Ghinassi: intervento assemblea nazionale del 14 febbraio 2021

 

Ringrazio il segretario Fratoianni e condivido la sua scelta di campo. Si tratta di una scelta forte che ci definisce e mi fido di lui, così come delle parole che ho udito pronunciare da Nichi Vendola e da tanti compagni e compagne che mi hanno preceduto.

Come già affermato durante il mio intervento al congresso nazionale, credo sia giunto il momento di risolvere in modo definitivo il sodalizio elettorale con LEU che a maggior ragione da oggi assume le sembianze di un abbraccio mortale: fattivamente e oggettivamente diventa impraticabile e oserei dire incomprensibile mantenerlo in vita.

Ricostruire il nostro partito non può che ripartire da qui.
Venendo al quesito posto a questa assemblea, la lista dei ministri nominati definisce il segno del nuovo Governo e questo avrà delle conseguenze molto gravi per gli equilibri di questo Paese. Ciò che emerge è la distanza siderale dai motivi e dall’azione del secondo governo Conte.

Oggi avremo i tecnici in cabina di regia e i politici a tenere bordone. Non un governo che medita e agisce insieme per il bene comune.
Qualche riconferma non può bastare a convincerci della bontà di un’intenzione anche perchè i due Ministri Speranza e Orlando saranno incatenati dalle scelte della maggioranza granitica interna al governo che gestirà ogni scelta in materia economico finanziaria e soprattutto la destinazione dei fondi del Recovery plan.

Quale sarà il percorso lo raccontano le storie di chi è stato nominato e gli obiettivi sono chiarissimi.

Draghi ha una visione aziendalistica e ha agito da amministratore delegato come se questo Paese fosse un’azienda da risanare, dimenticando con le sue scelte che è fatto di persone.
Non c’è niente di più distante da questo Governo da ciò che siamo noi e da chi abbiamo sempre inteso difendere e rappresentare.
Abbiamo combattuto per quasi 30anni il berlusconismo e siamo ancora qui a pagare le conseguenze di cosa ci ha consegnato.
Abbiamo combattuto la deriva leghista che si è presa il lusso di dividerci e incattivirci.
Sono battaglie che non abbiamo ancora vinto.
Mentre ora, ha vinto il liberismo, in tutte le sue terribili declinazioni e non ci sono scuse per restare a far parte del gioco.

Opposizione sia perchè l’opposizione della destra di Giorgia Meloni è finta e funzionale alla stessa sopravvivenza del governo, alla gestione degli obiettivi di Draghi e del volto che intende dare al Paese.

E quindi io dico NO doppiamente al sostegno a questo governo e lo dico con sollievo, non per dignità personale ma per poter continuare a difendere diritti inalienabili per ognuno di noi.
La posizione è scomoda per qualcuno? Significa che non ha capito quanto diventerà ‘scomodo’ e terribile per tutti noi essere cittadini in un paese governato da questa gente e non avere più rappresentanza o cittadinanza.
Il ruolo della sinistra è sempre stato quello di combattere per i diritti e serve esercitare questo ruolo sempre con coraggio, anche quando si è soli.
Servirà aprire un dialogo più forte dentro e fuori dal Parlamento e mi riferisco in particolare a chi nel M5s non ha voluto piegarsi alla ‘concessione sberleffo’ del Ministero per la transizione ecologica. Serve dare corpo e sostanza ad annunci troppo poco praticati per condividere una visione alternativa alle proposte di Governo. Il M5s è spaccato e non è il momento di fare le analisi del sangue, così come non abbiamo fatto in passato con chi oggi siede confermato fra i banchi del governo, e non mi riferisco solo a LEU ma anche al PD.

L’afflato di ringraziamento riservato a Conte da parte della maggioranza del Paese è chiaro, significa qualcosa, così come sono chiari i motivi che hanno determinato la sua uscita di scena.
A quel percorso interrotto dovremo guardare con interesse, con chi ci starà, senza rimpianti, forzature e condizionamenti perchè le alleanze si mantengono solo se ci sono presupposti e obiettivi da condividere, non per opportunità e questo vale in Parlamento come sui territori.

 

comunicato su incidente nel porto di Livorno

 

Ancora una volta il Porto di Livorno purtroppo si riconferma scenario di un incidente sul lavoro accaduto nel pomeriggio di lunedì 25 gennaio.
Fortunatamente per il lavoratore portuale ferito la prognosi non è stata infausta come accaduto altre volte, ma non può un lavoratore affidarsi alla fortuna per non perdere la propria vita. La sicurezza sul lavoro è totalmente schiacciata alle logiche del profitto perchè far lavorare in condizioni meteo proibitive è il chiaro segnale che le vite umane valgono meno della fame degli utili dei fondi d’investimento e degli armatori che hanno colonizzato il porto di Livorno.

Auguriamo una pronta guarigione al lavoratore colpito dall’infortunio e chiediamo con forza indagini veloci sull’accaduto con una maggiore presa in carico delle responsabilità delle Istituzioni preposte dal controllo della sicurezza.

Auspichiamo che il nuovo corso dirigenziale dell’Autorità Portuale che a breve si insedierà con la Presidenza di Luciano Guerrieri rimetta al centro maggiormente la cultura la sicurezza e riveda il modello del lavoro portuale limitando il più possibile logiche di appalti al ribasso tariffario con la strutturazione dell’articolo 17 e la riduzione degli articolo 16 in appalto.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

PCI 100 anni e non dimostrarli

 

E’ passato un secolo ma non sono rimaste solo pietre, una bandiera rossa, vecchie storie e vecchie canzoni a ricordare il Partito Comunista Italiano nato a Livorno in questo giorno nel 1921, il Comunismo è una luce che non si spegnerà fino a quando la lotta per l’uguaglianza fra gli uomini non sarà più solo un miraggio ma una certezza.

Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA DI LEU SU RAFFINERIA ENI

 

ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04738
Dati di presentazione dell’atto
Primo firmatario: NUGNES PAOLA
Gruppo: LIBERI E UGUALI

Destinatari

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
MINISTERO DELLA SALUTE

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 12/01/2021

martedì 12 gennaio 2021, seduta n.290

NUGNES – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. – Premesso che:
per quanto risulta all’interrogante, nel comune di Collesalvetti, limitrofo alla città di Livorno, sono stati recentemente rilevati livelli di benzene superiori alla normalità: in data 5 dicembre 2020 la stazione ARPAT Livorno ENI Stagno ha registrato livelli di benzene anche più di 50 volte superiori a quelli registrati a partire dal 26 novembre 2020, in particolare fra le ore 14.00 e le ore 24.00;
il forte odore acre ha fatto scattare tantissime segnalazioni da parte dei cittadini della frazione di Stagno e di tutta la città di Collesalvetti e il 7 dicembre da una nuova osservazione delle registrazioni è emerso che sono scomparse stranamente quelle del giorno 5 e, da un’attenta analisi delle tabelle di registrazione, appare evidente come per diversi giorni a partire dal 26 novembre non sarebbero stati riportati i dati;
il benzene è un idrocarburo incolore di odore pungente, infiammabile e molto stabile. Appartiene alla famiglia degli idrocarburi aromatici ed è caratterizzato da un’elevata pressione di vapore, pertanto evapora rapidamente e lo si trova quindi in aria soprattutto allo stato di vapore;
i danni che il benzene provoca sulla salute umana sono enormi e ad elevate concentrazioni ambientali è cancerogeno (come provato dalla letteratura scientifica) e può depositarsi al suolo o in acqua grazie alla pioggia, determinando processi che possono causare la contaminazione delle acque superficiali e profonde, a causa della sua scarsa solubilità;
con sempre maggiore insistenza si ripresenta a Stagno il problema degli odori in atmosfera, persistenti, fastidiosi ed acri, come denunciato da numerosi cittadini che hanno inoltrato segnalazioni ad ARPAT, che evidenziano che gli odori molesti sono un fenomeno sgradevole e sospetto con cui i cittadini di Stagno sono costretti a convivere da anni;
il portavoce della lista “Sinistra per Collesalvetti”, Luca Chiappe, ha recentemente interrogato il sindaco, in quanto ufficiale di governo in materia sanitaria, su questa grave situazione, non avendo avuto ad oggi nessuna risposta,
si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;
se, nell’ambito delle rispettive competenze, ritengano utile fare una verifica sulla situazione di inquinamento, sulle anomalie riscontrate nell’osservazione delle registrazioni e se i dati mancanti corrispondano magari ad elevati valori di emissione, come successo nel giorno 5 dicembre;
se ritengano necessario intervenire presso ARPAT per rendere più trasparenti e tempestive le modalità di intervento a seguito delle segnalazioni dei cittadini;
se ritengano utile richiedere ad ARPAT di esibire prove documentate di quanto è avvenuto in data 5 dicembre 2020 e nei giorni successivi per i quali mancano i dati di registrazione;
quali iniziative urgenti intendano assumere per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori nel sito.
(4-04738)

 

Un errore la privatizzazione dei servizi educativi pubblici

 

La giunta di Livorno del sindaco Salvetti ha approvato una delibera per esternalizzare alcuni servizi educativi del comune. Un errore gravissimo. Pensavamo che la pandemia avesse mostrato a tutti, soprattutto alla politica, la necessità di investire nei servizi pubblici, a partire dall’istruzione pubblica, compresi i servizi educativi.
A Livorno invece si prosegue come se tutto fosse rimasto uguale e si sceglie di seguire le pessime scelte che il Pd in Toscana ha già fatto in altri comuni.
Matteo Renzi e Nardella hanno privatizzato le scuole dell’infanzia a Firenze e il sindaco Salvetti prova a non essere da meno, seguendo il loro esempio.

I nidi e le scuole dell’infanzia comunali sono stati in questi anni un modello pedagogico, un modello educativo che è stato un punto di riferimento internazionale. Esternalizzare vuol dire esternalizzare le educatrici, tutti i lavoratori e lavoratrici avranno lavori precari legati alla durata dell’appalto e con contratti e retribuzioni diverse. Lavoro precario e servizi educativi precari in cui sarà molto difficile garantire la continuità educativa.
Sappiamo bene che ci sono tanti servizi educativi gestiti dal Terzo Settore, così come conosciamo la qualità del servizio che tante associazioni provano a garantire, nessuno provi a porre questa discussione.
Qui siamo dinanzi a una scelta, gravissima, del Comune di Livorno che per motivi di bilancio, per i maledetti vincoli dei tetti di spesa, decide di rinunciare e non investire nei servizi educativi pubblici.
Ci saremmo aspettati dal Sindaco più coraggio per coinvolgere noi cittadini in una battaglia con il governo per ottenere in legge di bilancio o nel milleproroghe la possibilità di fare piani di assunzioni, di avere risorse, proprio come è stato fatto già in passato.
Chiediamo al sindaco di ripensarci e ritirare la delibra di privatizzazione.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Foto Livorno Press