la discussione sul documento congressuale approvato dalla comitato nazionale di Sinistra Italiana, con la presenza della Compagna Serena Pillozzi della Commissione Progetto, (link documento link documento).
L’incontro sarà aperto a chiunque volesse portare il proprio contributo all’unico cantiere democratico a Sinistra per un’alternativa al Pd, che mette a disposizione delle tante elettrici e dei tanti elettori che non hanno più una casa, la possibilità di costruire un nuovo soggetto, che non appartiene a nessuno e che non ha un padrone.
Il congresso fondativo di Sinistra Italiana si terrà dal 17 al 19 febbraio al PalaCongressi di Rimini.
Il comitato promotore di Livorno aveva proposto e realizzato il progetto per ospitare il congresso nella nostra città nelle date originarie individuate dal 2 al 4 dicembre 2016 dopo l’evento di Cosmopolitica a Roma nel febbraio 2016. La lunga campagna referendaria e le alchimie del Governo Renzi per spostare al 4 dicembre l’ultima data utile per votare al referendum costituzionale non ci ha permesso di rimodulare il progetto con le nuove date individuate.
Alla base del congresso c’è un documento per tesi dal titolo “C’è alternativa”, che sarà discusso già sabato 4 e domenica 5 febbraio, dalle assemblee territoriali per il voto sui testi congressuali e l’elezione dei delegati.
Sinistra Italiana, nasce con una ambizione, dare un contributo per far uscire la Sinistra in Italia e in Europa dalla subalternità al liberismo, infatti il documento contesta in radice il mantra secondo cui non c’è alternativa al mercato, alla libera circolazione dei capitali e al lavoro precario. Per Sinistra Italiana c’è alternativa perché propone una “lotta a denti scoperti” all’illegalità, un “green new deal”,un rinnovato quadro di diritti civili, sociali e del lavoro e un “fortissimo investimento” su scuola, università e ricerca.
Per quanto riguarda eventuali alleanze future, la questione si porrà ma Sinistra Italiana dovrà prima di tutto acquisire una propria visione autonoma e che si pone come alternativa al Pd renziano e al quadro politico attuale, perchè fare una Sinistra di governo significa non essere governista a tutti i costi. Per queste ragioni Sinistra Italiana non è interessata a percorrere l’ipotesi del campo progressista lanciata dall’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che in realtà avrà la vocazione minoritaria di fare solo la “stampella” a Renzi e al PD e al momento non aiuta a far uscire dal PD quel poco che è rimasto di sinistra.

link comunicato nazionale

sinistra-italiana-cosmopolitica