Massimiliano Faraone nuovo Coordinatore Provinciale di Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Si è svolta ieri sera venerdì 12 marzo l’ultima fase del 2° Congresso on-line di Sinistra Italiana – Federazione di Livorno con l’elezione del nuovo coordinatore.

L’Assemblea Federale ha eletto all’unanimità Massimiliano Faraone, insegnante del Liceo Cecioni di Livorno. Sostituirà Simona Ghinassi, prima Coordinatrice di Sinistra Italiana in questa Provincia che è stata eletta lo scorso martedì 9 marzo coordinatrice della Segreteria Regionale di Sinistra Italiana Toscana con Alessia Petraglia Segretaria Regionale.

Da sempre siamo convinti che l’immobilità delle segreterie sempre uguali a se stesse non portino mai fortuna, anzi rendano scarsamente attiva l’azione e la proposta politica.

Il mutamento della società deve essere letto e interpretato con occhi sempre nuovi, soprattutto in frangenti difficili come quello che stiamo attraversando a causa della pandemia che ha portato alla luce un corto circuito fino ad ora latente.

Questa Provincia sta vivendo momenti tragici al pari di tutta la Regione, ma la situazione è aggravata da molteplici fattori pregressi che ne depotenziano da anni lo sviluppo e che necessitano di proposte forti e credibili.

Al contempo, l’ondata di illegalità che ha macchiato le istituzioni, svela scenari inquietanti quanto antichi che confermano un decadimento culturale e politico che viene da lontano e rischia di rendere ancor più fragile la spinta progettuale per far risorgere questo territorio.

E’ necessario un confronto vero e non potrà mai nascere nulla di positivo senza un coinvolgimento diretto dei cittadini.

Sinistra Italiana c’era e ci sarà ancora, ascolterà come sempre accaduto e si confronterà con chi avrà non solo curiosità ma proposte, senza l’obbligo di possedere una tessera in mano, saremo pronti a discutere, a proporre riflessioni e soluzioni utili a questo territorio.

Buon lavoro a Massimiliano Faraone, nuovo Coordinatore della Federazione di Sinistra Italiana di Livorno e a Simona Ghinassi, Coordinatrice della Segreteria Regionale Toscana di Sinistra Italiana.

Assemblea Federale Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

 

Arresto del Sindaco di San Vincenzo

 

Con l’arresto del Sindaco di San Vincenzo e l’indagine che coinvolge altre 23 persone nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Livorno, si svela uno scenario a dir poco disarmante riguardo alla commistione di affari che coinvolge direttamente alcune Istituzioni di questa Provincia.

Ancor più disarmante è la decisione del Sindaco di Livorno, Dott. Luca Salvetti, di non ‘consigliare’ al Direttore Generale di questo Comune di autosospendersi dal suo ruolo in attesa della conclusione delle indagini che vedono coinvolta anche la sua persona, non farlo rischia di mettere in serio pregiudizio le attività nonché la credibilità di questo Comune in un momento così difficile.
Essere giustizialisti è compito che lasciamo ad altri, il nostro registro si attesta sull’opportunità che non ha voce punitiva ma solo cautelativa nei confronti dell’interesse pubblico.

Superato lo shock iniziale, serve riflettere a fondo su ciò che oggi sempre più spesso viene dimenticato, ovvero, lo spirito di servizio che muove gli eletti nelle Istituzioni e l’esercizio delle attività del personale nella Pubblica Amministrazione.

Non è la prima indagine che coinvolge amministratori di rilievo in tutto il Paese e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima, succede ma fa ancor più male se ad essere coinvolti sono amministratori di centrosinistra.
La questione morale berlingueriana viene dimenticata troppo spesso per non accorgersene, rimpiangiamo momenti della storia dove la trasparenza e l’onestà erano ancora requisiti indispensabili per poter ambire al ruolo di amministrare la cosa pubblica.

La disaffezione dal bene pubblico manifesta una deriva che coinvolge trasversalmente la politica e questo è un problema grave che crea un pericoloso corto circuito fra ciò che è e dovrebbe essere la rappresentanza dei cittadini, con le loro aspettative comuni in termini di benessere diffuso, salvaguardia dei diritti e rispetto delle regole uguali per tutti.
Nessuno può tirarsi fuori dal rispetto della legge, ancor di più vale per chi rappresenta e amministra un territorio.
Pertanto, auspichiamo indagini veloci e confidiamo nel buon operato della Magistratura, augurandoci che il Direttore Generale, possa dimostrare la sua estraneità ai fatti oggetto di indagine.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione Livorno

 

8 marzo 2021

 

E’ il 7 marzo, sono le 17 circa e se il preludio di notizie che anticipano l’8 marzo si è consumato sulla declinazione al femminile dei titoli professionali, non senza battute sarcastiche, la prima notizia che riguarda davvero Noi arriva nel pomeriggio, è un’Ansa e racconta che con la pandemia, 4000 attività d’impresa al femminile sono sparite. Sostenere il lavoro femminile significa fornire alle donne una chiave per affrancarsi, autodeterminarsi, accogliere ed essere accolte nella società per contribuire a renderla migliore, ma nonostante sia un diritto, è ancora tutto da conquistare.

Parità di salario, garanzie e tutela sul lavoro sono ancora un miraggio. Le quote rosa poi, sono un’arma a doppio taglio: servono a garantire ciò che dovrebbe essere garantito di diritto e questa è la più grande delle beffe, soprattutto quando spesso la regola viene derogata per ragioni superiori.
Festeggiare poi l’8 marzo in odore di pandemia è impossibile anche perchè siamo state le più colpite durante il lockdown, non solo per ciò che riguarda il lavoro, ma in ciò che abbiamo di più caro: la nostra integrità fisica e mentale.
Sapere che un reato ogni 15 minuti viene commesso contro una donna è un dato agghiacciante ma reale, significa che esiste una media di 88 donne che in un giorno subiscono atteggiamenti violenti da parte di un uomo.

Sono aumentate con una rapida escalation le violenze domestiche e le morti di donne vessate e mai ascoltate. Il 1522 è uno strumento utile che però ha riempito la bocca a molti ma troppo spesso non protegge e non può proteggere. Servono altre strategie perché un percorso di tutela va costruito nel tempo e servono risorse, personale qualificato e non che si improvvisa, una programmazione e una sinergia che troppo spesso non c’è fra le istituzioni.

Servirebbe un dialogo stretto fra i tre poteri dello Stato, un vero atto congiunto per cambiare, costi quel che costi.Ma è una montagna enorme da scalare quando nessuno ha davvero voglia di reggere la cima, se non le donne che però si ritrovano sole.
Provare ad immedesimarsi con una facile simulazione servirebbe per capire oggi quali sono le garanzie sulle quali può davvero contare in concreto una donna oggetto di violenza, sembra quasi che le istituzioni, salvo pochi rari esempi, non si siano mai degnate nemmeno di ascoltare.

L’umiliazione raddoppia quando si accendono di rosa le facciate dei palazzi comunali che durano lo spazio di un giorno e allargano una ferita che non si chiude. Servono atti concreti, semplici, alla portata di qualsiasi Comune per iniziare un percorso diverso.

Ecco il vero motivo di quella rabbia che troppe volte viene ascritta alle donne che protestano come una forzatura inutile in tempi moderni.

L’8 marzo 2021 sia un giorno di lutto per la civiltà, e continui ad esserlo fino a quando non esisteranno tutele vere ad impedire che una sola mano possa levarsi per ferire il corpo o l’anima di una donna.

Simona Ghinassi

Coordinatrice Sinistra Italiana – Federazione di Livorno

Ghinassi: intervento assemblea nazionale del 14 febbraio 2021

 

Ringrazio il segretario Fratoianni e condivido la sua scelta di campo. Si tratta di una scelta forte che ci definisce e mi fido di lui, così come delle parole che ho udito pronunciare da Nichi Vendola e da tanti compagni e compagne che mi hanno preceduto.

Come già affermato durante il mio intervento al congresso nazionale, credo sia giunto il momento di risolvere in modo definitivo il sodalizio elettorale con LEU che a maggior ragione da oggi assume le sembianze di un abbraccio mortale: fattivamente e oggettivamente diventa impraticabile e oserei dire incomprensibile mantenerlo in vita.

Ricostruire il nostro partito non può che ripartire da qui.
Venendo al quesito posto a questa assemblea, la lista dei ministri nominati definisce il segno del nuovo Governo e questo avrà delle conseguenze molto gravi per gli equilibri di questo Paese. Ciò che emerge è la distanza siderale dai motivi e dall’azione del secondo governo Conte.

Oggi avremo i tecnici in cabina di regia e i politici a tenere bordone. Non un governo che medita e agisce insieme per il bene comune.
Qualche riconferma non può bastare a convincerci della bontà di un’intenzione anche perchè i due Ministri Speranza e Orlando saranno incatenati dalle scelte della maggioranza granitica interna al governo che gestirà ogni scelta in materia economico finanziaria e soprattutto la destinazione dei fondi del Recovery plan.

Quale sarà il percorso lo raccontano le storie di chi è stato nominato e gli obiettivi sono chiarissimi.

Draghi ha una visione aziendalistica e ha agito da amministratore delegato come se questo Paese fosse un’azienda da risanare, dimenticando con le sue scelte che è fatto di persone.
Non c’è niente di più distante da questo Governo da ciò che siamo noi e da chi abbiamo sempre inteso difendere e rappresentare.
Abbiamo combattuto per quasi 30anni il berlusconismo e siamo ancora qui a pagare le conseguenze di cosa ci ha consegnato.
Abbiamo combattuto la deriva leghista che si è presa il lusso di dividerci e incattivirci.
Sono battaglie che non abbiamo ancora vinto.
Mentre ora, ha vinto il liberismo, in tutte le sue terribili declinazioni e non ci sono scuse per restare a far parte del gioco.

Opposizione sia perchè l’opposizione della destra di Giorgia Meloni è finta e funzionale alla stessa sopravvivenza del governo, alla gestione degli obiettivi di Draghi e del volto che intende dare al Paese.

E quindi io dico NO doppiamente al sostegno a questo governo e lo dico con sollievo, non per dignità personale ma per poter continuare a difendere diritti inalienabili per ognuno di noi.
La posizione è scomoda per qualcuno? Significa che non ha capito quanto diventerà ‘scomodo’ e terribile per tutti noi essere cittadini in un paese governato da questa gente e non avere più rappresentanza o cittadinanza.
Il ruolo della sinistra è sempre stato quello di combattere per i diritti e serve esercitare questo ruolo sempre con coraggio, anche quando si è soli.
Servirà aprire un dialogo più forte dentro e fuori dal Parlamento e mi riferisco in particolare a chi nel M5s non ha voluto piegarsi alla ‘concessione sberleffo’ del Ministero per la transizione ecologica. Serve dare corpo e sostanza ad annunci troppo poco praticati per condividere una visione alternativa alle proposte di Governo. Il M5s è spaccato e non è il momento di fare le analisi del sangue, così come non abbiamo fatto in passato con chi oggi siede confermato fra i banchi del governo, e non mi riferisco solo a LEU ma anche al PD.

L’afflato di ringraziamento riservato a Conte da parte della maggioranza del Paese è chiaro, significa qualcosa, così come sono chiari i motivi che hanno determinato la sua uscita di scena.
A quel percorso interrotto dovremo guardare con interesse, con chi ci starà, senza rimpianti, forzature e condizionamenti perchè le alleanze si mantengono solo se ci sono presupposti e obiettivi da condividere, non per opportunità e questo vale in Parlamento come sui territori.

 

comunicato su incidente nel porto di Livorno

 

Ancora una volta il Porto di Livorno purtroppo si riconferma scenario di un incidente sul lavoro accaduto nel pomeriggio di lunedì 25 gennaio.
Fortunatamente per il lavoratore portuale ferito la prognosi non è stata infausta come accaduto altre volte, ma non può un lavoratore affidarsi alla fortuna per non perdere la propria vita. La sicurezza sul lavoro è totalmente schiacciata alle logiche del profitto perchè far lavorare in condizioni meteo proibitive è il chiaro segnale che le vite umane valgono meno della fame degli utili dei fondi d’investimento e degli armatori che hanno colonizzato il porto di Livorno.

Auguriamo una pronta guarigione al lavoratore colpito dall’infortunio e chiediamo con forza indagini veloci sull’accaduto con una maggiore presa in carico delle responsabilità delle Istituzioni preposte dal controllo della sicurezza.

Auspichiamo che il nuovo corso dirigenziale dell’Autorità Portuale che a breve si insedierà con la Presidenza di Luciano Guerrieri rimetta al centro maggiormente la cultura la sicurezza e riveda il modello del lavoro portuale limitando il più possibile logiche di appalti al ribasso tariffario con la strutturazione dell’articolo 17 e la riduzione degli articolo 16 in appalto.

Esecutivo Sinistra Italiana – Federazione di Livorno